giovedì 15 maggio 2008

Capitolo Generale della Congregazione

Sabato 10 e Domenica 11 maggio 2008
Solennità della Pentecoste
Chiesa Abbaziale dei SS. Salvatore
e S. Gallo di Tolla
I Rabbini di Morfasso (PC)

Durante il Capitolo Generale della nostra Congregazione, è stato siglato un “patto di reciprocità”
con la Congregazione Templari di San Bernardo di Clairvaux

Priorato di Florentia:

Noi


fra Gianni Battini,
Praeceptor della Congregazione
Templari di San Bernardo
Precettoria Lombardo Piacentina – Santa Maria del Tempio

Sr. Raffaella Risuleo
Prior et Magister Congregazione Templari di San Bernardo di Clairvaux
Priorato di Florentia

Ascoltati i Nobili Cavalieri, sentito il parere dei Nostri Consiglieri


Abbiamo Decretato:


di stabilire rapporti di reciprocità e di collaborazione tra le Nostre Congregazioni i cui cavalieri e dame, oltre al “Giuramento d’Onore” saranno vincolati, ancora di più dall’impegno cristiano di fraterno amore in Cristo Gesù Nostro Signore.
A solenne testimonianza Noi qui oggi firmiamo e apponiamo i Nostri sigilli.

Dio non ha forse scelto i poveri?
Voi invece avete disprezzato il povero!

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (Gc 2,1-9)

Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria.

Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: "Tu siediti qui comodamente", e al povero dite: "Tu mettiti in piedi lì", oppure: "Siediti qui ai piedi del mio sgabello", non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi?

Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso aquelli che lo amano?

Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?

Certo se adempite il più importante dei comandamenti secondo la Scrittura: "Amerai il prossimo tuo come te stesso", fate bene; ma se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accusati dalla legge come trasgressori.

mercoledì 14 maggio 2008


MARCIA PER LA PACE

Medjugorje 17 maggio 2008

La seconda “Maratona per la Pace” si terrà il 17 maggio 2008.
È organizzata dall'associazione cristiana Kup-Karmel.
La Maratona inizia alle 9 e va da Grude, attraversando Ljubuški,
fino a Medjugorje (42 km).
I comuni cittadini sono liberi di partecipare alla corsa distesa da Ljubuški a Medjugorje, che comincia nello stesso momento in cui partono.
Difendiamo la vita con il Santo Padre

Benedetto XVI al Movimento per la vita:

«La difesa della vita umana è diventata oggi più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo»

«Il rispetto della vita, è la prima giustizia»

Il Papa: la legge sull’aborto non ha risolto i problemi,
ma aperto ulteriori ferite nelle società

Pubblichiamo il testo inte­grale del discorso pronun­ciato ieri
da Benedetto XVI ai rappresentanti del Movi­mento per la vita

Cari fratelli e sorelle, con vivo piacere vi accolgo quest’oggi, e a ciascuno di voi rivolgo il mio cordiale saluto. In primo luogo, saluto monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, e i sacerdoti presenti. Un saluto speciale indirizzo all’onorevole Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, e sentitamente lo ringrazio per le gentili parole che mi ha indirizzato a nome vostro. Saluto i membri del Direttivo nazionale e della Giunta esecutiva del Movimento per la vita, i presidenti dei Centri di aiuto alla vita e i responsabili dei vari servizi, del Progetto Gemma, di Telefono verde, Sos Vita e Telefono rosso. Saluto, inoltre, i rappresentanti dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e di alcuni Movimenti per la vita europei. Attraverso di voi, qui presenti, il mio pensiero affettuoso si estende a coloro che, pur non potendo intervenire di persona, sono spiritualmente a noi uniti. Penso specialmente ai tanti volontari che, con abnegazione e generosità, condividono con voi il nobile ideale della promozione e della difesa della vita umana fin dal suo concepimento. La vostra visita cade a trent’anni da quando in Italia venne legalizzato l’aborto ed è vostra intenzione suggerire una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali che la legge ha prodotto nella comunità civile e cristiana durante questo periodo. Guardando ai passati tre decenni e considerando l’attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza ne è derivato un minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede che si professa. Certamente molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna. L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze. Tanto impegno, in verità, in questi anni è stato profuso, e da parte non solo della Chiesa, per venire incontro ai bisogni e alle difficoltà delle famiglie. Non possiamo però nasconderci che diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro. È necessario per questo unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno. Per i cristiani resta sempre aperto, in questo ambito fondamentale della società, un urgente e indispensabile campo di apostolato e di testimonianza evangelica: proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Per questo, cari fratelli e sorelle, domando al Signore di benedire l’azione che, come Centro di Aiuto alla Vita e come Movimento per la Vita, voi svolgete per evitare l’aborto anche in caso di gravidanze difficili, operando nel contempo sul piano dell’educazione, della cultura e del dibattito politico. È necessario testimoniare in maniera concreta che il rispetto della vita è la prima giustizia da applicare. Per chi ha il dono della fede questo diventa un imperativo inderogabile, perché il seguace di Cristo è chiamato ad essere sempre più 'profeta' di una verità che mai potrà essere eliminata: Dio solo è Signore della vita. Ogni uomo è da Lui conosciuto e amato, voluto e guidato. Qui soltanto sta l’unità più profonda e grande dell’umanità, nel fatto che ogni essere umano realizza l’unico progetto di Dio, ognuno ha origine dalla medesima idea creatrice di Dio. Si comprende pertanto perché la Bibbia afferma: chi profana l’uomo, profana la proprietà di Dio (cfr Gn 9,5). Quest’anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo il cui merito è stato quello di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali, di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti. Come ho recentemente ricordato, nella mia visita all’Onu, ai membri delle Nazioni Unite, «i diritti umani debbono essere rispettati quali espressione di giustizia e non semplicemente perché possono essere fatti rispettare mediante la volontà dei legislatori. La promozione dei diritti umani rimane quindi la strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali, come pure per un aumento della sicurezza». Per questo è oltremodo lodevole anche il vostro impegno nell’ambito politico come aiuto e stimolo alle istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento alla parola «dignità umana». La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come 'non negoziabili'. Cari fratelli e sorelle, incontrandovi il 22 maggio del 1998, Giovanni Paolo II vi esortava a perseverare nel vostro impegno di amore e difesa della vita umana, e ricordava che, grazie a voi, tanti bambini potevano sperimentare la gioia del dono inestimabile della vita. Dieci anni dopo, sono io a ringraziarvi per il servizio che avete reso alla Chiesa e alla società. Quante vite umane avete salvato dalla morte! Proseguite su questo cammino e non abbiate paura, perché il sorriso della vita trionfi sulle labbra di tutti i bambini e delle loro mamme. Affido ognuno di voi, e le tante persone che incontrate nei Centri di aiuto alla vita, alla materna protezione della Vergine Maria, regina della famiglia, e mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, di cuore benedico voi e quanti fanno parte dei Movimenti per la Vita in Italia, in Europa e nel mondo.

