mercoledì 25 giugno 2008

Giovanni: Dio è misericordioso

GIOVANNI ANNUNCIA LA MISERICORDIA DIVINA

Anche noi come Zaccaria, se vogliamo che le nostre pene cessino, senza indugi e senza riserve forniamo la prova della vera fede


Per bocca del profeta Dio annunciò: "Per voi... cultori del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla" (Ml 3,20).
L'inno di Zaccaria è il mirabile sviluppo di questa profezia. Quando, obbedendo all'ingiunzione dell'angelo, diede a suo figlio il nome di Giovanni (che significa: Dio è misericordioso), avendo fornito la prova di una fede senza indugi e senza riserve, la sua pena finì. E, avendo ritrovato la parola, Zaccaria cantò un inno di riconoscenza contenente tutta la speranza del popolo eletto. La prima parte, in forma di salmo, è una lode a Dio per le opere da lui compiute per la salvezza. La seconda parte è un canto in onore della nascita di Giovanni e una profezia sulla sua futura missione diprofeta dell'Altissimo. Giovanni sarà l'annunciatore della misericordia divina, che si manifesta nel perdono concesso da Dio ai peccatori. La prova più meravigliosa di questa pietà divina sarà il Messia che apparirà sulla terra come il sole nascente. Un sole che strapperà alle tenebre i pagani immersi nelle eresie e nella depravazione morale, rivelando loro la vera fede, mentre, al popolo eletto, che conosceva già il vero Dio, concederà la pace.


L'inno di Zaccaria sulla misericordia divina può diventare la nostra preghiera quotidiana.

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MEDITAZIONE

"Volevano chiamarlo Zaccaria. Ma sua madre intervenne: No, si chiamerà Giovanni" (Lc 1,60).
Questo è il significato di questo nome: grazia di Dio, cioè colui in cui è la grazia.
Poiché questa parola annuncia l'economia del Vangelo. Giovanni significa il Signore stesso che viene, colui attraverso il quale la grazia è concessa al mondo. I parenti volevano che questo bambino si chiamasse Zaccaria piuttosto che Giovanni. Essi rappresentano bene coloro che, di fronte al Signore che propone loro il dono di una nuova economia della grazia, desiderano ricordare piuttosto il sacerdozio dell'antica Legge. Essi si opponevano così a ciò che dichiarava sua madre, a viva voce, e suo padre, per iscritto: "Si chiamerà Giovanni" (Lc 1,60).
Quelle persone non erano ancora entrate nella nuova economia della grazia; pretendevano che si dovesse ancora osservare il rito dell'antico sacerdozio, nel momento in cui appariva il Vangelo del Signore. A quelle persone la Legge stessa dice di aprirsi alla grazia di Cristo: "Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò" (Dt 18,18).
No, ormai non si possono più osservare le usanze dell'antico sacerdozio, se non annuncia la grazia del Vangelo. Inoltre, una volta riconosciuto e imposto il nome di Giovanni, Zaccaria ritrova la parola. Si mette a benedire Dio. È la grazia della nuova Alleanza che l'apostolo avrebbe un giorno proclamato pubblicamente. Allora numerosi sacerdoti di Israele si sottometteranno alla fede. E saranno tutti liberati, come Zaccaria oggi, dal loro mutismo; potranno confessare, lodare ed annunciare a tutti, con fervore, il dono della redenzione.
È nel giorno della circoncisione di Giovanni che, all'annuncio dell'avvenimento, la paura invade il popolo. Quanto a Zaccaria, egli diventa testimone dello Spirito. Si mette a fare profezie; annuncia il nostro Redentore e la sua opera di liberazione.

SAN BEDA VENERABILE