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sabato 11 agosto 2012
martedì 7 agosto 2012
domenica 24 giugno 2012
domenica 4 dicembre 2011
LEGALIZZARE L'ABORTO NON LO HA MAI RESO GIUSTO E SICURO PER LE DONNE
Sono una donna ferita dalla devastante, tragica, cattiva scelta dell'aborto e faccio parte della stragrande maggioranza delle donne (oltre il 94 per cento) che non avrebbero mai pensato di abortire se fosse stato illegale
di Myra Myers
E avviene... in tutta l'America [e altrettanto nell'Europa comunitaria, ndT] quando donne e uomini sono ingannati dall'aborto legalizzato nella nostra grande nazione.
Io rappresento 25 milioni di donne ferite dalla devastante, tragica, cattiva scelta dell'aborto legalizzato, che se ne rendano conto o no. Sono tra la stragrande maggioranza di queste (oltre il 94 per cento) che non avrebbero mai pensato di abortire se fosse stato illegale.
Nel 1965 ero una studentessa universitaria single e incinta, ma l'aborto non mi venne mai in mente, né ci pensò il padre del nostro bambino. Nel 1968 ci siamo sposati e, mentre aspettavamo il terzo bambino, abbiamo pensato che fosse troppo presto per un altro bambino, ma l'idea di abortire non passò mai per la nostra mente.
Ma poiché era legale nel gennaio 1973, quando aspettavamo il nostro sesto figlio, abbiamo creduto alla menzogna della legalizzazione dell'aborto: non era un bambino, non ancora.
Come molte tra questi 25 milioni di donne, non mi rendevo conto che ero diventata madre al momento del concepimento, perché la vita comincia a questo punto ogni volta. L'ignoranza non ci rende innocenti né ci evita le conseguenze.
Quando andai a Planned Parenthood, non mi fu data alcuna informazione sullo sviluppo fetale e non mi fu nemmeno fatto un test di gravidanza.
Non mi fu data alcuna informazione sulle procedure di aborto, sui rischi o sulle conseguenze. Mi fu detto che avrei potuto avere una consulenza psicologica se avessi avuto problemi in seguito. Ma ho pensato, perché dovrei avere un problema? Stavo già negando la realtà!
Persi i miei "diritti riproduttivi" quando la procedura abortiva aborto danneggiò il mio utero. A causa della mia "cattiva scelta" di abortire, poco dopo il mio utero fu rimosso. Solo un anno e mezzo dopo l'aborto, sentii un peso schiacciante di colpa e dolore. Sapevo che senza ombra di dubbio, oh Dio, io avevo ucciso!
Indipendentemente dalle circostanze, quando le madri scelgono l'aborto diventano responsabili della morte dei loro figli.
Legalizzare l'aborto non lo ha mai reso giusto o sicuro o buono per le donne! L'aborto distrugge le relazioni: non solo il legame genitore-figlio, ma anche i matrimoni e perfino intere famiglie a causa del senso di colpa, dolore, vergogna. Io rappresento quel terzo di donne che hanno abortito mentre erano sposate. Il mio matrimonio è nel 20% di quelli che sopravvivono a questa tragedia (dopo due anni dall'aborto).
Oggi mio marito ed io concordiamo sul fatto che la nostra devastante decisione di abortire sia stata la peggior decisione che abbiamo mai preso. Ho scelto di perdonare tutte le persone coinvolte nel mio aborto, inclusa me stessa ed i responsabili di aver legalizzato ciò che è sbagliato.
Ho scelto di dire la Verità nella carità affinché i singoli possano ricevere il perdono da Dio Onnipotente per mezzo di Suo Figlio Gesù Cristo... e affinché la giustizia venga ripristinata nella nostra nazione.
Il nostro terzo figlio nacque prematuro di due mesi e morì. La perdita del bambino portò dolore, ma nessuna colpa.
La notte prima del mio appuntamento per abortire il nostro sesto figlio, chiesi: "Dio, C'è qualcosa di sbagliato in ciò che sto per fare? L'uomo dice che non è nemmeno vita. Che cosa dici?"
In mattinata, un impiegato mi chiamò per informarmi che il medico abortista aveva dovuto annullare i suoi appuntamenti. Credo che Dio stesse cercando di parlare con me. Io non stavo ascoltando, presi un altro appuntamento per abortire e portai su me stessa e sulla nostra famiglia la perdita, il dolore, il senso di colpa e la vergogna che abbiamo sopportato.
