giovedì 5 febbraio 2009

Grande raduno dei Templari Cattolici Italiani a Piacenza

Piu' di duecentocinquanta in preghiera

Eravamo piu’ di duecentocinquanta tra cavalieri, dame, amici e sostenitori per la notte di meditazione e preghiera dell’uno e due febbraio 2009 presso la cappella di San Riccardo Pampuri a Piacenza.
Molti si sono uniti a noi spiritualmente da varie città d’Italia, ma anche da stati esteri: Spagna, Argentina, Brasile, Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Filippine, Cile, Irlanda.

Che il buon Dio benedica tutti.
ELUANA VIVE!

C’è un tempo per nascere ed un tempo per morire, così troviamo scritto nell’Ecclesiaste, ma quel tempo non è dell’uomo. Non lo può essere perché il mistero della vita ed il mistero della morte trascendono la natura umana e celebrano la gloria di Dio. Ora per Eluana è giunto il momento del silenzio. NO! Non un silenzio di Rassegnazione e nemmeno di supina accettazione del vociare altrui, di chi ha vociato fino ad ora per sostenere le sue battaglie legali per far morire Eluana. Il silenzio deve essere e sarà quello del rispetto per una giovane donna che deve morire perché qualcuno non accetta più il suo stato di bisogno e le vuole togliere il diritto alla vita. Eluana è viva, il suo cuore batte e lei respira, ma c’è, nonostante ci sia chi vuole trasformare la pìetas in una SENTENZA DI MORTE. L’amore non può essere veicolo di morte, in nessun caso, altrimenti si trasforma in becero egoismo e nemmeno può esserlo la pietà per una esistenza tremenda ma che è sempre vita.
Il mistero della vita ed il mistero della morte trascendono la natura umana. Ma gli uomini a volte cercano di fare proprio il diritto di dare la morte ammantandosi di quella legalità che risolve il problema della giustizia umana, e solo quella. Ma La corsa insensata ad equipararsi a Dio porta l’uomo a dimenticare che c’è un momento per nascere ed uno per morire come citavamo all’inizio di queste poche righe.
Aborto e morte di Eluana nascono da questa dissennatezza megalomane. Per questo, fratelli e sorelle restiamo in silenzio, vicino ad Eluana pregando Dio, perché Lei trovi quella pace che l‘egoismo umano le ha negato, là dove l’egoismo dell’uomo non potrà mai arrivare.

Carissima Eluana noi preghiamo per te e Tu, per noi

fra’ Gianpaolo Leani Legatus Loci, Commanderia Santa Croce Cremona

lunedì 2 febbraio 2009

Cremona:
nuova Commanderia Templare


La congregazione de Templari di San Bernardo ha iniziato la costruzione della Commanderia di Cremona. Una costruzione che non è fatta di pietra ma di uomini e donne che hanno liberamente scelto di unirsi a noi per testimoniare con la loro vita che Gesu' Cristo è la luce che vince la tenebra, è l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e a chi lo ha accolto ha dato il potere di divenire figli di Dio. Chi vive e crede in Lui non morirà in eterno.

Cremona Vive

Sta a noi farla vivere sempre.

I poveri cavalieri del Tempio hanno iniziato il loro percorso cremonese.

Oggi Cremona vive, dopo che quasi sette secoli or sono l'ingordigia di un re e la debolezza di un esilio avevano sospeso ma non interrotto questa vita.
Oggi una preghiera in piu' si è aggiunta a quella dei fedeli cremonesi. Coloro che vorranno conoscere per capire e provare la nostra via sappiano che i mantelli bianchi hanno arricchito la città di una immagine che non è e non deve essere immagine ma testimonianza e sostanza.
A tutti noi dimostrarlo, con il nostro servizio.
Il nostro Vescovo ha ricevuto e riceverà la nostra ubbidienza pur nella difficoltà, nelle incomprensioni e nei dubbi di alcuni, con la gioia di una rinascita.
Cremona vive e noi vogliamo vivere con Cremona nel Tempio e per il Tempio. Con i nostri fratelli di un tempo mai lontano. Con i nostri fratelli e sorelle in ogni luogo.

