venerdì 26 ottobre 2007
Il 'Processus contra Templarios' è la riproduzione fedelissima di quattro pergamene dove sono annotati 38 verbali di interrogatori ai monaci-guerrieri.
Roma, 25 ott.(Adnkronos/Adnkronos Cultura)
Non si tratta di una scoperta. Così il prefetto dell’Archivio segreto del Vaticano, monsignor Sergio Pagano, ha esordito presentando il volume “Processus contra Templarios”, sgomberando il campo da alcune imprecisioni apparse sulla stampa degli ultimi giorni. ''È il terzo numero di una collana che si chiama ‘Exemplaria Praetiosa’ – ha precisato - inaugurata nel 2000'' e che prosegue oggi con una pubblicazione che non ha ''alcuna volontà celebrativa e tantomeno riabilitativa'' dell’Ordine del Tempio. È inoltre “del tutto accidentale” il fatto che, proprio quest’anno, ricorra il settimo centenario dall’inizio del processo ai templari. La pubblicazione racchiude al suo interno la riproduzione fedelissima di quattro pergamene, la cui lunghezza complessiva somma 5 metri e mezzo e in cui sono stati annotati 38 verbali di interrogatori. I primi tre documenti si riferiscono all’inchiesta pontificia sull’Ordine dei templari tenutasi a Poitiers e costituiscono gli esemplari superstiti di un corpus originario di cinque rotoli membranacei. La quarta pergamena rappresenta il documento più importante e intorno al quale si concentra l’interesse degli studiosi e degli appassionati della vicenda. Essa è stata rinventuta solo nel 2001 ed è l’atto originale di assoluzione concessa dai cardinali plenipotenziari del Papa Clemente V al Gran Maestro del Tempio Jacques de Molay e agli alti dignitari templari rinchiusi nel castello di Chinon, da cui prende nome la pergamena. Il documento in questione, in realtà, era già stato censito nei cataloghi una prima volta nel 1628 e successivamente nel 1912. Tuttavia solo sei anni fa è riapparso fisicamente, grazie alle ricerche di Barbara Frale, officiale dell’Archivio segreto Vaticano. “La grande cosa – ha detto l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi - è la pubblicazione definitiva di questi documentii, sarebbe un film stupendo, ne ho anche parlato con De Laurentis che ha manifestato un interesse di massima. E' un dramma di proporzioni epocali, quasi apocalittiche, con una conclusione di una drammaticità smisurata e un duello all’ultimo colpo e all’ultimo inganno tra un re e un pontefice francesi”. Il processo ai Templari si svolse infatti per la quasi totalità nel periodo della “cattività avignonese” che vide, dopo gli scontri tra il papato e la monarchia francese, l’arcivescovo di Bordeaux, Bertrand De Got, salire al soglio pontificio con il nome di Clemente V e spostare la sede papale da Roma ad Avignone: era il 1309. Cinque anni dopo, il 18 marzo 1314, “moriva sul rogo Jaques de Molay, l’ultimo Grande Maestro dell’Ordine del Tempio – ha ricordato Barbara Frale - con una condanna per eresia, benché fosse stato precedentemente assolto dall’autorità pontifica. Un cronista dell’epoca riportò la versione secondo la quale prima di morire avrebbe chiamato il re di Francia e il papa Clemente V davanti al tribunale di Dio”. Proprio da questo episodio sarebbe nata “l‘infinità di leggende” sulla vicenda dei templari, favorite anche dalla “grande perdita di documenti di un processo durato sette anni - ha osservato la Frale - che è stato inoltre un enorme intrigo internazionale in cui si scontrarono l’autorità della Chiesa e quella del sovrano di Francia e di altri sovrani laici desiderosi di smantellare l’Ordine del Tempio, oramai una specie di fossile del tempo delle crociate”. Contrariamente agli scrittori di fantasia “gli storici hanno giocato al ribasso, negando le colpe dei templari”. La verità, come sempre, sta nel mezzo e proprio l’ammissione delle proprie responsabilità di fronte al papa e il contestuale pentimento degli alti dignitari dell’ordine determinò la loro assoluzione, documentata nella Pergamena di Chinon. “E' questo il contenuto della pergamena ed è veramente sorprendente che sia stata sempre custodita fin dai tempi di Clemente V nell’archivio pontificio e censita già nel 1628 e più tardi in un dettagliato catalogo del 1912”, pur passando inosservata agli studiosi. Forse essi sono stati “depistati” da una serie di eventi, tra i quali la Frale cita gli autorevoli studi di Scottmuller, “che non riconobbero la reale importanza di quell’inchiesta, scambiandola per un’inchiesta diocesana tra le tante celebrate in Francia”. La Frale invece, è stata insospettita dalla presenza tra i giudici di Berenger Fredol, nipote e braccio destro del papa e “l’uomo più importante del collegio dei Cardinali”. L’intervento di una tale autorità non poteva essere che giustificato dall’importanza della circostanza, che coinvolgeva i Capi dell'Ordina e sarebbe termionata con la loro assoluzione. Dalla vicenda emerge anche una nuova figura di Clemente V, solitamente visto come il “cappellano di Filippo il Bello”. “L’Ordine del Tempio è un pezzo della Chiesa di Roma. Il papa che non poteva acconsentire che venisse distrutto per sottrargli beni da utilizzatre in una guerra contro un altro sovrano cattolico re di Inghilterra era impossibile. Clemente V ha subito il processo contro l'Ordine dei templari, che che in realtà fu sacrificato per evitare l’apertura di uno scisma che avrebbe portato alla formazione della Chiesa di Francia”.
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Pubblicato il volume del “Processus Contra Templarios”
Svelate le manovre del re di Francia per impossessarsi del denaro dei Templari
CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 25 ottobre 2007 (ZENIT.org).
