sabato 27 novembre 2010

Natuzza Evolo

Sabato 27 novembre 2010
Veglia mondiale per la Vita Nascente

PAPA BENEDETTO XVI - VEGLIA PER LA VITA NASCENTE
Il nostro Papa presiederà il prossimo 27 novembre in San Pietro una Veglia per la difesa della Vita nascente.
Testimoniamo in preghiera e Comunione con il Santo Padre la volontà di difendere la Vita umana sin dal suo concepimento.
PREGHIERA DEL PECCATORE

Riportiamo un importante contributo - riflessione spirituale sull'importanza della preghiera in famiglia, ma che vale anche per la vita comunitaria della nostra fraternità e nella vita singola

“Salga a Te la mia preghiera”

La preghiera in familgia

La preghiera nella spiritualità familiare
di don Alfredo M. Morselli



L'argomento di questa riflessione è la preghiera, in particolare la preghiera nella famiglia, la preghiera e la vita familiare.
Quando si deve parlare della preghiera, pur con tante cose che ci sarebbero da dire su questo argomento - pensate a tutti i trattati sulla vita di orazione, gli innumerevoli passi della S. Scrittura etc. - è opportuno ricominciare sempre da quello che diceva S. ALFONSO "Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna. Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti. E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell'inferno, l'aversi potuto salvare con tanta facilità, quant'era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle" (S. ALFONSO M. de' LIGUORI,
Del gran mezzo della preghiera, cap I conclusione).

L'importanza di questa lapidaria frase di S. ALFONSO è stata rilevata anche da Giovanni Paolo II, il quale, nell'ultimo documento ufficiale dedicato a questo santo, redatto in occasione del secondo centenario della sua morte (1787-1987), dovendo scegliere alcune frasi particolarmente significative del santo dottore, non ha indugiato a ripetere "Solo chi prega si salva, chi non prega si danna".

Si capisce bene come queste parole siano profondamente vere: per salvarci dobbiamo compiere le buone opere, per compiere le buone opere abbiamo bisogno della grazia ("Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla" Gv 15,5), per ottenere la grazia, -sebbene esista la "grazia preveniente"- dobbiamo chiederla. Quindi niente preghiere
-  niente grazia, niente grazia
-  niente buone opere, niente buone opere
-  niente salvezza.
Il discorso è chiaro: chi prega si salva, chi non prega si danna.
Il diavolo sa benissimo questa regola; e siccome vuole perderci, contrariamente a Dio che "vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1 Tim 2,4.) , il diavolo vuole ingannarci tutti e vuole che tutti gli uomini si dannino; egli svolge quindi nei nostri confronti una invisibile e terribile lotta perché non preghiamo:

a) lotta invisibile: mentre ci accorgiamo di altri tipi di tentazioni (p. es. contro la purezza), la tentazione di non pregare è particolarmente subdola, quasi insensibile, abilmente celata nell'accidia, nell'inerzia, nell'ansia - "quante cose devo fare" "NO! NO! non quante cose" – UNA COSA DEVI FARE! UNA COSA É NECESSARIA: ricordiamo le parole di Gesù a S. Marta...
"Ma Gesù le rispose: - Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta -" (Lc 10, 41-42)
... e ancora quanto ci riporta S. Matteo:
"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." (Mt 6, 25-34)

b) lotta terribile, senza esclusione di colpi, per farci dimenticare l'essenziale: ascoltiamo queste parole di Gesù, tratte dal Vangelo di S. Luca:
"metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime." (Lc 21,12-19)
S. AMBROGIO interpreta in senso spirituale questo passo:
"Si legge "Non regni più il peccato nel vostro corpo mortale" (Rm. 6,12). Vedi davanti a quali re sei posto o uomo? Se fai regnare in te la colpa sottostarai al re-peccato. Quanti sono i peccati, quanti sono i vizi, altrettanti sono i re. Davanti a questi noi siamo trascinati e avanti a questi noi siamo posti. Anche questi re hanno un loro tribunale nello spirito di moltissimi. Ma se uno confessa Cristo, fa subito prigioniero quel re, lo atterra da trono della propria anima. Infatti, come potrebbe restare il tribunale del diavolo in colui nel quale è eretto il tribunale di Cristo?". (Commento sul salmo 118, (Disc. 20, 47-50; CSEL 62, 467-469); cit. dal IV volume della Liturgia delle Ore, p. 1371.)
Quindi non solo siamo condotti ogni giorno davanti a re e tribunali umani (questa è una grazia particolare non concessa a tutti), ma tutti ogni momento siamo trascinati davanti al tribunale del diavolo, dove ci attende la prova della testimonianza della nostra fede. Il Vangelo ci consola: "Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere  nemmeno un capello del vostro capo perirà", ma ci presenta la drammaticità e la serietà di questo combattimento spirituale: "sarete odiati da tutti per causa del mio nome"; la vittoria è certa, ma ad una condizione: la perseveranza: "Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime".

