domenica 30 maggio 2010


Carissimi fratelli, sorelle, accoliti ed amici,
la pace e la gioia del signore sia con tutti noi.

Il Capitolo Generale che stiamo preparando per il 12 e 13 giugno, si presenta come un momento sempre più importante per la nostra azione futura. Diversi di noi affronteranno i loro primi passaggi e le rispettive vestizioni e investiture, assumendo un ruolo ed una'azione di ancora maggiore impegno e testimonianza. Altri confermeranno le loro promissioni nell'aiuto che sapranno dare agli ultimi, dimostrandosi " primus inter pares ".
Si tratta di un Capitolo molto importante anche perché è il primo, dopo diversi anni, a valenza nazionale. Non so se siamo pronti ad affrontare questo importante ed ipegnativo impegno, ma, a Dio piacendo, sono certo che faremo tutti del nostro meglio per risultarne degni. La nostra forza infatti non sta in noi, ma nel Signore che ci guida e nella nostra Signora, la Vergine Maria che ci ama e ci protegge come figli.

Il titolo che abbiamo dato al Capitolo " Ubi caritas et amor, Deus ibi est " rappresenta molto bene quello che ci apprestiamo a vivere in quei giorni, ma soprattutto sempre, tutti i giorni della nostra vita. L'alleanza che i Cavalieri e le Dame della nostra Congregazione stipulano con il Signore è un'alleanza d'amore e di servizio, proprio come Gesù ci ha insegnato.
Già da sola l'etica cavalleresca basterebbe a fare di un uomo un uomo di valore e di valori impossibili da ripudiare (spergiurarare), ma nel nostro caso - seppur indegnamente - ci facciamo Cavalieri Templari: Milizia di Cristo. Portiamo un abito che non passa inosservato. Siamo testimoni visibili nel bene e nel male, per questo serve una disciplina esemplare ed una vita irreprensibile. Abbiamo insegne sfavillanti, ma che non rappresentano la nostra maestà, ma bensì quella di Cristo. Per questo la nostra benedizione dice, a perpetua memoria: " Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam " Salmo 115, 1 (113B) . La nostra spada non è un'arma da usare per colpire chi non è come noi, ma rappresenta la croce che il Signore ci ha invitato a portare, e non perché ci schiacci, ma per elevarci, per difenderci. Portare la spada significa che siamo certi che la vita spirituale è un combattimento (1). Significa che il martirio non consiste solo nel dare la vita nella morte, ma dare la vita al bene, morire al peccato, morire al mondo per essere nel patto, nell'alleanza con Dio che mai ci abbandonerà (tradirà).

Unendoci nella Congregazione siamo chiamati a vivere da fratelli. Ci chiamiamo fratelli, ci salutiamo abbracciandoci fraternamente, ma occorre che ci sentiamo fratelli. Per riuscirci serve la preghiera costante in solitudine ed in comune, il ricordo quotidiano, il ritrovarci ogni volta che è possibile, facendo di tutto perché le nostre tristezze, le nostre paure, le nostre buone ragioni non abbiano il soppravvento sull'unica vera buona ragione: fare la volontà di Dio e non la nostra.

Il Vangelo e la Sacra Scrittura in generale è il primo Codice da seguire per il Cavaliere Templare. Poi vi è la Tradizione, che ci insegna come gli altri, quelli prima di noi, hanno fatto. Il Magistero della Chiesa, ci aiuta a vivere la Verità, ed in fine le nostre Regole, ci offrono il metodo per servire al meglio nel nostro Carisma.

Ma non voglio dilungarmi oltre e vi rimando al testo che un nostro, Minister Templi ci ha preparato, per aiutarci a capire il grande dono che abbiamo ricevuto dal Signore nella Comunione e nella Comunità.
(LEGGI il TESTO)

Forza fratelli e sorelle cari, tra pochi giorni ci incontreremo e potremo mettere al centro proprio questi doni. Molti di noi si incontreranno per la prima volta, ma grazie a Dio, è come se ci conoscessimo da sempre. Sta a noi far si che questo momento sia anche l'inizio ed il proseguimento di un cammino di fraternità nella fede, attraverso il carisma templare che ci è stato dato.

Fratelli e sorelle, ringraziamo la Madonna " Santa Maria del Tempio " della Sua protezione. Alla Sua materna intercessione affidiamo la nostra Congregazione e la Santa Chiesa che Cristo ci ha dato.

fra Gianni Battini - praeceptor

ad majorem Dei gloriam - non nobis Domine...
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(1) Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua Potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del Vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere.” (Efesini 6, 10-20)

Cremona

Domenica 30 maggio 2010 - ore 21

Conferenza

La Santa Sindone.

Analisi di un mistero

prof. Emanuela Marinelli


Piacenza

Domenica 30 maggio 2010

Chiusura Mese Mariano

Basilica Santuario

Santa Maria di Campagna