E la mia storia è solo una tra milioni.
Pensateci... ogni giorno, dal 22 gennaio 1973, l'America ha vissuto l'equivalente dell'11 settembre. Oltre 52 milioni di americani sono andati perduti, e altri milioni di madri, padri e le famiglie sono stati feriti. Non pensate che sia tempo perché la devastazione abbia fine? Prima che noi stessi distruggiamo l'America, da dentro?
Io rappresento 25 milioni di donne ferite dalla devastante, tragica, cattiva scelta dell'aborto legalizzato, che se ne rendano conto o no. Sono tra la stragrande maggioranza di queste (oltre il 94 per cento) che non avrebbero mai pensato di abortire se fosse stato illegale.
Nel 1965 ero una studentessa universitaria single e incinta, ma l'aborto non mi venne mai in mente, né ci pensò il padre del nostro bambino. Nel 1968 ci siamo sposati e, mentre aspettavamo il terzo bambino, abbiamo pensato che fosse troppo presto per un altro bambino, ma l'idea di abortire non passò mai per la nostra mente.
Ma poiché era legale nel gennaio 1973, quando aspettavamo il nostro sesto figlio, abbiamo creduto alla menzogna della legalizzazione dell'aborto: non era un bambino, non ancora.
Come molte tra questi 25 milioni di donne, non mi rendevo conto che ero diventata madre al momento del concepimento, perché la vita comincia a questo punto ogni volta. L'ignoranza non ci rende innocenti né ci evita le conseguenze.
Quando andai a Planned Parenthood, non mi fu data alcuna informazione sullo sviluppo fetale e non mi fu nemmeno fatto un test di gravidanza.
Non mi fu data alcuna informazione sulle procedure di aborto, sui rischi o sulle conseguenze. Mi fu detto che avrei potuto avere una consulenza psicologica se avessi avuto problemi in seguito. Ma ho pensato, perché dovrei avere un problema? Stavo già negando la realtà!
Persi i miei "diritti riproduttivi" quando la procedura abortiva aborto danneggiò il mio utero. A causa della mia "cattiva scelta" di abortire, poco dopo il mio utero fu rimosso. Solo un anno e mezzo dopo l'aborto, sentii un peso schiacciante di colpa e dolore. Sapevo che senza ombra di dubbio, oh Dio, io avevo ucciso!
Indipendentemente dalle circostanze, quando le madri scelgono l'aborto diventano responsabili della morte dei loro figli.
Legalizzare l'aborto non lo ha mai reso giusto o sicuro o buono per le donne! L'aborto distrugge le relazioni: non solo il legame genitore-figlio, ma anche i matrimoni e perfino intere famiglie a causa del senso di colpa, dolore, vergogna. Io rappresento quel terzo di donne che hanno abortito mentre erano sposate. Il mio matrimonio è nel 20% di quelli che sopravvivono a questa tragedia (dopo due anni dall'aborto).
Oggi mio marito ed io concordiamo sul fatto che la nostra devastante decisione di abortire sia stata la peggior decisione che abbiamo mai preso. Ho scelto di perdonare tutte le persone coinvolte nel mio aborto, inclusa me stessa ed i responsabili di aver legalizzato ciò che è sbagliato.
Ho scelto di dire la Verità nella carità affinché i singoli possano ricevere il perdono da Dio Onnipotente per mezzo di Suo Figlio Gesù Cristo... e affinché la giustizia venga ripristinata nella nostra nazione.
Il nostro terzo figlio nacque prematuro di due mesi e morì. La perdita del bambino portò dolore, ma nessuna colpa.
La notte prima del mio appuntamento per abortire il nostro sesto figlio, chiesi: "Dio, C'è qualcosa di sbagliato in ciò che sto per fare? L'uomo dice che non è nemmeno vita. Che cosa dici?"
In mattinata, un impiegato mi chiamò per informarmi che il medico abortista aveva dovuto annullare i suoi appuntamenti. Credo che Dio stesse cercando di parlare con me. Io non stavo ascoltando, presi un altro appuntamento per abortire e portai su me stessa e sulla nostra famiglia la perdita, il dolore, il senso di colpa e la vergogna che abbiamo sopportato.