fra Giampaolo Leani - Legatus Loci

sabato 31 gennaio 2009

4 DOMENICA TEMPO ORDINARIO ANNO B
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28.

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

Beato Guerrico d'Igny (circa 1080-1157), abate cistercense
Discorso 1 per la purificazione della Beata Vergine Maria, 2.3.5 ; PL 185, 64-65

« I miei occhi han visto la tua salvezza »Ecco, fratelli miei, tra le mani di Simeone, un cero acceso. Anche voi, accendete a questa luce i vostri ceri, cioè le lucerne che il Signore vi domanda di tenere in mano (Lc 12,35). «Guardate a lui e sarete raggianti» (Sal 33,6), in modo da essere anche voi più che portatori di lampada, ma addirittura delle luci che brillano dentro e fuori, per voi e per il prossimo.Che ci sia dunque una lampada nel vostro cuore, nella vostra mano, nella vostra bocca! La lampada nel vostro cuore brilli per voi, la lampada nella vostra mano e nella vostra bocca brilli per il vostro prossimo. La lampada nel vostro cuore è la devozione ispirata dalla fede; la lampada nella vostra mano, l'esempio delle buone opere; la lampada nella vostra bocca, la parola che edifca. Infatti non dobbiamo accontentarci di essere delle luci agli occhi degli uomini grazie ai nostri atti e alle nostre parole, ma dobbiamo anche brillare davanti agli angeli con la nostra preghiera e davanti a Dio con la nostra intenzione. La nostra lampada davanti agli angeli, è la purezza della nostra devozione che ci fa cantare con raccoglimento o pregare con fervore alla loro presenza. La nostra lampada davanti a Dio, è la risoluzione sincera di piacere solo a colui davanti al quale abbiamo trovato grazia...Per accendere tutte queste lampade, lasciatevi illuminare, fratelli miei, avvicinandovi alla fonte della luce, cioè a Gesù che brilla tra le mani di Simeone. Egli vuole, sicuramente, illuminare la vostra fede, fare risplendere le vostre opere, ispirarvi parole da dire agli uomini, riempire di fervore la vostra preghiera e purificare la vostra intenzione... E quando si spegnerà la lampada di questa vita... vedrete la luce della vita che non si spegne, sorgere e salire la sera con lo splendore di mezzogiorno.

QUALCUNO TRA NOI

Che centri con noi Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci!
(Mc 1,24)

Presenza attiva nel mondo
di uno che nemmeno conosciamo;
il mondo non è solo e abbandonato
a se stesso, una mano tesa lo sostiene.

Un insegnamento chiaro e autorevole
offerto a chi ascolta Gesù Nazareno,
il Santo di Dio, inviato per noi oggi,
nella storia furibonda che viviamo.

Ma l’uomo non sa ascoltare; crede che la
sua saccenza si possa chiamare sapienza,
lontano dallo sguardo misericordioso
di Dio che ha gli occhi aperti sugli uomini.

C’è un mondo sotterraneo che emerge
con più determinazione, dal momento
che Dio, pare, si sia eclissato; comunque
che non è in grado di… nuocere più.

Ed ecco apparire i prigionieri del loro
egoismo, divenuto modo di essere:
non occorre fare il nome del diavolo,
se Dio lo abbiamo messo da parte.

Basta saper governare da sé la storia
e acquisire certezze proprie, senza Dio.
Gli spiriti immondi governano le anime,
schiave, soggette al non-dio del male.

Chiamiamo disgrazia, incidente o caso
gli ubriachi suicidi, i sessosfrenati,
i ladri di bambini, gli sposati sedotti,
le morti guadagnate col diritto.

C’è anche il male ben vestito e gentile
che inganna con le apparenze i deboli:
un buon lavoro, tempo libero, settimane
bianche e domeniche insportivate.

Viene spontaneo dichiarare: Che male
c’è, lo fanno tutti; è la cultura moderna,
bisogna aggiornarsi al passo dei
demoni.. mmh, pardon! dei tempi!

Oggi Gesù sgrida ai nostri demoni
di tacere e di uscire dalla nostra vita.
Abbiamo bisogno di amore e di pace,
per occuparci delle cose del Signore.