Questo giovedì con una conferenza stampa tenutasi all’interno del Vaticano, nella Sala Vecchia del Sinodo, è stato presentato in anteprima mondiale il Processus Contra Templarios, una inedita ed esclusiva edizione degli atti integrali dell'antico processo ai Templari.Il pregiato volume, pubblicato in edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari e al prezzo di 5.900 Euro, è stato curato dagli Officiali dell'Archivio Pontificio e contiene la riproduzione fedele degli originali pergamenacei conservati nell'Archivio Segreto Vaticano. L'opera, distribuita dalla Società Scrinium di Mestre, si inserisce nella collana degli Exemplaria Praetiosa, che raccoglie i fac-simili di pregio di documenti antichi e preziosi, il cui ricavato delle vendite è destinato in parte al restauro della documentazione danneggiata che si trova conservata nell'Archivio Segreto Vaticano. La pubblicazione ha suscitato un interesse a carattere mondiale dovuto soprattutto al fatto che la storia Cavalieri del Tempio, nati nel 1119 per proteggere i pellegrini e la Terra Santa, è stata sempre al centro di leggende, dicerie, morbosità varie. Il valore principale della pubblicazione, oltre alla perfetta riproduzione dei documenti originali del processo, sta nei testi critici che accompagnano il volume e che spiegano come e perché il Pontefice Clemente V (1305-1314) assolse i Templari dall’accusa di eresia, sospese l’Ordine senza scioglierlo, reintegrando gli alti dignitari Templari e l’Ordine stesso nella comunione e nei sacramenti della Chiesa. Pur essendo il pontificato ad Avignone, il Pontefice Clemente V ebbe il coraggio e la capacità di opporsi alle pressioni e al rischio di scisma del re Filippo IV di Francia (più noto come Filippo il Bello) che regnò dal 1285 fino al 1314.Per finanziare una dispendiosissima guerra contro l’Inghilterra, Filippo IV pensò bene di impossessarsi delle sostanze dei Templari e per questo mise in atto una strategia di discredito accusando di eresia i cavalieri dell’Ordine.Forte di un notevole impianto accusatorio sostenuto dall’inquisitore di Francia e dai teologi della Sorbona, utilizzando anche il ricorso alla tortura nei confronti dei Templari arrestati, Filippo IV ottenne numerose ammissioni di colpevolezza. In esse si raccontava di riti iniziatici di accoglienza nell’ordine, fra cui la prassi del rinnegamento di Cristo e dello sputo sulla croce, estorta dai frati “anziani” ai novizi per saggiarne lo spirito di abnegazione e di totale sottomissione ai superiori, oltre a pratiche idolatriche e ad altri atti scandalosi. Tuttavia il Pontefice Clemente V non si lasciò convincere sulla colpevolezza dei Templari. I documenti (208, 209 e 210) riprodotti nel volume Processus contra Templarios riportano dell’inchiesta pontificia sull’Ordine dei Templari tenutasi a Poitiers e costituiscono gli esemplari superstiti di un corpus originario di 5 rotoli contenenti le confessioni di 72 Templari interrogati da Clemente V dal 28 giugno al 2 luglio 1308. Convintosi dell’infondatezza delle accuse di eresia, il 14 agosto 1308, dopo aver ingannato le spie di Filippo il Bello, il Papa inviò segretamente tre Cardinali alla volta di Chinon, con l’incarico di tenere in suo nome quell’inchiesta pontificia sui dignitari del Tempio che il Re di Francia aveva impedito. I commissari, interrogati i Templari esortarono questi a fare ammenda per i loro errori mediante una richiesta di perdono alla Chiesa, per poi assolvere i penitenti in nome di Clemente V, reintegrandoli nei sacramenti ecclesiastici. La prova di questa storia sta in una quarta pergamena (217) riprodotta nel volume, che è l’atto originale dell’assoluzione concessa dai cardinali plenipotenziari di Clemente V al gran maestro del tempio, Jacques de Molay e agli altri dignitari templari nel castello di Chinon dove Filippo IV li aveva illecitamente reclusi.Dai documenti emerge che il Pontefice Clemente V avesse l’intenzione di salvare l’Ordine dei Templari dandogli un ruolo nuovo, dopo averne riformato i costumi e la disciplina, ma il Papa dopo mesi di estenuanti battaglie politiche con il Re, per evitare un eventuale scisma della Chiesa di Francia, non potè portare a termine il suo disegno. Così i Templari screditati e indeboliti dagli arresti, privati dell’antico ideale cavalleresco, conobbero un lento e inesorabile declino, anche a causa della dispersione dei loro beni e della condanna a morte del Gran Maestro Jacques de Molay e degli altri dignitari del Tempio.
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una, santa, cattolica, e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
giovedì 25 ottobre 2007
IL SANTO PADRE SULLA POVERTA'
"l'enorme disparità esitente tra ricchi e poveri rappresenta un'offesa alla dignità umana"
CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 17 ottobre 2007 (ZENIT.org)
Nella Giornata mondiale del rifiuto della miseria, mercoledì, 17 ottobre 2007 - Unendosi alla Giornata mondiale del rifiuto della miseria, Benedetto XVI ha denunciato che l’enorme disparità esistente tra ricchi e poveri rappresenta un’offesa alla dignità umana.“Quante popolazioni vivono ancora in condizioni di estrema povertà!”, ha esclamato il Pontefice al termine dell’udienza generale di questo mercoledì, alla quale hanno partecipato circa 50.000 persone.“La disparità tra ricchi e poveri s'è fatta più evidente e inquietante, anche all’interno delle nazioni economicamente più avanzate”, ha indicato.“Questa situazione preoccupante s'impone alla coscienza dell'umanità – ha aggiunto –, poiché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offendere la dignità dell’essere umano e da compromettere, conseguentemente, l'autentico ed armonico progresso della comunità mondiale”. Il Papa ha incoraggiato “a moltiplicare gli sforzi per eliminare le cause della povertà e le tragiche conseguenze che ne derivano”.La Giornata mondiale del rifiuto della miseria è stata creata su iniziativa di padre Joseph Wresinski (1917-1988), fondatore del movimento “ATD Quarto Mondo”, il 17 ottobre 1987, quando ha collocato nell’atrio del Trocadero, a Parigi, una lapide “per le vittime della miseria”. L’iniziativa è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1992 sotto il titolo di Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà. In occasione della Giornata, alle 18.00, sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, si è prevista una celebrazione attorno alla lapide che riproduce quella di Parigi. Su di essa vi è scritto: “Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro”.Questa frase è stata completata nella lapide romana con le parole di Giovanni Paolo II: “Mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi”.
La pergamena di Chinon
GLI ATTI DEL PROCESSO
mercoledì 24 ottobre 2007
Maria e gli ultimi tempi della Chiesa
(tratto da "Il trattato della vera devozione alla Beata Vergine Maria",
di San Luigi Maria Grignion de Montfort)
1. Maria e gli ultimi tempi.
[49] Per mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo; ancora per mezzo di Maria deve avere il suo compimento.
Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi non comparve, perché gli uomini, ancora poco istruiti e illuminati sulla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a lei. Così sarebbe certamente accaduto - se ella fosse stata conosciuta - a causa dell'incanto meraviglioso che Dio le aveva conferito anche nell'aspetto esteriore. Ciò è così vero che san Dionigi l'areopagita osserva che quando la vide, l'avrebbe presa per una dea a motivo delle segrete attrattive e dell'incomparabile bellezza che aveva, se la fede, nella quale era ben fermo, non gli avesse insegnato il contrario.Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria dev'essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di lei. Non esistono più, infatti, i motivi che determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa mentre elle viveva quaggiù, ed a manifestarla ben poco dopo la predicazione del Vangelo.
[50] In questi ultimi tempi Dio vuole dunque rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle sue mani: 1) Perché ella quaggiù volle rimanere nascosta e si pose al di sotto della polvere con umiltà profonda, avendo ottenuto da Dio e dai suoi Apostoli ed Evangelisti di passare inosservata. 2) Perché ella è il capolavoro delle sue mani, sia quaggiù nell'ordine della grazia che in cielo nell'ordine della gloria, e Dio vuole riceverne gloria e lode in terra dai viventi. 3) Perché è l'aurora che precede e annuncia il sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi dev'essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo. 4) Perché, essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada ch'egli seguirà nella sua seconda venuta, anche se in modo diverso. 5) Perché è il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita (Pr 8,35) cioè Gesù Cristo, via, verità e vita (Gv 14,6). Ora non si può trovare Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità. 6) Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in grazia. In misericordia per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e i traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica. In forza, contro i nemici di Dio, gl'idolatri, gli scismatici, i maomettani, gli ebrei e gli empi induriti che si ribelleranno in modo terribile per sedurre e far cadere, con promesse e minacce, tutti quelli che saranno loro contrari. E infine deve risplendere in grazia, per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo, che combatteranno per i suoi interessi. 7) Da ultimo, dev'essere "terribile come schiere a vessilli spiegati" (Ct 6,3) di fronte al diavolo e ai suoi seguaci, soprattutto in questi ultimi tempi, perché il diavolo, ben "sapendo che gli resta poco tempo" (Ap 12,12) e più poco che mai, per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi. Susciterà infatti, quanto prima, crudeli persecuzioni e tenderà terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri.2. Maria e l'ultima lotta.