E la mia storia è solo una tra milioni.
Pensateci... ogni giorno, dal 22 gennaio 1973, l'America ha vissuto l'equivalente dell'11 settembre. Oltre 52 milioni di americani sono andati perduti, e altri milioni di madri, padri e le famiglie sono stati feriti. Non pensate che sia tempo perché la devastazione abbia fine? Prima che noi stessi distruggiamo l'America, da dentro?
bastabugie.it
lunedì 11 luglio 2011
Veglie di Preghiera per la VITA
13 luglio 2011
giovedì 7 luglio 2011
Veglia di Preghiera
per la VITA
Piacenza Chiesa di San Giuseppe all'Ospedale
Mercoledì 13 luglio 2011 ore 21
Santa Messa - Adorazione Eucaristica e Preghiera di Benedizione
«Ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene, la morte e la vita, la “cultura della morte” e la “cultura della vita”. Ci troviamo non solo «di fronte», ma necessariamente «in mezzo» a tale conflitto: tutti siamo coinvolti e partecipi, con l'ineludibile responsabilità di scegliere incondizionatamente a favore della vita.»
Venerabile Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Evangelium vitae sul valore e l'inviolabilità della vita umana, del 25-3-1995, n. 28
Venerabile Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Evangelium vitae sul valore e l'inviolabilità della vita umana, del 25-3-1995, n. 28
Hanno aderito
- Associazione Beato Arnaldo - Savona
- Associazione Difendere la Vita
con Maria
- Associazione Difendere la Vita
con Maria
- Cappellania Ospedale di Piacenza
- Cenacoli Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime
- Centro Culturale San Michele Arcangelo - Savona
- Centro Devozionale
San Corrado Confalonieri - Piacenza
San Corrado Confalonieri - Piacenza
- Centro di Spiritualità e Accoglienza “E. Manfredini”
- Congregazione Templari di S. Bernardo
- Identità Europea Area Emilia
- Istituto Suore Gianelline
Tutti possono partecipare
per info:
e-mail: templaritaliani@gmail.com
Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita.
Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita: nuova, perché in grado di affrontare e risolvere gli inediti problemi di oggi circa la vita dell'uomo; nuova, perché fatta propria con più salda e operosa convinzione da parte di tutti i cristiani; nuova, perché capace di suscitare un serio e coraggioso confronto culturale con tutti.
L'urgenza di questa svolta culturale è legata alla situazione storica che stiamo attraversando, ma si radica nella stessa missione evangelizzatrice, propria della Chiesa. Il Vangelo, infatti, mira a «trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità»; è come il lievito che fermenta tutta la pasta (cf. Mt 13, 33) e, come tale, è destinato a permeare tutte le culture e ad animarle dall'interno, perché esprimano l'intera verità sull'uomo e sulla sua vita.
Si deve cominciare dal rinnovare la cultura della vita all'interno delle stesse comunità cristiane
giovedì 2 giugno 2011
domenica 24 aprile 2011
sabato 16 aprile 2011
Aborto, ecatombe mondiale
Una ecatombe di dimensioni inimmaginabili. È questa la sensazione immediata – che si accompagna alla naturale difficoltà di reperir dati ufficiali, omogenei e recenti – quando l’intento è mettere assieme le statistiche sull’aborto volontario in tutto il mondo. Complessivamente, i dati mondiali parlano di una stima di ben oltre 30 aborti ogni 100 bambini nati: quasi una gravidanza su quattro interrotta volontariamente, per un totale di oltre quaranta milioni di aborti all’anno. Oltre ai numeri assoluti, molto significativo è il dato che va sotto il nome di rapporto di abortività, ovvero il numero di aborti ogni 100 nati vivi.
sabato 19 marzo 2011
Convegno "Bambini non nati:
l'onore e la pietà"
Roma, 25-27 Marzo 2011
I Templari di San Bernardo per la difesa della Vita con Maria:
"Il Bambino di Betlemme dirige il nostro sguardo verso tutti i bambini sofferenti ed abusati nel mondo, i nati come i non nati"
Questo breve accenno del Papa Benedetto XVI alla sofferenza dei bambini per il contesto speciale nel quale è stato pronunciato – l’omelia della notte di Natale dell’anno 2006 - assume una straordinaria importanza e una grande profondità, come quella di un amore tenace e forte, l’amore di una madre, la Madre Chiesa appunto, per tutti i suoi figli e specialmente per quelli più sofferenti, più piccoli e indifesi.