Il Profeta ci dice di cercare l’essenziale,
quello che ci tiene uniti al Signore
senza distrazioni, perché è giunto il tempo
della nostra Redenzione in Gesù, vittorioso.

padrebenedetto 1, ii, 2009

domenica 18 gennaio 2009

2 DOMENICA TEMPO ORDINARIO ANNO B

Alla ricerca della casa dell'Agnello di Dio, per abitare in comunioned'amore con Lui, sacrificato e risorto. Sono questi i sentimenti che miabitano in questa seconda domenica del Tempo ordinario.Questa è anche la mia preghiera in un momento bello e gratificante della mia vita. Un abbraccio di pace.

padrebenedetto

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42.
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

ECCO L’AGNELLO

Fissando lo sguardo su Gesù che passava,
disse: Ecco l’agnello di Dio!
(Gv 1,36)

Agnello di Dio! Mite servitore dell’umanità,
tu entri oggi nel mondo per riscattare
e redimere tutto quello che hai preso
dall’uomo, fino al carico pesante del male.

Giovanni ti ha riconosciuto dai segni,
perché tu sei l’atteso delle genti;
illuminato, ti addita ai suoi discepoli,
per suscitare in essi la fede nel Messia.

L’uomo cerca di affrancare la propria vita,
divenuta fragile e mortale a causa
della sua separazione da Dio,
sorgente infinita di luce e di amore.

L’esperienza amara della lontananza
ha reso acerbo il suo essere;
dopo aver perso l’orizzonte primordiale,
l’uomo è divenuto incapace di amare.

Anche il proprio fratello è divenuto rivale,
il creato intero geme e soffre con lui
nelle doglie del parto, aspettando la nuova
creazione che lo ricongiunga a Dio.

Oggi si apre per tutti noi la speranza:
Maestro dove abiti per poterti trovare?
Chi sei, perché io mi possa affidare a te
e consegnarti la mia morte profonda?

Tu sei l’Agnello senza macchia, che
è immolato per la Pasqua dell’eternità,
per la rigenerazione della storia universale,
per il trionfo cosmico della vita.

Tu sei l’Agnello che cammina davanti al gregge,
pastore mansueto che attira a sé i cuori.
Sei colui che compie ciò che annuncia,
rendendo visibile la gloria del Padre.

Tu sei l’Agnello che siede in trono,
sgozzato e risorto, sepolto e vivo.
Hai rotto per sempre i sigilli della morte,
lavando nel tuo sangue le nostre vesti.

Tu sei l’Agnello che sempre intercede per noi,
sai ascoltare i nostri gemiti più profondi
e sempre ci consoli con la dolce brezza
dello tuo Spirito che aliti su di noi.

Tu sei l’Agnello fedele che ci istruisci
sull’amore, che è il segreto che rigenera
la vita; riscatti i prigionieri, perdoni
i nostri peccati e abbracci in te ogni uomo.

Donaci la fede per riconoscerti,
ravviva il desiderio delle cose celesti
per cercare la tua dimora e abitare
sempre con te, santo Agnello di Dio.

padrebenedetto 18, i, 2009

martedì 13 gennaio 2009

Immagine di Maria incoronata con Gesù benedicente, recentemente scoperta nella Chiesa di san Giuseppe all'Ospedale di Piacenza (ex Chiesa Templare di sant'Egidio)

San Bernardo insegna che,
la vita del cristiano si svolge all’ombra della materna presenza di Maria: essa è irradiazione dell’amore di Cristo per noi.

Ascoltiamo e meditiamo ancora quel celebre brano:

“Chiunque tu sia, se ti vedi portato alla deriva in questo mare del mondo, se ti sembra di navigare fra uragani e tempeste piuttosto che di camminare su terra ferma, se non vuoi essere travolto dalle procelle, non distogliere lo sguardo dallo splendore di questa stella!…Non andrai mai fuori strada, se tu la segui; non ti perderai mai, se tu la preghi; non farai mai passi falsi, se pensi a Lei. Se essa ti tiene per mano, non cadrai; se essa ti difende, non avrai nulla da temere; se essa ti guida, non ti affaticherai mai. Con la sua protezione giungerai felicemente al porto”.