[51] Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo, che andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell'Anticristo, deve riferirsi la prima e celebre profezia e maledizione pronunciata da Dio nel paradiso terrestre contro il serpente. È bene spiegarla qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a confusione del diavolo.
"Io porrò inimicizia tra te e la donnatra la tua stirpe e la sua stirpe;questa ti schiaccerà la testae tu le insidierai il calcagno" (Gen 3,15)
[52] Dio ha fatto e preparato una sola ma irriconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo, tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre - quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente - il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già perché l'ira, l'odio e il potere di Dio non siano infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono limitate, ma:
1) perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente più d'essere vinto e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l'umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza; 2) perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti.
[53] Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria l'ha conquistato con l'umiltà. Ciò che Eva ha dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con sé tutti i suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e servi, che consacrò alla sua Maestà.
[54] Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l'una tra Maria e il demonio, l'altra tra la stirpe della Vergine santa e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odii segreti tra i veri figli e servi della Vergine santa e i figli e schiavi del demonio. Non si amano tra loro, non c'è intesa tra loro!I figli di Belial (Dt 13,14),gli schiavi di Satana, gli amici del mondo - che è la stessa cosa! - hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono alla santissima Vergine, come un giorno Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati. Ma l'umile Maria riporterà sempre vittoria su quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, dove si annida il suo orgoglio. Ne svelerà sempre la malizia serpentina, ne sventerà le trame infernali, ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate. Ma il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina, che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo coraggioso, e così fortemente sostenuti dall'aiuto di Dio, che con l'umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo.
3. Maria e gli ultimi apostoli.
[55] Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. Ciò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo, i predestinati si inoltreranno nella pratica interiore e perfetta che manifesterò loro in seguito. Allora vedranno chiaramente - nella misura che la fede permette - questa bella stella del mare, e guidati da lei giungeranno in porto, malgrado le tempeste e i pirati. Conosceranno le grandezze di questa sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d'amore.Sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l'ameranno teneramente come figli di predilezione. Conosceranno le misericordie di cui essa è ricolma e il bisogno che essi hanno di esser aiutati da lei, a lei ricorreranno in ogni cosa come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo. Sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si offriranno a lei anima e corpo, senza nessuna riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo.
[56] Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco ardente, ministri del Signore (Sal 104,4; Eb 1,7) che metteranno dappertutto il fuoco del divino amore. Saranno frecce acute nella mano potente di Maria per trafiggere i suoi nemici: come frecce in mano a un eroe (Sal 127,4). Saranno figli di Levi, molto purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio.Porteranno nel cuore l'oro dell'amore, l'incenso della preghiera nello spirito e la mirra della mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon profumo di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi mondani (2Cor 2,15-16).[57] Saranno nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo. Senza attaccarsi a nulla, né stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada a due tagli della parola di Dio trafiggeranno, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell'Altissimo.
[58] Saranno veri apostoli degli ultimi tempi. Ad essi il Signore degli eserciti darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici. Dormiranno senza oro e argento, e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici (Sal 68,14). Tuttavia avranno le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li chiamerà lo Spirito Santo. Lasceranno nei luoghi dove hanno predicato, soltanto l'oro della carità, che è il compimento della legge (Rm 13,10).
[59] Infine, sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo. Seguendo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo i canoni del mondo; senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a nessuno; senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia.Avranno in bocca la spada a due tagli della parola di Dio (Eb 4,12; Ef 6,17) e porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta. Ecco i grandi uomini che verranno e che Maria formerà su ordine dell'Altissimo, per estendere il suo dominio sopra quello degli empi, idolatri e maomettani. Ma quando e come avverrà tutto questo?... Dio solo lo sa. Compito nostro è di tacere, pregare, sospirare e attendere: «Ho sperato: ho sperato nel Signore». (Sal 40,2)
Nato a Londra da una famiglia di mercanti di origine normanna stabilitasi in Inghilterra sotto Guglielmo il Conquistatore, venne avviato sin dall'infanzia alla carriera ecclesiastica: dopo la prima formazione ricevuta presso l'abbazia di Merton, approfondì gli studi a Parigi e, tornato in patria, entrò a servizio dell'arcivescovo di Canterbury Teobaldo di Bec.
L'amicizia di Enrico II gli consentì, lasciata la Cancelleria, di succedere a Teobaldo di Bec, morto nel 1162, come arcivescovo di Canterbury e primate d'Inghilterra: il nuovo ufficio determinò un mutamento nell'atteggiamento di Tommaso Becket, che da allora difese soltanto gli interessi del clero, incurante dei progetti politici del sovrano.Si oppose alla legge eversiva del privilegio del foro ecclesiastico proposta da Enrico nel 1163 (salvo poi approvarla con la riserva salvo ordine nostro et jure Ecclesiae), e l'anno successivo si rifiutò di sottoscrivere alcuni dei 16 articoli delle Costituzioni di Clarendon, tese a porre sotto l'autorità regia la Chiesa.
La resistenza dell'arcivescovo suscitò l'ira del re. Sentendosi minacciato, Tommaso Becket cercò rifugio in Francia: partì dal porto di Sandwich il 2 novembre 1164 e venne accolto benevolmente da Luigi VII (interessato ad indebolire Enrico II, che controllava già un terzo della Francia e mirava ad espandere i suoi domini alla contea di Tolosa); soggiornò dapprima nel monastero cistercense di Pontigny, in Borgogna, dove fu protetto dai Templari, poi nell'abbazia benedettina di Sens. Anche dal suo esilio Becket continuò a contrastare i tentativi di Enrico II di trovare un accordo con papa Alessandro III sui privilegi del clero: la sua opposizione alle Costituzioni di Clarendon impedì la conclusione degli accordi.
Sigillo raffigurante l'assassinio di Thomas Beckett
- L'assassinio nella cattedrale
Dovettero trascorrere alcuni anni prima che vi fossero segni di distensione tra il primate e il re. Il 6 gennaio 1169 Enrico venne in Francia per un incontro con Luigi VII: Tommaso lo incontrò a Montmirail, ma né riuscì ad avere garanzie sulla sua incolumità in caso di rientro in patria, né diede segno di voler sottomettersi alle decisioni del re. Nel 1170 si giunse ad una sorta di riconciliazione tra il primate ed il re (la risoluzione delle questioni dibattute venne rimessa alle decisioni di un futuro concilio). Il sovrano richiamò Becket in Inghilterra, ma ben presto sopraggiunse una nuova rottura fra i due. Il re invitò allora gli inglesi a difendere il suo onore: il 29 dicembre 1170 quattro cavalieri uccisero l'arcivescovo nella cattedrale di Canterbury, durante gli uffici divini: non venne mai chiarito se i soldati avessero agito per ordine di Enrico II o avessero preso l'iniziativa indipendentemente, nella speranza di ingraziarsi il re.
- Il culto
L'emozione suscitata dall'evento, fece sì che intorno alla sua figura si sviluppasse rapidamente un culto, tanto che papa Alessandro III fu indotto a canonizzarlo il 21 febbraio 1173 nella chiesa di San Pietro a Segni, a poco più di due anni dalla morte: la cattedrale di Canterbury divenne meta di numerosi pellegrinaggi (descritti anche nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer) che spinsero Enrico II a sottoporsi ad una pubblica penitenza il 12 luglio 1174. Ben presto Tommaso divenne simbolo della resistenza cattolica all'assolutismo politico.