Tornando alle tentazioni sulla preghiera, sappiamo che ogni momento siamo trascinati davanti al diavolo che usa tutti i mezzi per non farci pregare: e noi sappiamo che con la perseveranza nella preghiera salveremo le nostre anime.

Ma ora vediamo come praticamente possiamo impostare una buona vita di preghiera familiare: sapete che l'essere componente di una famiglia è un modo di essere non accidentale; i membri di una famiglia sono "una cosa sola", "sangue dello stesso sangue", "ossa delle stesse ossa"; esiste, fondatissima "in re", una spiritualità familiare che non è la semplice "somma" delle preghiere dei singoli.
Infatti, secondo S. Tommaso, la famiglia è la massima forma di unità possibile nell'ambito delle creature: ("maximum quid in genere conjunctionis" cfr. S.Theol. Suppl. q. 44 a. 1 c.; a. 2 ad 3.). In conseguenza di ciò, la preghiera in famiglia deve essere il particolare respiro spirituale della massima forma di unità possibile nell'ambito delle creature.
Solo l'unità propria della SS. Trinità (massima unione increata) e quella tra Cristo e la Chiesa (e ogni singola anima per mezzo della grazia, come partecipazione di questa unione - massima unione tra increato e creato) è maggiore dell'unità della famiglia.
Ad eccezione delle unioni suddette, non ne esistono di maggiori della famiglia; e siccome ogni operazione dipende dal soggetto che opera, anche la vita spirituale propria della famiglia deve essere necessariamente la vita spirituale della "massima forma di unità possibile"
Ciò può realizzarsi anche se i membri di una famiglia sono spiritualmente distanti: pensiamo, per es. ad un medico che deve assentarsi da casa il sabato e la domenica: questi offre a Dio la sua azione, con purezza d'intenzione: la moglie offre a Dio il sacrificio della solitudine, in unione all'intenzione del marito; questa intenzione congiunta è veramente "familiare", veramente una espressione del "maximum quid in genere conjunctionis".

Perché ciò si realizzi, dobbiamo servirci degli opportuni mezzi: S. Tommaso osserva che "questi principi non sono proporzionati alla ragione umana, secondo la condizione dell'uomo viator, e la ragione è solita comprendere attraverso cose sensibili questi stessi principi; pertanto è necessario che sia condotta come per mano alla loro cognizione attraverso realtà analoghe sensibili"(cfr. In I Sent., prol. q. 1, a. 5 c.). 

L'uomo, data la sua natura anche corporea, è condotto quasi per mano a realtà invisibili attraverso cose sensibili. Se questo è vero per realtà naturali, a maggior ragione è più necessario per vivere un'unità spirituale di ordine soprannaturale.

Quindi è necessaria:
a) una vita spirituale di famiglia, proporzionata alla "massima forma di unità possibile"
b) una vita spirituale di famiglia comprendente anche manifestazioni esterne di preghiera comune, per essere condotti attraverso realtà analoghe sensibili alla cognizione della misteriosa unità soprannaturale nella quale la famiglia è costituita.

Vorrei presentare ora i suggerimenti che il padre R. PLUS S.J. offre nella sua preziosa opera
Come pregare sempre, corredati di alcune osservazioni per facilitare l'applicazione degli stessi consigli alla spiritualità familiare. 
Abbiamo visto fino ad ora l'assoluta necessità della preghiera, la drammaticità della fedeltà alla preghiera, la necessità dell'armonizzare la nostra vita di preghiera alla natura della famiglia; ora vediamo come concretamente possiamo fare.