E’ a questo amore che l’Associazione “Difendere la Vita con Maria”, con la Fondazione “Ut Vitam Habeant” e l’Associazione “Donum Vitae”, fanno riferimento per rivolgere a tutti l’annuncio del Convegno “Bambini non nati: l’onore e la pietà”, in programma per il prossimo 25/27 marzo 2011 a Roma presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum in via degli Aldobrandeschi 190.
Si articolerà su tre giorni: venerdì 25 marzo - con la grande apertura serale del convegno alla Basilica di S. Maria Maggiore -; sabato 26 - la vera e propria sessione di convegno - e domenica 27 - con le conclusioni e l'incontro con Benedetto XVI -. Cliccando sui seguenti links potrete visionare il programma tramite il VOLANTINO
giovedì 3 marzo 2011
Bambini non nati
L'onore e la pietà
A T T E N Z I O N E
I fratelli e le sorelle che intendono partecipare alla Santa Messa ed al Convegno devono dare comunicazione entro martedì 8 marzo alla segreteria della Precettoria nazionale tramite telefono o e-mail
25-26-27 marzo (venerdì, sabato e domenica) |
Roma – Pontificio Ateneo Regina Apostolorum |
Convegno Internazionale |
Teologico-pastorale-giuridico |
| - venerdì 25 – ore 20 Santa Messa nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, presieduta da S. Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Ennio Antonelli Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia; |
| - sabato 26 – dalle ore 8 alle 21 sessioni congressuali; |
| - domenica 27 – ore 8.30 Santa Messa presieduta da S. Ecc. Rev.ma mons. Domenico Cancian Vescovo di Città di Castello e delegato incaricato dalla C.E.I. per la Divina Misericordia; Sessioni congressuali; |
| – ore 12 Angelus in Piazza San Pietro |
sabato 19 febbraio 2011
«Andare controcorrente per difendere la vita»
IL MESSAGGIO DEL PAPA
"La giustizia sanitaria deve essere fra le priorità nell’agenda dei Governi e delle Istituzioni internazionali. Purtroppo, accanto a risultati positivi e incoraggianti, vi sono opinioni e linee di pensiero che la feriscono: mi riferisco a questioni come quelle connesse con la cosiddetta ‘salute riproduttiva’, con il ricorso a tecniche artificiali di procreazione comportanti distruzione di embrioni, o con l’eutanasia legalizzata": lo ha scritto il Papa nel suo messaggio al presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, in occasione dell’apertura questa mattina della XXVª conferenza internazionale su salute equa ed umana alla luce della Caritas in veritate. "L’amore alla giustizia, la tutela della vita dal suo concepimento al termine naturale, il rispetto della dignità di ogni essere umano, vanno sostenuti e testimoniati, anche controcorrente: i valori etici fondamentali sono patrimonio comune della moralità universale e base della convivenza democratica", ha proseguito Benedetto XVI, rilevando che "occorre lo sforzo congiunto di tutti, ma occorre anche e soprattutto una profonda conversione dello sguardo interiore. Solo se si guarda al mondo con lo sguardo del Creatore, che è sguardo d’amore, l’umanità imparerà a stare sulla terra nella pace e nella giustizia, destinando con equità la terra e le sue risorse al bene di ogni uomo e di ogni donna".
"Nella nostra epoca – ha scritto sempre il Papa - si assiste da una parte ad un’attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo, e dall’altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi". Benedetto XVI sottolinea che "anche nel campo della salute, parte integrante dell’esistenza di ciascuno e del bene comune, è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, - prosegue - il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano". Il Papa ha quindi auspicato che anche in campo sanitario si adotti un "modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani".
18 novembre 2010
"Nella nostra epoca – ha scritto sempre il Papa - si assiste da una parte ad un’attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo, e dall’altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi". Benedetto XVI sottolinea che "anche nel campo della salute, parte integrante dell’esistenza di ciascuno e del bene comune, è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, - prosegue - il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano". Il Papa ha quindi auspicato che anche in campo sanitario si adotti un "modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani".
18 novembre 2010
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