- Memoria liturgica il 29 dicembre (facoltativa).
segnalato da fra' Gianni

giovedì 18 ottobre 2007
Prepariamo assieme a buoni sacerdoti delle veglie con l'Adorazione del Santissimo Sacramento nella notte del 31 ottobre e 1 novembre!

Ma il satanismo affascina ancora gli intellettuali
Un libro-inchiesta di Aldo Buonaiuto, esperto di occultismo, sugli aspetti inquietanti di una moda che ritorna - Copyright di questo articolo Avvenire, 1 giugno 2005
di Paolo Lambruschi
Cosa ci fa sulla banconota da un dollaro la piramide tronca a tredici piani, sovrastata dall’occhio onniveggente, simbolo di una setta tedesca settecentesca di adoratori dei demonio? E perché molte stelle del rock, dai Led Zeppelin fino al discusso cantante Marylin Manson, sacerdote della chiesa di Satana, passando per i Beatles, hanno inserito nei loro dischi il ritratto e i motti di Aleister Crowley, fondatore ai primi del Novecento del satanismo contemporaneo? Prova a rispondere un giovane prete - detective dell’occulto, svelando la storia dei culti neri fino ai nostri giorni, gettando ombre inquietanti su fatti efferati di cronaca come il delitto di Cogne e la catena di delitti del mostro di Firenze, dietro ai quali si celerebbero sette e rituali satanici. Don Aldo Buonaiuto, livornese, classe 1971, unisce agli impegni pastorali parrocchiali l’attività di coordinatore nazionale del "Numero verde servizio anti sette occulte" e di consulente tecnico della magistratura. In un volume agile edito da Città Nuova, Le mani occulte, viaggio nel mondo del satanismo, rivolto a educatori e genitori, accompagna il lettore in un mondo in apparenza marginale, ma la cui forza è ben radicata nella storia e nell’attualità. E che è sbagliato sottovalutare per il fascino che esercita sui più sprovveduti.
Sembra esserci un piano, secondo don Aldo, per approfittare della crisi delle grandi religioni propugnando l’odio, il culto dell’io, il sesso come strumento di dominio e violenza del più debole, l’ossessione per il potere, la distruzione dei legami familiari. La violenza pedofila, ricorda il libro, è la più gradita dal diavolo e contamina spesso irreparabilmente gli innocenti. In particolare sarebbe in atto un attacco alla Chiesa cattolica "al fine di indebolirne la struttura e statura etica e spirituale".
Sostiene il sacerdote che dietro al satanismo acido giovanile, criminale, ma a buon mercato che si trova su internet e che recluta adepti tra il popolo con la musica heavy metal, si celerebbe un livello superiore ben più pericoloso, composto da ricchi professionisti e imprenditori, che commissiona alle bande i delitti in nome di Satana. Il satanismo, in cerca di rispettabilità, ha sempre esercitato fascino sulle classi alte, camuffando o con la maschera degli indemoniati o con quella dell’innocua superstizione i suoi riti terribili e le messe nere, orge infernali che arrivano al sacrificio umano compiuti da persone "normali". Massoneria deviata, antiche sette legate alla nobiltà europea si celerebbero in realtà dietro l’orrore.
E don Buonaiuto nel testo ripercorre la storia del culto del male, dai Templari adoratori del Graal nel Medioevo – una risposta dovuta al "Codice Da Vinci" di Dan Brown – passando per gli alchimisti e i Rosacroce del Rinascimento, una cui derivazione legata a una nobile famiglia fiorentina uccideva in nome del maligno coppie di fidanzati già nel 1500. Fino al satanismo contemporaneo, ripensato dal genio del male Alisteir Crowley, fondatore della Chiesa di Satana che vanta tra gli adepti rock star come Marylin Manson. Ma ciò che preme al giovane prete è raccontare il dramma delle vittime.
Perché sono "molti quelli che vi restano per sempre perché ridotti in schiavitù, ingannati, plagiati". Un capitolo del volume riporta i messaggi impressionanti di sos rivolti a don Aldo da genitori e coniugi di persone irretite dalle sette del male, ma anche colpite da fatture o incappati nei rituali maligni. Un’Italia che guardiamo con sufficienza, ma che è in crescita, dicono gli esperti.
Gli italiani, sostiene la Chiesa di Satana, sono i primi nell’acquisto di testi sul maligno. In fondo, si dice ed è bene ripeterlo, il vero capolavoro del diavolo è averci convinto che lui non esiste.
CRISTO E' IL BENE
"La potenza appartiene a Dio". Pertanto è a disposizione dell'uomo. Vi è una cosa che crea la separazione tra Dio e l'uomo: il peccato. Leggiamo in Isaia "Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le nostre iniquità quelle che hanno posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che hanno fatto sì ch'Egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto" (Isaia 59:1-2). Il peccato deve essere tolto fra Dio e noi, se vogliamo conoscere la potenza di Dio nella nostra vita. È il sangue che toglie il peccato (Ebrei 9:26). Pertanto, prima ancora di conoscere la potenza di Dio dobbiamo esperimentare l'efficacia purificatrice del sangue di Cristo Gesù.
Il sangue di Cristo è una propiziazione per il peccato. Romani 3:25 "... il quale Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza". Nei primi versi di questo capitolo Paolo ha dimostrato che tutti gli uomini sono peccatori, "ogni bocca sia turata", tutto il mondo "è colpevole dinanzi a Dio".
Dio è santo ed Egli odia il peccato. L'odio di Dio verso il peccato è una cosa seria: è reale, è vivo, è attivo. L'ira di Dio contro il peccato deve colpire in qualche modo. Che speranza vi è dunque per noi, dal momento che "tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio"? Al verso 25 troviamo la risposta di Dio a questa domanda di massima importanza. Vi è speranza per noi, perché Dio ha provveduto una propiziazione, il sangue versato di Cristo. "Il quale (Cristo) Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso". L'ira di Dio contro il peccato ha colpito lui invece di colpire noi. Di questa grande verità il profeta Isaia aveva ricevuto pallida rivelazione centinaia d'anni prima della nascita di Cristo. "Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cadere su lui l'iniquità di noi tutti" (Isaia 53:6).
Il sangue di Cristo è prima di tutto una propiziazione per il peccato, un segno che soddisfa l'ira santa di Dio contro il peccato. Egli è la "nostra pasqua" (1 Corinzi 5:7), nel vedere il Suo sangue Dio passa oltre e ci risparmia, peccatori come siamo.
Questa propiziazione è principalmente per il credente "una propiziazione mediante la fede". Tutta l'ira di Dio contro i peccati del credente è pienamente soddisfatta nel sangue di Cristo.
Se qualcuno si domanda, come ha potuto Dio aver misericordia dei peccatori prima della venuta e morte di Cristo, la risposta è semplice. Gesù è l'agnello che è stato "ucciso avanti la fondazione del mondo" (Apocalisse 13:8). Nello stesso istante in cui il peccato entrava nel mondo Dio ebbe i suoi occhi volti sul sacrificio ch'Egli stesso aveva predisposto prima della fondazione del mondo. Nello stesso giardino d'Eden il sangue dei sacrifici che raffigurava quello del vero sacrificio cominciò a scorrere.