Il Padre PLUS ci propone tre regole pratiche fondamentali:
I.Tutti i giorni un po' di preghiera
II.Un po' di preghiera per tutto il giorno
III.Trasformare tutto in preghiera

I. Tutti i giorni un po' di preghiera

Vedremo in seguito come far sì che ogni azione diventi preghiera: ma devo dire che pretendere di trasformare tutto in preghiera o ritenere di aver pregato agendo senza dedicare un certo lasso di tempo alla preghiera propriamente detta è un'illusione diabolica. Gesù ha dato un ben altro esempio: chi più di lui ha potuto agire con intenzione pura, agendo e pregando nello stesso tempo? Ma i Vangeli ci descrivono un Gesù che passava le notti in orazione. 
Come una casa è riscaldata perché ci sono i radiatori, e i radiatori sono caldi perché nel bruciatore c'é il fuoco (massimo calore), come il calore si irradia a partire dal fuoco e si diffonde per la casa, così tutta la giornata può essere di preghiera se c'é un momento irradiante. S. Tommaso spiega da par suo questo concetto con la sua solita perfetta sintesi: "Ciò che è primo in un certo ordine è causa di tutto ciò che consegue nel medesimo ordine" ("Cum primum in quolibet ordine sit causa eorum quae consequuntur"; S. Theol., I, q. 105, a. 3, c.).
Così ci deve essere un momento di massima preghiera attuale, perché ne consegua una vita trasformata in preghiera.
Si può quantificare questo momento? Sebbene nella vita spirituale non esistano "ricette" e ognuno debba sempre lasciarsi guidare dallo Spirito, è doveroso tuttavia considerare quanto raccomandano i Pontefici.
Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, n° 59:
"La preghiera familiare ha le sue caratteristiche. É una preghiera fatta in comune, marito e maglie insieme, genitori e figli insieme. La comunione nella preghiera è, ad un tempo, frutto ed esigenza di quella comunione che viene donata dai sacramenti del battesimo e del matrimonio. Ai membri della famiglia cristiana si possono applicare in modo particolare le parole con le quali il Signore Gesù promette la sua presenza. "In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,19 ssqq).
Ibidem: Preghiera ed educazione:
"Elemento fondamentale e insostituibile nell'educazione alla preghiera è l'esempio concreto, la testimonianza viva dei genitori: solo pregando insieme con i figli, il padre e la madre, mentre portano a compimento il proprio sacerdozio regale, scendono in profondità nel cuore dei figli, lasciando tracce che i successivi eventi della vita non riusciranno a cancellare. Riascoltiamo l'appello che Paolo VI ha rivolto ai genitori: "Mamme, le insegnate ai vostri bambini le preghiere del cristiano? Li preparate in consonanza con i Sacerdoti, i vostri figli ai sacramenti della prima età: confessione, comunione, cresima? Li abituate, se ammalati a pensare a Cristo sofferente? A invocare l'aiuto della Madonna e dei Santi? Lo dite il Rosario in famiglia? E voi, Papà, sapete pregare con i vostri figliuoli, con tutta la comunità domestica, almeno qualche volta? L'esempio vostro, nella rettitudine del pensiero e dell'azione, suffragato da qualche preghiera comune, vale una lezione di vita, vale un atto di culto di singolare merito; portate così la pace nelle pareti domestiche: "Pax huic domui!". Ricordate: così costruite la Chiesa!" (Discorso all'Udienza generale (11 agosto 1976): Insegnamenti di Paolo VI, XIV (1976), 640.)".
Ibidem, n° 61: quali pratiche?
"Per preparare e prolungare nella casa il culto celebrato nella Chiesa, la famiglia cristiana ricorre alla preghiera privata, che presenta una grande varietà di forme. Oltre alle preghiere del mattino e della sera, sono espressamente da consigliare, seguendo anche le indicazioni dei Padri Sinodali: la lettura e la meditazione della parola di Dio, la preparazione ai sacramenti, la devozione e la consacrazione al Cuore di Gesù, le varie forme di culto alla Vergine santissima, la benedizione della mensa, l'osservanza della pietà popolare.
Nel rispetto della libertà dei figli di Dio, la Chiesa ha proposto e continua a proporre ai fedeli alcune pratiche di pietà con una particolare sollecitudine ed insistenza. tra queste è da ricordare la recita del Rosario: "Vogliamo ora, in continuità con i nostri Predecessori, raccomandare vivamente la recita del santo Rosario in famiglia Non v'é dubbio che la Corona della beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci preghiere in comune, che la famigli cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l'incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario ne sia espressione frequente e gradita" (PAOLO PP. VI, Esort. Ap. Marialis cultus, 52-54: AAS 66 (1974), 164 s.). Così l'autentica devozione mariana, che si esprime nel vincolo sincero e nella generosa sequela degli atteggiamenti spirituali della Vergine Santissima, costituisce uno strumento privilegiato per alimentare la comunione d'amore della famiglia e per sviluppare la spiritualità coniugale e familiare. Lei, la Madre di Cristo e della Chiesa, è infatti in maniera speciale anche la Madre ella famiglie cristiane, delle Chiese domestiche".
Ibidem, n° 62: preghiera ed impegno quotidiano:
"la preghiera non rappresenta affatto un'evasione dall'impegno quotidiano, ma costituisce la spinta più forte perché la famiglia cristiana assuma ed assolva in pienezza tutte le sue responsabilità di cellula prima e fondamentale della società umana. In tal senso, l'effettiva partecipazione alla vita e missione della Chiesa nel mondo è proporzionale alla fedeltà e all'intensità della preghiera con la quale la famiglia cristiana si unisce alla Vite feconda, che è Cristo Signore.
Dall'unione vitale con Cristo  deriva pure la fecondità della famiglia nel suo specifico servizio di promozione umana, che di per sé non può non portare alla trasformazione del mondo".
Riassumendo brevemente l'insegnamento del Papa, tanti buoni motivi per pregare insieme; tra le preghiere viene raccomandata la recita del Santo Rosario; dalla fedeltà a queste piccole cose dipende la "buona educazione dei figli", la "costruzione della Chiesa" e "la trasformazione del mondo". Capiamo così come ci prendiamo tragicamente in giro se parliamo di nuova Evangelizzazione e poi non adempiamo al dovere della preghiera.