Benedetto XVI «La Chiesa non si stanca di ribadire il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo e promuove iniziative a sostegno delle donne e delle famiglie» «Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno».

Da Avvenire del 13 maggio 2008


martedì 13 maggio 2008

Con il Santo Padre, per difendere la vita

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAGGIO

Il Papa: la Legge 194,
ferita per la società

"Occorre aiutare con ogni strumento legislativo
la famiglia per facilitare la sua formazione e
opera educativa, nel non facile contesto sociale..."


L'anatema di Benedetto XVI contro l'aborto.
"L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze". Lo ha detto il Papa agli esponenti del Movimento per la vita ricevuti a 30 anni dalla approvazione in Italia della legge 194 sulla interruzione di gravidanza. "Guardando ai passati tre decenni" successivi alla approvazione in Italia della legge 194 sull’aborto "e considerando l’attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo" ha continuato il Pontefice.

Aiutare la famiglia "Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno". Lo ha chiesto il Papa. E le Istituzioni devono "di nuovo porre vita e famiglia al centro. Certamente - ha ricordato Bendetto XVI - molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna". Ma, ha osservato ancora Benedetto XVI, "diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro".

Da il Giornale.it del 13 maggio 2008
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L’ENCICLICA DI PAOLO VI
«Il progresso scientifico conferma la lungimiranza dell’Humanae vitae»
Matrimonio e procreazione,
quelle parole di verità

«Il gravissimo compito di trasmettere la vita umana, per la quale gli sposi sono liberi e responsabili collaboratori di Dio Creatore è sempre stato per essi fonte di grandi gioie, seppur talvolta accompagnate da non poche difficoltà e angustie. In tutti i tempi l’adempimento di questo dovere ha posto alla coscienza dei coniugi seri problemi, ma col recente evolversi della società, si sono prodotti mutamenti tali da far sorgere nuove questioni, che la Chiesa non poteva ignorare, trattandosi di materia che tanto da vicino tocca la vita e la felicità degli uomini». Sono le parole iniziali dell’Humanae vitae, l’enciclica di Paolo VI dedicata alle sfide che venivano poste già quarant’anni fa, nel 1968, dalle politiche demografiche. Nella lettera enciclica (pubblicata il 25 luglio di quell’anno) si ribadivano concetti cardine della morale cattolica, come paternità e maternità responsabile, inscindibilità dell’unione tra gli sposi e la procreazione. Di conseguenza venivano ritenuti illeciti l’aborto, la sterilizzazione e «ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Si riteneva, invece, lecito il ricorso ai periodi infecondi rispetto all’uso degli anticoncezionali. «Infatti – si legge nel testo – i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali». In questi quarant’anni il dibattito sulla sessualità si è intrecciato alle evoluzioni del costume. È diventato “rivoluzione”, simbolo, mito, “liberazione”. È stato frainteso e strumentalizzato. Ma quel documento così contestato offre ancora lo spunto per rileggere i principi della morale cristiana in tema di sessualità coniugale e di regolazione delle nascite, con la promozione dei 'metodi naturali' che, secondo l’enciclica, sono la prova di «amore vero e integralmente onesto». Un messaggio che non ha perso la sua attualità.
Da Avvenire del 13 maggio 2008