In Efesini 1:7 si legge "In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia". La remissione dei peccati non è qualche cosa che il credente deve aspettare che avvenga nel futuro, ma un qualche cosa ch'egli già possiede. "Noi abbiamo" dice Paolo "la remissione dei peccati". Non dobbiamo fare nulla per assicurarcela, perché il sangue di Cristo già ce l'ha assicurata, è per la fede che ce ne appropriamo e la godiamo. Il perdono è già stato provveduto per ogni credente in Cristo per la potenza del sangue.
Un'anziana signora era morente. Il ministro di culto andò a vistarla e le chiese: "Avete fatto pace con Dio?" "No", fu la risposta.
"Non avete timore d'incontrare Dio, senza prima aver fatto pace con Lui?" "Niente affatto!". Un sorriso si dipinse sul volto della donna morente: "Non ho fatto la mia pace con Dio perché non ne ho bisogno. Cristo l'ha fatta per me, con il sangue della Croce. Io riposo sulla pace ch'Egli ha fatto. Abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia".
"Ma se camminiamo nella luce, com'Egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:7). Questo ci offre la completezza del perdono per mezzo del sangue. Il sangue di Cristo ha la potenza di purificare il credente da "ogni peccato". Esso continuamente "purifica", ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Questa purificazione è dalla colpa del peccato. Dovunque nella Bibbia è menzionata la purificazione dalla potenza e dalla presenza del peccato si ha per mezzo della Parola di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e per mezzo del Cristo vivente e dimorante. Cristo sulla Croce ci salva dalla colpa del peccato, ed il Cristo che ritorna ci salverà dalla presenza del peccato.
Il sangue di Cristo ci salva da tutta la colpa del peccato. Se camminiamo nella luce in Cristo che è la luce, il sangue di Cristo ci purga da ogni peccato. Il sangue di Cristo è potente di lavare il più nero dei peccatori e farlo bianco. Noi tutti abbiamo avuto un passato nero, perché se avessimo potuto vedere il nostro passato con gli occhi di Dio anche il migliore di noi si sarebbe visto nero, nero, nero. Ma se camminiamo nella luce, sottomessi alla verità di Dio, credendo in Cristo, veniamo imbiancati dentro, come bianche erano le vesti di Cristo quando i discepoli lo videro sul Monte della Trasfigurazione (Matteo 17:2; Luca 9:29; Marco 9:3). Chi accuserà gli eletti di Dio? (Romani 8:33). Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Romani 8:1). Nuovamente, in Romani 5:9 si legge: "tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira". Il sangue di Cristo è potente di giustificare. Ogni credente in Cristo è già giustificato per il sangue di Cristo. Giustificato significa qualche cosa di più di perdonato e purificato. Il perdono, per quanto è glorioso, è una cosa negativa; significa che i nostri peccati sono allontanati da noi e noi appariamo come se non avessimo mai peccato. La giustificazione è positiva; significa che siamo considerati giusti, significa che ci è stata accreditata
la giustizia perfetta di Cristo.
Se è buono essere stati spogliati dei propri cenci sozzi e vili, è di gran lunga migliore essere rivestiti di vesti di gloria e bellezza. Con il perdono noi siamo spogliati dei cenci vili e maleodoranti dei nostri peccati, con la giustificazione siamo rivestiti della gloria e della bellezza di Cristo. È la potenza del sangue che ci assicura questo. Nel versare il suo sangue quale prezzo di riscatto per il peccato, Cristo ha preso il nostro posto, credendo in Lui noi prendiamo il Suo posto. "Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l'ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui" (2 Corinzi 5:21).
Leggiamo ora Ebrei 9:14: "Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito Santo eterno ha offerto sé stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente?" Il sangue di Cristo è potente di purificare la coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente. Comprendi ciò che vuol dire? È una gloriosa verità che cercherò di rendere semplice. Quando l'uomo prende coscienza dei suoi peccati e s'accorge d'essere un peccatore e che Dio è santo, sente di dover fare qualche cosa per piacere a Dio ed espiare per il peccato. Egli deve "fare penitenze", "osservare la Quaresima", "fare elemosine", ed altre cose per espiare per i suoi peccati. Tutti questi sforzi sono "opere morte". Non possono mai compiere ciò che si prefiggono e non possono mai dare pace. Per quanti anni Martin Lutero cercò la pace in questo modo e non la trovò! Ma quando scopriamo la potenza del sangue, che ha già perfettamente espiato per il peccato, che ci ha già purificati dai nostri peccati e giustificati davanti a Dio, che ci ha resi graditi e accettevoli agli occhi di Dio, allora le nostre coscienze non soltanto sono alleggerite dal peso della colpa, ma anche dal peso di questi sforzi, e possiamo con libertà servire il Dio vivente, non nella schiavitù della paura, ma nella libertà e nella gloria di coloro che sanno d'essere figlioli graditi ed amati.
Vi sono molti cristiani oggi che non hanno permesso al sangue di Cristo di purificare le loro coscienze dalle opere morte. Essi continuamente sentono di dover fare qualche cosa per espiare. Caro fratello e cara sorella, guarda a quel che guarda Dio, al sangue, e vedi che tutto è stato fatto, già fatto! Dio è soddisfatto, il peccato è espiato, noi siamo giustificati e non dobbiamo più fare opere morte per raccomandarci a Dio; ma, considerando che già siamo stati raccomandati, serviamoLo nella libertà della gratitudine e dell'amore, e non nei legami della paura.
In Atti 20:28 si legge: "Badate a voi stessi ed a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale Egli ha acquistato col proprio sangue". Ed ancora in Apocalisse 5:9 "E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione". Il sangue di Cristo mi rende proprietà di Dio. Questo pensiero mi da' un senso di responsabilità: se appartengo a Dio, vuol dire che debbo servirLo interamente, corpo, anima e spirito, devo appartenerGli tutto. Ma il pensiero che sono proprietà di Dio mi da' anche un senso di sicurezza: Dio prenderà cura di ciò che Gli appartiene. Il sangue di Cristo è potente di darmi sicurezza eterna.
Apprendiamo qualche cosa di più della potenza del sangue in Ebrei 10:19-20: "Avendo dunque, fratelli, libertà d'entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi, attraverso la cortina, vale a dire la sua carne". Il sangue di Cristo è potente di dare al credente franchezza per entrare nel santuario, di accostarsi alla presenza stessa di Dio. Nei giorni del giudaismo antico del tabernacolo e del Tempio, Dio si manifestava nel luogo santissimo. Quello era il luogo designato per incontrare Dio. Ma in quel luogo era permesso l'accesso ad un solo Giudeo in tutta la nazione, al sommo sacerdote; ed a questi soltanto una volta all'anno, nel giorno dell'espiazione, e soltanto con il sangue. Dio insegnò ai giudei, e tramite loro a tutto il mondo, tre grandi verità: la santità inaccessibile di Dio, la peccaminosità dell'uomo, e che l'uomo peccatore poteva accedere al Dio santo soltanto tramite il sangue dell'espiazione, perché "senza versamento di sangue" non poteva esservi "remissione di peccato", e di conseguenza non poteva esserci accesso a Dio (Ebrei 9:22). Il sangue dei sacrifici del Vecchio Testamento era soltanto una figura del vero sacrificio, Gesù Cristo; e, a motivo del Suo sangue versato, il più vile dei peccatori che oggi crede in Lui ha il diritto di accedere a Dio, di entrare nella Sua presenza ogni qualvolta che lo desideri "senza timore e in piena certezza di fede". Oh, la meravigliosa potenza del sangue di Cristo che allontana ogni timore allorché mi avvicino al Dio che è santo e che è "un fuoco consumante"! Dio è santo? Sì! Ed io sono un peccatore? Sì! Ma in virtù dell'offerta meravigliosa di Cristo, valevole per sempre, "una volta per sempre" il mio peccato è stato per sempre allontanato, ed io sono stato "giustificato" e "reso perfetto", e grazie a quel sangue tanto prezioso e accettevole a Dio posso accostarmi con franchezza nella presenza stessa di Dio.