II. Un po' di preghiera per tutto il giorno

Per mantenere lo stato di orazione, il Padre PLUS raccomanda frequenti orazioni giaculatorie (Cuore di Gesù confido in Voi, Gesù mio misericordia, Venga il tuo Regno etc. orazioni brevissime che il cuore suggerisce), le quali intessono tutta la giornata di preghiera, e rendono più facile la purezza di intenzione, che spiegheremo più avanti.
Per ricordare di ripetere queste giaculatorie, sono raccomandabili degli agganci mnemonici: quando si entra o si esce di casa, in particolari momenti del lavoro, quando si sale in auto etc.
Per quanto riguarda questa pratica nella vita familiare, può essere utile adorare la presenza di Dio, che si attua mediante la Grazia, nell'anima dei bambini, specialmente se sono ancora molto piccoli e quindi incapaci di commettere un peccato mortale; ancora è necessario insegnare ai bambini questa pratica, sfruttando tutte le occasioni (es: all'inizio del gioco, dei compiti etc.).
In questo genere di preghiera, sebbene non siano giaculatorie in senso stretto, si possono annoverare le preghiere prima e dopo i pasti: sono preghiere oltremodo "familiari", che arrecano veramente una connotazione di "sacralità" a tutta la nostra giornata.
Ecco ancora alcune considerazioni sulle giaculatorie di S. FRANCESCO DI SALES:
"come gli innamorati di un amore umano e naturale hanno quasi continuamente i loro pensieri rivolti verso la persona amata, il cuore pieno di affetto verso di essa e la bocca piena delle sue lodi, e quand'essa è lontana non perdono una sola occasione per testimoniare per lettera i loro sentimenti, mentre incidono sulla corteccia degli alberi il loro amato; così coloro che amano Dio non possono stare senza pensare a lui, senza respirare per lui, aspirare a lui e parlare di lui, e vorrebbero, se fosse possibile, scolpire nel cuore di tutti gli uomini il sacrosanto nome di Gesù; tutte le cose sono per loro un invito a fare ciò, e non vi é creatura che non annunzi loro le lodi del beneamato; e, come dice S. Agostino (Enarratio II in Psalmum 26,12), citando S. Antonio (SOCRATES, Historia, IV, 23), tutto ciò che esiste nel mondo parla loro un linguaggio muto ma intelligentissimo, in favore del loro amore; tutte le cose destano in loro buoni pensieri, che danno origine a frequenti slanci ed aspirazioni a Dio." (Introduzione alla vita devota, cap. 13).
II. Trasformare tutto in preghiera

"Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»" (Lc 18, 1-8)

"Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi": da queste parole - in armonia con tutta la S. Scrittura- ricaviamo la presenza di un triplice comandamento sulla preghiera:
I) pregare è necessarioII) bisogna pregare sempre
III) bisogna pregare sempre
senza stancarsi
Ma qual'é il significato dell'espressione pregare sempre? Certamente non significa pregare in senso stretto 24 ore su 24; questo è impossibile, e Dio non comanda cose impossibili!
Certamente "pregare sempre" non significa pregare per un tempo tale da farci trascurare o non adempiere i nostri doveri. Immaginate un buon marito che torna a casa e non trova niente da mangiare; chiede alla moglie ragione del fatto e si sente rispondere: "Ho pregato tutto il giorno".
"Pregare sempre" significa avere l'intenzione virtuale di pregare sempre: il contenuto questa intenzione virtuale è ben spiegato da S. IGNAZIO DI LOYOLA, quando ci dice di chiedere a Dio "che tutte le nostre azioni, intenzioni, operazioni, siano ordinate esclusivamente a maggior servizio e lode di Sua Divina Maestà" (Esercizi Spirituali, 46).
Cercherò ora di spiegare queste ultime affermazioni.

Cosa significa intenzione virtuale?

L'intenzione può essere attuale, abituale, virtuale.
L'intenzione è attuale quando uno compie, coscientemente, una certa azione per un determinato fine. 
L'intenzione è abituale quando si compie un'azione, senza avere coscienza del fine, ma tuttavia abitualmente l'azione è compiuta per lo stesso fine.
L'intenzione è virtuale quando si compie un'azione, senza avere coscienza del fine, ma tuttavia quella stessa azione è compiuta per quel determinato fine; es: un tale sale in auto per andare da Roma a Milano: questo è il fine principale del viaggio: certamente mentre egli guida non pensa in continuazione che sta andando a Milano: quando ci pensa la sua intenzione è attuale, quando non ci pensa la sua intenzione è virtuale: realissima, ma non sempre conscia.
Se gli chiedessero: "Cosa stai facendo", risponderebbe "Sto andando a Milano", anche se in quel momento magari stava fischiettando e non stava pensando di andare a Milano.
Quando noi abbiamo l'intenzione pura come descritta da S. Ignazio per ogni nostra azione, anche quando questa intenzione non è attuale, ma soltanto virtuale, noi siamo in stato di preghiera, noi adempiamo al comandamento di Gesù di "pregare sempre": se ci chiedessero in un qualunque momento: "Per chi fai questa azione?" e noi possiamo rispondere, riprendendo coscienza dell'azione: "Per Dio, per Dio solo", allora siamo in stato di preghiera.

Dimensione sponsale dello "stato di preghiera"