(Discorso in lode della Vergine Madre, 2)

domenica 11 gennaio 2009

"L'errore cui non si resiste, viene approvato;
la verità che non viene difesa, viene oppressa"

Papa Felice III

Felice III, santo, al secolo Felice Anicio - da non confondersi con il Felice Anicio Frangipane, vissuto a Roma nell'ottavo secolo e così soprannominato perché distribuì del pane durante una carestia - fu il 48° Papa dal 13 marzo 483 al 492. Nacque in una famiglia senatoriale romana, la gens Anicia, e si dice sia stato un antenato di San Gregorio Magno.

sabato 10 gennaio 2009

BATTESIMO DEL SIGNORE

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,7-11.

e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».


ASSETATI

Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo
(Mc1,8)

Venite all’acqua da grandi assetati,
alla roccia squarciata nel deserto
che disseta i cuori riarsi per la calura,
a Cristo sorgente perenne di acqua viva.

L’opera di rigenerazione è incominciata,
il travaglio troppo lungo dell’uomo
si risolve con lo sbocciare di un essere nuovo
che non muore più alla prima occasione.

Per accogliere Cristo, occorre aver fame
e sete di eternità, essere aperti alla grazia,
entrare nella morte, nella sofferenza con lui
sfidando, con la fede, il padre della morte.

Cercare Dio significa imprimere un nuovo
orientamento all’esistenza: andare
dove porta il cuore anelante che cerca
la vita preso chi la possiede e la dona.

Riconoscere Cristo Signore è l’opera
dello Spirito Santo che abita nel cuore
di chi crede, che attende con pazienza
e geme aspettando l’adozione promessa.

Battezzati, è morire e risorgere con Lui,
è andare con Lui per il mondo assetato
di luce, di amore, di giustizia e di pace
per svelare le verità nascoste da secoli.

È vivere dello Spirito del risorto
che permette di fare dono di se stessi,
diventando a sua volta acqua purificatrice
che disseta e salva il mondo errante.

Hai mai provato a vivere con questa
ebbrezza nuova nell’anima?
Quando hai sperimentato la libertà
del dono e la gioia vera della festa?

Togliti i calzari della superbia,
indossa l’abito nuziale della conversione,
attendi il Signore che passa nel servizio
gioioso ai fratelli che aspettano un segno.

Siedi alla mensa celeste del Pane
della Parola di salvezza che è Cristo,
ascolta, ascolta ancora perché l’anima
ha bisogno di essere nutrita di manna.

Al Battesimo, Gesù riceve il consenso celeste
che fa del Figlio di Maria l’Unto del Padre:
oggi egli ha il potere di allietare la nostra festa
trasformando la nostra acqua in vino nuovo.

Battezzato nel sangue della croce, Gesù
ora vive in noi ed è Spirito vivificatore;
è dentro il cuore del credente che lo ama
e infonde in tutti l’ebbrezza della sua grazia.

padrebenedetto 11, i, 2009

San Sofronio di Gerusalemme (?-639), monaco, vescovoInno dell'ufficio bizantino della Teofania

«Oggi il cielo si è aperto, lo Spirito scende su Gesù e la voce del Padre domina le acque: 'Questi è il Figlio mio prediletto !'»