Il sangue di Cristo ha ancora maggior potenza. In Apocalisse 22:14 si legge "Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della gloria"! Facendo un confronto con il verso 14 del cap. 7 si comprende chiaramente che è tramite il sangue di Cristo che le vesti possono essere lavate. Il sangue di Cristo dunque è potente di dare a coloro che credono in lui il diritto all'albero della vita e accesso nella città di Dio. Il peccato nel giardino dell'Eden ha tolto all'uomo il diritto all'albero della vita e lo ha cacciato via (Genesi 3:22-24). Il sangue di Cristo ci riapre la via all'albero della vita e alla Nuova Gerusalemme. Il sangue di Cristo ci fa riavere tutto ciò che Adamo perse a cagione del peccato ed ancora di più:
Abbiamo visto qualche cosa che si riferisce alla potenza del sangue di Cristo. Hai fatto tesoro di quel sangue? Gli hai permesso di operare nella tua vita come si deve? Alcuni oggi cercano di escogitare una teologia che tagli fuori il sangue. Quale stoltezza! Il cristianesimo senza il sangue espiatore è un cristianesimo senza misericordia per il peccatore, senza pace per la coscienza, senza perdono autentico, senza giustificazione, senza purificazione, senza libertà d'accesso alla presenza di Dio, senza potenza.
Non è affatto Cristianesimo, ma la contraffazione stessa del diavolo.
Se vogliamo conoscere la pienezza della potenza nella vita e nel servizio cristiano, dobbiamo prima di tutto conoscere la potenza del sangue di Cristo, perché è quella che ci da' il perdono, la giustificazione e la libertà di appressarci a Dio.
Non possiamo conoscere la potenza dello Spirito prima ancora della potenza del sangue; non possiamo neppure conoscere la potenza della preghiera prima ancora della potenza del sangue per mezzo del quale possiamo appressarci a Dio. Vi sono alcuni che insegnano "la vita più elevata" ignorando la verità fondamentale del sangue. Costoro cercano di erigere una sovrastruttura senza fondamenta sicure. È necessario cominciare dal sangue per arrivare al "luogo santissimo".
da un testo di R. A. Torrey
mercoledì 17 ottobre 2007
"Le riflessioni sull'azione di Satana nella nostra vita, non possono non gettare uno sguardo su quella realtà organizzata" " attraverso la quale il demonio agisce per diffondere nel mondo il suo piano di morte: le sette sataniche. Stralci di un'intervista rilasciata da don Gabriele Amorth alla rivista "30 GIORNI" (n. 7/8 2000 ). "Quello che so sulle sette sataniche mi viene detto dalle persone che con enorme fatica e con grave rischio personale decidono di uscirne. Ne escono sempre estremamente segnate, con influenze diaboliche che provocano loro grandi sofferenze, ed hanno bisogno di esorcismi per esserne liberate. Chi decide di uscire dalle sette sataniche vive in uno stato di grande terrore. In America viene ucciso, in Italia ancora no. Ma le sette sataniche fanno malefici, cioè compiono riti satanici contro le persone che le abbandonano. D. Lei ha l'impressione che le sette sataniche si stiano diffondendo molto in Italia? R. In Italia ritengo che siano sei-settecento. Si tratta sempre di gruppi molto piccoli, perché così si possono riunire con maggior facilità e sono difficili da individuare. Sono solo quattro le grandi sette sataniche in Italia, le altre sono formate da una decina di persone ciascuna.Ma in Italia c'è una grande diffusione del satanismo che va oltre le sette. E coinvolge un grandissimo numero di persone. Basti pensare al rock satanico. Non accuso assolutamente - sarebbe ridicolo - la musica rock. Ma c'è una sua forma, appunto il cosiddetto rock satanico, che predica il nichilismo più assoluto, combatte la religione cattolica e qualsiasi ordine sociale. Insegna che tutto è permesso e che l'individuo è dio. Esso porta a odiare la Chiesa. Ci sono tuttavia molte altre forme di diffusione del satanismo. Recentemente ho visto un libretto posseduto da una ragazzina in cui si insegna sia la consacrazione a Satana sia tutti i modi per suicidarsi. E i suicidi tra gli adolescenti sono sempre più diffusi. Del resto, Dio è il Dio della vita, Satana è il Signore della morte. Sant'Agostino diceva che se Dio non lo bloccasse il demonio ci ucciderebbe tutti. D. Perché proprio in questo periodo si diffonde così tanto il satanismo? R. Perché non esiste più un motivo per vivere. I giovani ricevono dai genitori tutto, tranne la fede. Quando scompare la fede dalla vita di un popolo, ci sai abbandona alla superstizione e, oggi, soprattutto all'occultismo. D. Molti hanno l'immagine delle sette sataniche come un gioco... R. Purtroppo è vero. E infatti molti ci entrano per vincere la noia. Occultismo e satanismo hanno sempre destato grande curiosità. Avere esperienze ed emozioni nuove, imparare cose nuove affascina: chi entra in sette sataniche ha l'attrattiva di acquistare poteri che altri non hanno. E Satana li dà davvero i suoi doni: ricchezza, piacere e successi. Sono le stesse tentazioni subite da Cristo: "Ti do tutto il mondo se prostrato mi adorerai". E sapesse quanti si inginocchiano, al giorno d'oggi, di fronte a Satana! D. Siamo di fronte a una pericolosa esclation del satanismo? R. Credo proprio di sì. C'è colui che leggendo queste cose ne inorridisce, ma anche chi ne trae esempio da imitare. E oggi il satanismo viene sempre più reclamizzato. Del resto, le sette sataniche, si diffondono anche per mezzo di internet. E' sufficiente mettere in ricerca "Satana" o "sette sataniche" e si riceve un'istruzione completa, anche sulla maniera di prendere contatto con loro. Non a caso stanno aumentando i furti di ostie consacrate che voi vengono messe in vendita... Bisogna dire che i satanisti credono davvero alla presenza reale di Gesù nell'eucaristia. Più di tanti cattolici."Lei ha l’impressione che le sette sataniche si stiano diffondendo molto in Italia? AMORTH: In Italia ritengo che siano sei-settecento le sette sataniche. Si tratta sempre di gruppi molto piccoli, perché così si possono riunire con maggior facilità e sono difficili da individuare. Sono solo quattro le grandi sette sataniche in Italia: tutte le altre sono formate da una decina di persone ciascuna. Sono quindi più di 7000 le persone che nel nostro Paese fanno parte di sette sataniche. Ma in Italia c’è una grande diffusione del satanismo che va oltre le sette. E coinvolge un grandissimo numero di persone. Basti pensare al rock satanico. Non accuso assolutamente – sarebbe ridicolo – la musica rock. Ma c’è una sua forma, appunto il cosiddetto rock satanico, che predica il nichilismo più assoluto, combatte la religione cattolica e qualsiasi ordine sociale. Insegna che tutto è permesso, e che l’individuo è dio. Anche le tre ragazze che hanno ucciso suor Maria Laura erano, senza alcun dubbio, dedite al rock satanico. E il rock satanico porta a odiare la Chiesa. Tanto che la prima vittima designata dalle ragazze era il parroco, ma poiché era troppo