


TEMPLARI CATTOLICI ITALIANI Priorato Cattolico d'Italia Milites Christi - Precettoria e Commanderia Lombardo-Piacentina - Santa Maria del Tempio - Congregazione laicale cattolico-cavalleresca di ispirazione templare, che non rivendica alcuna successione con l'Ordine del Tempio soppresso dalla Chiesa nel 1312
Anche noi Templari di San Bernardo vogliamo fare "fatti" in tal senso. Per questo invitiamo tutti i fratelli e le sorelle di altre Associazioni, Congregazioni, Gruppi e Ordini neotemplari a pensare seriamente ad un modo fattivo per trovare in ciascun gruppo le ragioni che portano all'unità (più di quelle che paiono dividerci) e perseguirle cristianamente in seno alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come chiaramente indicato da nostro Signore Gesù Cristo.
LO SCUDO "FERMATI"
Come puoi vedere da questa immagine a grandezza naturale, lo Scudo del Sacro Cuore (conosciuto anche con il semplice nome di "Férmati") è un ovale di panno nel quale sono ricamate, o dipinte o (come in questo caso) intessute l'immagine del Cuore di Gesù e la duplice scritta: Férmati! il Cuore di Gesù è meco! e Venga il Regno Tuo!
L'origne di questa devozione risale alla note apparizioni di Paray Le Monial (fine del secolo XVII), nel corso delle quali Gesù manifestò a Santa Margherita Maria Alacoque l'amore che ardeva nel suo Cuore divino e la sua volontà di salvare gli uomini.
Tra le altre cose, il Signore raccomandò a Santa Margherita Maria di portare sul petto uno scudo raffigurante il Sacro Cuore così come ella lo aveva visto nel corso delle apparizioni.
La stessa parola usata - scudo - lascia intendere il significato dei questa devozione: chi lo indossa chiede all'amore del Signore di proteggerlo da ogni male; lo scudo è così la mite arma di chi ripone tutta la sua fiducia non nei mezzi umani, ma nella bontà del nostro Salvatore.
Perché "férmati"?
Marsiglia, secolo XVIII: la città è colpita da una pestilenza che sembra avanzare inesorabilmente. Una suora prende l'iniziativa di distribuire centinaia di "scudi" sui quali ha fatto scrivere la parola "fermati!": si tratta di un "ordine" rivolto all'epidemia che sembra non volersi arrestare.
Nel giro di poco tempo la peste "retrocede" e la città è liberata. Da allora in poi lo scudo sarà sempre accompagnato da questa scritta, che la fede dei devoti estende ai ogni genere di male temporale e spirituale.
tratto da Associazione Madonna di Fatima
Il Vescovo di Noto, monsignor Mariano Crociata, è stato nominato da Benedetto XVI nuovo Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Monsignor Crociata sostituirà così monsignor Giuseppe Betori, chiamato a ricoprire l'incarico di Vescovo di Firenze.
Nato nel 1953 a Castelvetrano (Trapani), ha studiato al Seminario Vescovile di Mazara del Vallo e ha conseguito la maturità classica. È stato alunno dell'Almo Collegio Capranica e ha frequentato i corsi di filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana, conseguendo il dottorato in Teologia. Ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1979.
Ha svolto numerosi incarichi tra i quali: direttore dell'Ufficio catechistico diocesano; Arciprete-parroco della Chiesa Madre di Marsala, Vicario generale. È stato Assistente diocesano dell'Azione Cattolica e membro della Commissione centrale nel Sinodo diocesano. Docente di Teologia Fondamentale e Direttore del Dipartimento di Teologia delle religioni alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia.
Ha insegnato Teologia Fondamentale e Cristologia all'Istituto di Scienze Religiose di Mazara del Vallo. Il 6 ottobre 2007 è stato ordinato Vescovo di Noto. Monsignor Crociata è membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani.
In una nota diramata questo giovedì, la presidenza della CEI ha accolto con “gioia e riconoscenza” la nomina di monsignor Crociata: “Il profilo intellettuale e spirituale del presule costituisce la migliore garanzia per l'importante incarico a lui affidato per il servizio alle Chiese che sono in Italia”.
Nel comunicare ai fedeli della sua diocesi la nuova nomina, il Vescovo di Noto si è detto pronto ad accogliere con “consapevolezza ecclesiale e pastorale” questo nuovo servizio di “umile cooperatore alla coesione e al lavoro collegiale dei Vescovi delle diocesi d’Italia”.
Monsignor Crociata ha poi invitato a riconoscere nella decisione del Papa “un segno di considerazione per la diocesi di Noto e, se così posso dire, per la nostra travagliata e amata Sicilia”.
“Leggo questo momento come una chiamata di Dio”, ha detto dicendosi convinto che “il bene si compie innanzitutto per la via dell’obbedienza e dell’adesione alla volontà di Dio”.
“Rinnovo così la convinzione di fede riposta nel mio motto episcopale, poiché è vero che nella croce di Cristo troviamo pace”, ha poi concluso.
Monsignor Crociata assumerà il nuovo ufficio il 20 ottobre prossimo.