Oggi il Sole senza tramonto è sorto e il mondo è illuminato dalla luce del Signore... Oggi le nubi fanno piovere sull'umanità una rugiada celeste di giustizia. Oggi colui che non è stato creato si fa volontariamente imporre le mani da colui che da lui è stato creato. Oggi il profeta e precursore viene incontro al suo Maestro, ma sta accanto a lui con tremore, vedendo la condiscendenza di Dio nei nostri confronti.Oggi le onde del Giordano sono cambiate in fonti di salvezza dalla presenza del Signore... Oggi le offese degli uomini sono cancellate nelle acque del Giordano. Oggi il paradiso si apre davanti all'umanità e il sole di giustizia brilla su di noi (Mal 3,20)... Oggi il Maestro si affretta a farsi battezzare per sollevare il genere umano. Oggi colui che non può abbassarsi si china davanti al suo servo per liberarci dalla schiavitù. Oggi abbiamo acquisito il Regno dei cieli, perché non ci saranno confini al Regno del Signore.Oggi la terra e il mare condividono la gioia del mondo e il mondo è pieno di gioia. «Ti videro le acque, Dio, ti videro e ne furono sconvolte» (Sal 77,17). «Il Giordano si volse indietro» (Sal 113,3) quando vide il fuoco della Divinità venire a lui corporalmente e scendere nel suo corso. Il Giordano si volse indietro quando vide lo Spirito discendere dal cielo come una colomba e posarsi su di te. Il Giordano si volse indietro quando vide l'Invisibile reso visibile, il Creatore fatto carne, il Signore prendere la forma dello schiavo... Le nubi fecero sentire la loro voce nell'ammirazione che causava loro la venuta fra di noi della Luce da Luce, del vero Dio da vero Dio.Oggi nel Giordano vediamo la festa del Signore. E vediamo il Signore buttare nel Giordano la morte che la nostra disobbedienza ci aveva meritato, il pungiglione dell'errore, le catene dell'inferno, e dare al mondo il battesimo della salvezza.
Battesimo del Signore (festa)

Il Battesimo di Gesù (1° dei Misteri della Luce, introdotti dal Servo di Dio Pp Giovanni Paolo II) da parte di Giovanni Battista è raccontato da ciascuno dei Vangeli sinottici : Matteo 3,13-17; Marco 1,9-11 e Luca 3,21-22. Il più eloquente dei tre è, però, Matteo :

[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?".
[15] Ma Gesù gli disse: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsentì.
[16] Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.
[17] Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".

La Chiesa Cattolica festeggia il Battesimo di Gesù la domenica dopo l’Epifania del Signore. Siccome l'Epifania è il 6 gennaio, la festa del Battesimo cade nella domenica compresa tra il 7 ed il 13 gennaio, concludendo il periodo natalizio dell’anno liturgico come, del resto, si può leggere nel testo che segue:

FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San PietroDomenica, 13 gennaio 2008
Cari fratelli e sorelle!
Con l’odierna festa del Battesimo di Gesù si chiude il tempo liturgico di Natale. Il Bambino, che a Betlemme i Magi vennero ad adorare dall’oriente offrendo i loro doni simbolici, lo ritroviamo ora adulto, nel momento in cui si fa battezzare nel fiume Giordano dal grande profeta Giovanni (cfr Mt 3,13). Nota il Vangelo che quando Gesù, ricevuto il battesimo, uscì dall’acqua, si aprirono i cieli e scese su di lui lo Spirito Santo come una colomba (cfr Mt 3,16). Si udì allora una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3,17). Fu quella la sua prima manifestazione pubblica, dopo trent’anni circa di vita nascosta a Nazaret. Testimoni oculari del singolare avvenimento furono, oltre al Battista, i suoi discepoli, alcuni dei quali divennero da allora seguaci di Cristo (cfr Gv 1,35-40). Si trattò contemporaneamente di cristofania e teofania: anzitutto Gesù si manifestò come il Cristo, termine greco per tradurre l’ebraico Messia, che significa "unto": Egli non fu unto con l’olio alla maniera dei re e dei sommi sacerdoti d’Israele, bensì con lo Spirito Santo. Al tempo stesso, insieme con il Figlio di Dio apparvero i segni dello Spirito Santo e del Padre celeste.
Qual’è il significato di questo atto, che Gesù volle compiere – vincendo la resistenza del Battista – per obbedire alla volontà del Padre (cfr Mt 3,14-15)? Il senso profondo emergerà solo alla fine della vicenda terrena di Cristo, cioè nella sua morte e risurrezione. Facendosi battezzare da Giovanni insieme con i peccatori, Gesù ha iniziato a prendere su di sé il peso della colpa dell’intera umanità, come Agnello di Dio che "toglie" il peccato del mondo (cfr Gv 1,29). Opera che Egli portò a compimento sulla croce, quando ricevette anche il suo "battesimo" (cfr Lc 12,50). Morendo infatti si "immerse" nell’amore del Padre ed effuse lo Spirito Santo, affinché i credenti in Lui potessero rinascere da quella sorgente inesauribile di vita nuova ed eterna. Tutta la missione di Cristo si riassume in questo: battezzarci nello Spirito Santo, per liberarci dalla schiavitù della morte e "aprirci il cielo", l’accesso cioè alla vita vera e piena, che sarà "un sempre nuovo immergersi nella vastità dell’essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia" (Spe salvi, 12).
... E preghiamo per tutti i cristiani, affinché possano comprendere sempre più il dono del Battesimo e si impegnino a viverlo con coerenza, testimoniando l’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