robusto, hanno avuto paura di non riuscire a sopraffarlo. E allora hanno scelto questa suora. Ma ci sono anche molte altre forme di diffusione del satanismo. Proprio in questi giorni ho visto un libretto posseduto da una ragazzina in cui si insegna sia la consacrazione a Satana sia tutti i modi per suicidarsi. E i suicidi tra gli adolescenti sono sempre più diffusi. Del resto, Dio è Dio della vita, Satana è il signore della morte. Sant’Agostino diceva che se Dio non lo bloccasse, il demonio ci ucciderebbe tutti. Ed è comune, nelle persone colpite da Satana, la tremenda tentazione al suicidio. Io incontro continuamente casi di persone spinte al suicidio e che in extremis vengono salvate. Questi libretti che incitano al suicidio vengono diffusi anche tra i bambini. I genitori pensano che si tratti di album di figurine o di giocattoli, e non ci fanno caso. E invece si tratta di album di magia e di satanismo. Perché proprio in questo periodo si diffonde così tanto il satanismo?AMORTH: Perché non esiste più un motivo per vivere. I giovani ricevono dai genitori tutto, tranne la fede. Anche queste ragazzine che hanno ucciso la suora hanno detto che l’hanno fatto per noia. Proprio come quei ragazzi che a Roma hanno cosparso di alcool un barbone e poi gli hanno dato fuoco: “Ci annoiavamo” è stata la loro giustificazione, quando li hanno presi. Quando scompare la fede dalla vita di un popolo, ci si abbandona alla superstizione e, oggi, soprattutto all’occultismo. Ritiene che questo omicidio della suora rappresenti un salto di qualità del satanismo, che dall’occultismo passa all’omicidio? AMORTH: Sì, un salto di qualità di fatto c’è. E io ritengo che siano state sedotte da Satana anche le due ragazze adolescenti che qualche mese fa hanno strangolato, apparentemente senza ragione, l’amica, loro compagna di classe. Anche quel caso ha riempito le pagine dei giornali, ma non c’è da stupirsi. Satana tende sempre a uccidere. Molti hanno invece l’immagine delle sette sataniche come di un gioco… AMORTH: Purtroppo è vero. E infatti molti ci entrano per vincere la noia. Occultismo e satanismo hanno sempre destato grande curiosità. Avere esperienze ed emozioni nuove, imparare cose nuove affascina: chi entra in sette sataniche ha l’attrattiva di acquistare poteri che altri non hanno. E Satana li dà davvero i suoi doni: ricchezza, piaceri e successi. Sono le stesse tentazioni subite da Cristo: “Ti do tutto il mondo se prostrato mi adorerai”. E sapesse quanti si inginocchiano, al giorno d’oggi, di fronte a Satana. Con il fatto che le sette sataniche si diffondono così tanto, c’è da temere che si ripeteranno altri casi come quello dell’omicidio della suora di Chiavenna? Siamo di fronte a una pericolosa escalation del satanismo? AMORTH: Credo proprio di sì. C’è colui che leggendo queste cose ne inorridisce, ma anche chi ne trae esempio da imitare. E oggi il satanismo viene sempre più reclamizzato. Del resto, le sette sataniche si diffondono anche per mezzo di internet. È sufficiente mettere in ricerca “Satana” o “sette sataniche” e si riceve un’istruzione completa. Si dice anche la maniera per prendere contatto con loro. Non a caso stanno aumentando i furti di ostie consacrate, che vengono pagate dalle 50 alle 100 mila lire. Bisogna dire che i satanisti credono davvero alla presenza reale di Gesù nell’eucaristia. Più di tanti cattolici.E la Chiesa, di fronte al diffondersi di questo fenomeno, cosa fa? AMORTH: È completamente assente! Da trecento anni si è cessato di far esorcismi nella Chiesa latina (non è così nella chiesa ortodossa e in certe confessioni protestanti). E perciò sacerdoti e vescovi, non avendo mai visto esorcismi, non parlandone mai, avendo evacuato dalla fede cattolica così come viene insegnata nei seminari la presenza personale del diavolo, non ci credono più. Ritengo che il 99 per cento dei vescovi non crede più nell’azione straordinaria del demonio. Basta vedere il nuovo rituale esorcistico preparato dalla Santa Sede: è stato fatto da persone completamente incompetenti, e che hanno paura degli esorcismi. “Se non c’è la certezza della presenza di Satana non si facciano esorcismi”, dice il nuovo rituale. Ma questo è assurdo: Satana si nasconde, si camuffa in tutti i modi. Il vecchio rituale romano insegnava la prudenza, per non confondere mali psichici con infestazioni diaboliche, ma insegnava anche i trucchi che usa il demonio per camuffare la sua presenza.E dirò di più: il nuovo rituale proibisce di fare esorcismi in caso di maleficio: ma i casi di maleficio sono oltre il 90 per cento di tutti i casi di infestazione diabolica. Secondo il nuovo rituale, quindi, non bisognerebbe mai fare esorcismi! Pare incredibile, ma il nuovo rituale è in diretta contraddizione con il vecchio rituale romano. Sono state cancellate delle cose preziosissime che c’erano nel rituale romano. Salvo i primi dieci capitoli che parlano dei fondamenti evangelici dell’esorcismo, questo nuovo rituale è tutto da cestinare.Sono incredibili queste riforme liturgiche che partono dal presupposto che la Chiesa per secoli si è sbagliata. Sì. Satana è dappertutto. E può lavorare indisturbato, perché chi meno lo disturba sono i preti!.
Leggete tutta l'intervista che è on-line nel sito della rivista 30 Giorni
Aggiumgiamo questi versetti biblici, validi:
Deuteronomio 18:10-14
10 Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, 11 né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, 12 perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. 13 Tu sarai integro verso il SIGNORE Dio tuo; 14 poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il SIGNORE, il tuo Dio, non lo permette.
lunedì 15 ottobre 2007
Il 13 Ottobre 1884 Leone XIII, mentre celebrava la Messa, ebbe una visione che descrisse con orrore e che riguardava il futuro della Chiesa. Il Pontefice avrebbe sentito due voci: una dolce e gentile, l’altra roca e aspra. Comprese subito che la voce dolce e gentile era quella di Gesù mentre quella roca e aspra era di Satana. Satana affermava di poter distruggere la Chiesa, ma per fare questo chiedeva più tempo e più potere. Gesù acconsentì alla richiesta e gli chiese di quanto tempo e di quanto potere avesse bisogno. Satana rispose che aveva bisogno di 75 o 100 anni e un maggior potere su coloro che si fossero messi al suo servizio. Nostro Signore accordò a Satana il tempo e il potere che chiedeva, pur ribadendogli che le forze del male sarebbero state comunque sconfitte. Leone XIII rimase così scosso da questa esperienza che scrisse una preghiera in onore di San Michele per la protezione della Chiesa e dispose che fosse detta alla fine di ogni Messa. Questa disposizione venne eseguita fino agli anni ‘60, quando, con la riforma della Messa attuata dal Concilio Vaticano II, la preghiera venne definitivamente soppressa dalla liturgia, rimanendo solo come orazione da dirsi durante gli esorcismi.