giovedì 8 gennaio 2009

Approfondimenti spirituali per i Cavalieri e le Dame del Tempio

Brani tratti da: San Paolo, 2 lettera a Timoteo

2 Timoteo 2, 1-13
Il soldato fedele di Gesù Cristo 1Co 9:24-27 (2Ti 3:10-12; 4:5-8; Ap 2:10; Mt 10:32-33)

2:1 Tu dunque, figlio mio, fortìficati nella grazia che è in Cristo Gesù, 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. 4 Uno che va alla guerra non s'immischia in faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. 6 Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. 7 Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa.8 Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, 9 per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. 11 Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso.

2 Timoteo 3, 1-9
Corruzione estrema degli ultimi tempi (2P 2:1-22; Gd 3, ecc.; Tt 1:10-16)

3:1 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! 6 Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, 7 le quali cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità. 8 E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede. 9 Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini.

2 Timoteo 4, 1-5
l'apostolato At 20:28-31 (2Ti 2:3-7; 1P 5:1-4)


1 Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: 2 predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. 3 Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio.

nnDnnsnTdg

domenica 28 dicembre 2008


LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.


Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della CaritàA Simple Path

«Partì con loro e tornò a Nàzaret»

Potete pregare la Santa Famiglia per la vostra famiglia:Padre nostro che sei nei cieli, ci hai dato un modello di vita nella santa Famiglia di Nàzaret. Aiutaci, Padre benevolissimo a fare della nostra famiglia un nuovo Nàzaret dove regnino la gioia e la pace.Sia essa profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante della gioia.Aiutaci a restare insieme attraverso felicità e fatica grazie alla preghiera familiale.Insegnaci a riconoscere Gesù in ciascun membro della nostra famiglia, particolarmente quando soffre e rimane ferito.Il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori miti e umili come il suo (Mt 11,29).Aiutaci a compiere santamente la nostra vocazione familiale. Possiamo amarci gli uni gli altri come Dio ama ognuno di noi, ogni giorno maggiormente, e perdonarci a vicenda le nostre colpe, come tu perdoni i nostri peccati.Aiutaci, Padre benevolissimo ad accogliere quanto ci doni e a dare quanto ci prendi con un grande sorriso.Cuore immacolato di Maria, motivo della nostra gioia, prega per noi.Santi angeli custodi siate sempre con noi, guidateci, custoditeci. Amen.

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ

La festa della Sacra Famiglia nella liturgia cattolica, nel secolo XVII veniva celebrata localmente; papa Leone XIII nel 1895, la fissò alla terza domenica dopo l’Epifania “omnibus potentibus”, ma fu papa Benedetto XV che nel 1921 la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica compresa nell’ottava dell’Epifania; papa Giovanni XXIII la spostò alla prima domenica dopo l’Epifania; attualmente è celebrata nella domenica dopo il Santo Natale.
La celebrazione fu istituita per dare un esempio e un impulso all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano, prendendo a riferimento i tre personaggi che la componevano, figure eccezionali sì ma con tutte le caratteristiche di ogni essere umano e con le problematiche di ogni famiglia.
Numerose Congregazioni religiose sia maschili che femminili, sono intitolate alla Sacra Famiglia, in buona parte fondate nei secoli XIX e XX; come: le “Suore della Sacra Famiglia”, fondate a Bordeaux nel 1820 dall’abate P.B.Noailles, dette anche ‘Suore di Loreto’; le “Suore della Sacra Famiglia di Nazareth” fondate nel 1875 a Roma, dalla polacca Siedliska; le “Piccole Suore della Sacra Famiglia” fondate nel 1892, dal beato Nascimbeni a Castelletto di Brenzone (Verona); i “Preti e fratelli della Sacra Famiglia” fondati nel 1856 a Martinengo, dalla beata Paola Elisabetta Cerioli; i “Figli della Sacra Famiglia” fondati nel 1864 in Spagna da José Mananet e tante altre.