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio. Capo supremo delle milizie celesti, fa' sprofondare nell'inferno, con la forza di Dio, Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen
PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO
PREGHIERA ABSORBEAT
PREGHIERA SEMPLICE
CANTICO DELLE CREATURE
PREGHIERA FRANCESCANA
ENTRANDO IN CHIESA
BENEDIZIONE
Amen. Il Signore ti benedica e ti custodisca mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore benedica te, frate Leone.
SALUTO ALLA BEATA VERGINE MARIA
SANTA MARIA VERGINE di San Francesco d`Assisi
il Padre Celeste; Madre del Santissimo Signore nostro Gesù Cristo; Sposa dello Spirito Santo. Prega per noicon San Michele Arcangelo, e con tutte le Virtù dei cielie con tutti i Santi, presso il tuo santissimoFiglio diletto, nostro Signore e Maestro.
CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA
CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA (al mattino)
e Madre nostra dolcissima,
siamo qui ai tuoi Piedi
mentre sorge un nuovo giorno,
un altro grande dono del Signore. Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella volontà, nel cuore, nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova,
la vita del tuo Gesù. Previeni e accompagna o Regina del Cielo, anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del Sacrificio santo e immacolato. Rendici santi o Madre buona;
santi come Gesù ci ha comandato,
come il tuo cuore ci chiede
e ardentemente desidera. Così sia.
MAGNIFICAT
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende
su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”. Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen.
PREGHIERE LITURGICHE IN ONORE DI MARIA
Santa madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popoloche anela a risorgere. Tu, che accogliendo il saluto dell'angelo,nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine,abbi pietà di noi peccatori.
TOTA PULCHRA
SIGNORA DI TUTTI I POPOLI
Amen”. *la Beata Vergine Maria
VERGINE MADRE di Dante Alighieri
che 'l suo fattore non disdegnò
di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore. Qui se' a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate.
PREGHIERA PER LO SCAMBIO DEI CUORI
metti il tuo cuore Immacolato
al posto del mio cuore macchiato dal peccato,
affinché lo Spirito Santo possa operare in me
e il tuo Divin figlio possa crescere in me.
Esaudisci la mia preghiera.
Tu grande, Tu fedele,
Tu mediatrice di tutte le grazie,
Amen.
MEMORARE
che non si è mai inteso al mondo
Che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto
e chiedendo il tuo patrocinio,
sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza,
a te ricorro o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.
Non volere, o madre del Verbo,
disprezzare le mie voci,
ma benigna ascoltami
ed esaudiscimi.
Amen.
PRATICA DELLE TRE AVE MARIA
Il divin Figlio. Ave, Maria... - per l'Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo. Ave Maria...
Propagate questa devozione perché "CHI SALVA UN'ANIMA, HA ASSICURATA LA PROPRIA" (Sant'Agostino) PREGHIERA RIPARATRICE Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il S. Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze e con tutti i suoi meriti: - Per espiare tutti i peccati
che ho commesso quest’oggi e durante tutta la mia vita. Gloria al Padre.. - Per purificare il bene che ho mal fatto quest’oggi e durante tutta la mia vita. Gloria al Padre...- Per supplire al bene che devo fare e ho trascurato di fare quest’oggi e durante tutta la mia vita. Gloria al Padre..
SEQUENZA DELLO SPIRITO SANTO
CONSACRAZIONE A GESÙ MISERICORDIOSO
PREGHIERA A S. MICHELE ARCANGELO
ATTI DI RIPARAZIONE INSEGNATI DALL'ANGELO AI VEGGENTI DI FATIMA
ADORO TE DEVOTE di San Tommaso d'Aquino
o mio buon Gesù, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa». Amen.
O GESÙ D`AMORE ACCESO
PREGHIERA ALLE ANIME DEL PURGATORIO
GIACULATORIE
S. Michele, difendici; S. Gabriele fortificaci; S. Raffaele guariscici da ogni male.Angeli e Santi tutti,in particolare Angeli nostri custodi, pregate per noi.
S. Giuseppe, padre putativo di Gesùe vero sposo di Maria, prega per noie per i moribondi.
Anime sante del Purgatorio, pregate per noi.
Vieni Spirito Santo e rinnoverai la faccia della terra. Gesù e Maria, vi amo:salvate anime e salvate i consacrati.
Dolce Cuore del mio Gesù, fà che ti ami sempre più, Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza dell'anima mia.
O Maria, concepita senza peccato,prega per noi che a Te ricorriamo,per quanti a Te non ricorrono,ed in particolareper i nemici della Santa Chiesae per quelli cheti vengono raccomandati.
O Sangue ed Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesùcome sorgente di Misericordiaper noi, confido in te!
Sangue preziosissimo di Gesù, estingui le fiamme del Purgatorio.
PREGHIERE PRIMA DEL RIPOSO NOTTURNO
dona salute al corpo e fervore allo spirito. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore e al ritorno dell'alba, intoni la tua lode. Gloria al Padre... NUNC DIMITTIS Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli; luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. Gloria al Padre...
Nella veglia salvaci Signore,nel sonno non ci abbandonare.Il cuore vegli con Cristoe il corpo riposi nella pace. Il Signore ci concedauna notte serenae un riposo tranquillo.
Amen.
ALLA VERGINE MARIA
tutto si addormenta sulla terra:
è l'ora del riposo. Non abbandonarmi, metti la tua mano sui miei occhi come una buona madre, chiudili dolcemente alle cose di quaggiù. L'anima mia è stanca di affanni
e di tristezze, la fatica che mi attende
è qui, a me vicina.
Metti la tua mano sulla mia fronte, arresta il mio pensiero,
dolce sarà il mio riposo se benedetto da te,
perché domani il tuo povero figlio
si desti più forte e riprenda allegramente
il peso del nuovo giorno.
Metti la tua mano sul mio cuore:
lui solo vegli sempre e ridica al suo Dio, un amore eterno.
TI BENEDICO O PADRE
perché non sempre ho ascoltato
la voce del tuo Spirito,
non ho saputo riconoscere
Il Cristo nei fratelli che ho incontrato. Custodiscimi durante il riposo:
allontana da me ogni male e donami
di risvegliarmi con gioia al nuovo giorno. Proteggi tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Amen. Illumina questa notte o Signore,perché dopo un sonno tranquillo, ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno,per ricominciare lieti nel tuo nome.Per Cristo nostro Signore. Amen. Visita, o Signore, te ne preghiamo, questa abitazioneed allontana da essaogni insidia del nemico: vi abitino i tuoi santi Angeli, e ci custodiscano in pace.La tua benedizione sia sempre con noi. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo. Amen.
Padre Nostro - Ave Maria lo credo in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,
la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
Sui grani del Padre nostro si prega: - Eterno Padre, ti offro il Corpo e il Sangue,
l'Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo. - In espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero. Sui grani dell'Ave Maria si prega: - Per la sua dolorosa Passione. - Abbi misericordia di noi e del mondo intero. Per finire, ripetere tre volte l'invocazione: - Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale. - Abbi pietà di noi e del mondo intero.
COMUNIONE SPIRITUALE
e ti desidero nell'anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. (Si faccia una breve pausa in cui unirsi a Gesù). Come già venuto io ti abbraccio e mi unisco tutto a Te; non permettere che mi abbia
mai a separare da Te. Eterno Padre,ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù,in isconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorioe per i bisogni della Santa Chiesa.
