Benedetto XVI : Angelus - Piazza San Pietro - Domenica, 31 dicembre 2006

Cari fratelli e sorelle!

In quest’ultima domenica dell’anno celebriamo la festa della Santa Famiglia di Nazaret. Con gioia rivolgo un saluto a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la pace e l’amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi nel Natale. Nel Vangelo non troviamo discorsi sulla famiglia, ma un avvenimento che vale più di ogni parola: Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana. In questo modo l’ha consacrata come prima e ordinaria via del suo incontro con l’umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia e adolescenza (cfr Lc 2,51-52). In tal modo ha messo in luce il valore primario della famiglia nell’educazione della persona. Da Maria e Giuseppe Gesù è stato introdotto nella comunità religiosa, frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme. Quando ebbe dodici anni, rimase nel Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli si doveva “occupare delle cose del Padre suo”, cioè della missione affidatagli da Dio (cfr Lc 2,41-52).
Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell’amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell’amore (cfr Rm 13,10). Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue. La santa Famiglia di Nazaret è veramente il “prototipo” di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall’Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano.
Invochiamo ora insieme la protezione di Maria Santissima e di san Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea, che mina le basi stesse dell’istituto familiare. Aiutino le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo, immagine viva dell’amore di Dio.


Preghiera alla Santa Famiglia dettata da Papa Giovanni Paolo II:

“O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d’amore di Gesù, Maria e Giuseppe
modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.
Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio,
alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.
Disponi le menti dei genitori, affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole, siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.
Suscita nell’animo dei giovani una coscienza retta ed una volontà libera,
perché crescendo in sapienza, età e grazia,
accolgano generosamente il dono della vocazione divina.
Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che tutti, contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te,
ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza
quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù,
che per noi ha dato sé stesso. Amen”. (Omelia 26.121993).


LA CASA DELL’AMORE

Simeone prese il bambino tra le braccia
e benedisse Dio.
(Lc 2,28)

L’amore ha un nome, finalmente,
ha un volto in cui immergere
profondo lo sguardo, per cogliere
in esso la forza dell’amore vivente.

La luce dei suoi occhi riverbera
la dolcezza dello sguardo di Dio
che vigila sul mondo con tenerezza
paterna e scruta tutti i cuori.

Il suo sorriso esprime le nuove speranze
che d’ora in poi animeranno il mondo;
il bambino nato oggi per noi
offre a tutti la gioia della ritrovata fiducia.

Tanti figli nati da promesse strepitose
hanno annunciato la sua presenza:
Isacco, il figlio del sorriso di Dio, Samuele
nato per la preghiera di sua madre;

Giovanni, figlio di donna sterile, che nasce
per annunciare la venuta del Messia:
questi sarà il consacrato al Signore, l’atteso
con ansia dall’umanità, divenuta ormai sterile.

Simeone, giusto e pieno del santo
timore di Dio, riceve sulle sua braccia
il bambino nato per noi, e canta
profeticamente le sue gesta future.

Rovina o salvezza? Certamente segno
di contraddizione, roccia di salvezza
e pietra d’inciampo, corpo e sangue
di agnello immacolato che redime.

Incominciano a realizzarsi le meraviglie
annunciate: il primo frutto
è il vangelo della gioia per tutti quelli
che hanno saputo attendere nella fede.

Il figlio cresce in sapienza, età e grazia
custodito dalle amorevoli cure
di Maria e Giuseppe, che vivono
con naturalezza la vita familiare.

Prima di contemplare il Messia glorioso,
vediamo il figlio dell’uomo sottomesso,
forse non ancora consapevole del prezzo
da pagare all’amore, ma vero e leale.

I suoi gesti quotidiani sono i nostri,
la laboriosità indefessa, unita
all’offerta di sé per la gloria di Dio,
già trasformano il mondo.

La Santa Famiglia di Nazaret
è la casa dell’amore dove si vive
nell’umiltà, nella semplicità e nella lode
perché Gesù è presente in mezzo a noi.

padrebenedetto 28, xii, 2008