Vorrei ora cercare di approfondire l'aspetto "sponsale" di questa "purezza d'intenzione", e fare alcune considerazioni su come ricercare questo stato di continua preghiera nella spiritualità della famiglia.
Vediamo un passo della S. Scrittura, e poi ascoltiamo S. Tommaso.
"Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti.»" (Mt 22, 1-14)
Facciamo attenzione all'"abito nuziale", la cui mancanza è stata rovinosa per il personaggio della parabola: che cosa rappresenta? Senz'altro, come vuole una buona interpretazione tradizionale, lo stato di Grazia necessario per ricevere la S. Comunione.
Ma vi è un altro significato: S. Tommaso parla della virtù della "castità spirituale":
"Se infatti l'anima dell'uomo si compiace di congiungersi con ciò con cui deve essere congiunta, cioè con Dio, e si astiene dal congiungersi con diletto con qualunque altra creatura, ciò si dice castità spirituale, secondo 2 Cor 11,1: «Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo». Se invece l'anima, contro l'ordine divino, si congiunge con qualunque altra creatura, si dice fornicazione spirituale, secondo Ger 3,1: «Tu hai fornicato con molti amanti»" (S. Theol., II IIæ, q. 151 a. 2 c.).
La veste nuziale richiesta è questo amore indiviso per Dio, per Dio solo, per la sua Santissima Volontà, quando la nostra anima non desidera congiungersi che con lui, in quel matrimonio spirituale che è il modello su cui è stato pensato il matrimonio di un uomo e una donna; quando la nostra anima è tanto presa dall'amore per Dio che non desidera congiungersi con qualunque altra creatura: Dio il primo, Dio il solo !!!
Questa veste nuziale è anche lo stato di continua preghiera: comprende anche la fede, la fedeltà alla parola di Dio, alla Verità: come la Vergine custodiva nel suo Cuore ogni parola di Gesù Cristo.
Cari amici, sposi e sposi, voi potete davvero ben comprendere come si "prega sempre": come il vostro cuore è indiviso per vostra moglie o per il vostro marito, così, molto di più in tutto deve esserlo per la volontà di Dio: in fondo è molto semplice, facile con la Grazia.
Naturalmente, la via per conseguire questa volontà virtuale è la volontà attuale rinnovata, ovvero la volontà abituale; gioverà molto ripetere "la solita orazione preparatoria" di S. IGNAZIO (Esercizi Spirituali n° 46), e, tra le giaculatorie, pensarne qualcuna ad hoc, es: "solo per Te Signore", o, come il motto del Papa, "Totus tuus".
É molto utile, direi quasi indispensabile, farsi, cercando un momento di calma, un programma circa la vita di orazione secondo la spiritualità familiare.
Il nostro pensiero va ora a colei che maggiormente ha avuto un Cuore casto, assolutamente indiviso per la S.S. Trinità e, per amore della S.S. Trinità, per tutti gli uomini. Sotto la sua protezione noi ci rifugiamo, tanto incapaci di fedeltà, ma tanto fiduciosi nel soccorso della Vergine.

lunedì 22 novembre 2010

Processo di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Beotti, martire della carità

Domenica 21 novembre si è ufficialmente aperto, alle ore 16, nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Gragnano Trebbiense (PC) il processo di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Beotti, martire della carità.

In questa prima sessione solenne del processo, a partire dal nostro vescovo mons. Gianni Ambrosio, tutti i membri del tribunale da lui stesso nominati hanno prestato giuramento, impegnandosi ad adempiere con serietà e fedeltà l’importantissimo incarico loro assegnato in memoria del servo di Dio don Giuseppe Beotti. Presenti anche le massime autorità provinciali e locali. Già una precedente commissione, nominata dal Vescovo l’8 febbraio 2002 (promotrice la parrocchia di Gragnano), ha provveduto a raccogliere le testimonianze sul sacerdote; vi è stata poi la concessione del nulla osta della Santa Sede per procedere con la causa ed ora il Vescovo ha provveduto a nominare i componenti del tribunale. Sono membri del tribunale: giudice delegato: mons. Renzo Rizzi (rappresenta il Vescovo nell’istruzione della causa)postulatore: mons. Domenico Ponzini (segue la causa in tutte le sue fasi) promotore di giustizia: don Massimo Cassola (vigila che si osservi tutto quanto previsto dalla legge) notaio: Dario Carini (trascrive la dichiarazioni dei testi) notaio aggiunto: Luigino Taramino (assiste alle varie sedute e collabora)

Natuzza Evolo
il miracolo di una vita
di Luciano Regolo

domenica 7 novembre 2010

In ricordo di Natuzza Evolo
nel 1° anniversario della nascita al Cielo


“Il regalo mio è la chiesa!”
Natuzza

Amate Gesù e amatelo in una maniera straordinaria perché Lui è straordinario


I Cenacoli di Preghiera

I Cenacoli nascono spontaneamente come Gruppi di preghiera "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime" ispirati alla spiritualità di Natuzza (Fortunata) Evolo.
Si costituiscono organicamente a Paravati il 15 settembre 1994, alla presenza dei responsabili dei gruppi già costituiti. Vengono denominati "Cenacoli Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime". Dall'esempio di Natuzza e da quanto Ella più volte ha comunicato, si può così delineare quella che è l'ídentità del Cenacolo:

1. "In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore, sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che quotidianamente ci chiede per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa. I nostri siano i Cenacoli di Gesù e di Maria, dove insieme allo Spirito Santo regni la carità e l'umiltà di Gesù, l'amore materno e premuroso della Madonna, fino a divenire un rifugio per le anime nostre e dei nostri fratelli.
2. Ho imparato anche che é necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Siano, come vuole la Madonna, Cenacoli di vera preghiera, perché la preghiera fa bene all'anima e al corpo, ci purifica e piano piano ci convertiamo al Signore. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo, ascoltare e meditare la Parola di Dio, dove è possibile adorare e e della Santa Eucaristia, pregare la Madonna Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a da con la carità, l'umiltà e il buon esempio.
3. Diamoci con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Evitiamo l'ipocrisia e le divisioni; invece tendiamo all'unità, al disopra di viviamo la comunione più sincera, altrimenti facciamo soffrire Gesù.
4. Operiamo con opere di misericordia. Quando persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare e deve ringraziare anche la persona che le ha messo di fare il bene. E' un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene.
5. In ogni casa ci vorrebbe un piccolo cenacolo, di un'Ave Maria al giorno. Ci vorrebbe un cenacolo per ogni famiglia.
I Cenacoli vogliono vivere e operare all'interno Chiesa, come lievito, luce e sale, con lo spirito di quella prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli Apostoli, nella frazione pane, nella preghiera e nella comunione fraterna".


La preghiera nei cenacoli


Inizia con il segno della Croce.
Invoca lo Spirito Santo
Ascolta la Parola del Signore e la riflessione dei giorno.
Medita in silenzio

Prega sulla Parola
Offri una rosa alla Madonna: un Ave Maria e l'invocazione: Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, prega per noi e per il mondo, intero.
Atto di affidamento
0 Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre mia dolcissima, sono qui ai tuoi piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro dono dei Signore. - A te che mi vieni incontro affido tutto ciò che ho e sono. lo sarò tuo nella volontà, nel pensiero e nel cuore. Purifica, o Mamma, il mio cuore. Benedici e santifica ogni intenzione, previeni e accompagna anche le mie piccole azioni con la tua ispirazione materna. Rendimi santo, o Mamma buona. Santo come Gesù mi vuole e come il tuo Cuore mi chiede e ardentemente desidera. Io ti appartengo, sono tutto tuo e da Te aspetto ogni consolazione. Nel tuo cuore metto tutto il mondo. Salvalo! Amen.


Natuzza Evolo - di Paravati


Paravati è la frazione più popolosa e attiva del comune di Mileto con circa 3000 abitanti, nella provincia calabrese di Vibo Valentia.
L'attuale centro abitato, si estende su un insieme di colline dolcemente ondulate ed è attraversato dalla Statale 18 Salerno-Reggio Calabria.
Il centro storico di Paravati risulta caratterizzato da 3 rioni: "la lupa" esposta al sole di mezzogiorno, "la marina" da dove si porge lo sguardo verso il porto di Gioia Tauro e "la chiesa vecchia".
Il 23 Agosto 1924 nasce Natuzza Evolo, avvolta da un mistero che oggi gratifica la storia di Paravati.
A 20 anni sposa il compaesano Pasquale Nicolace nella chiesa Santa Maria degli Angeli. La giovane coppia va ad abitare in una povera casetta, testimone silenziosa di visioni, colloqui, canti, messaggi dell'aldilà, Natuzza viene definita "la radio che trasmette dalla dimensione dell'eterno". Nonostante i fenomeni, Natuzza diventa madre di 5 figli, oggi felicemente sposati.
La vita di Natuzza è semplice e umile, povera e nascosta, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è ignara spettatrice e docile strumento.
Natuzza non è mai andata a scuola, non sa leggere né scrivere. Fin da bambina ha il dono della bilocazione e di parlare con l'angelo custode, un bambino di ottonove anni che la guida e la consiglia nel dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare.

Vede Gesù, la Madonna, San Francesco di Paola, Padre Pio e altri santi. Vede i defunti e conversa con loro, ha sudorazioni ematiche più evidenti durante la Quaresima con l'aggiunta delle stimmate che si trasformano, a contatto con bende o fazzoletti, in emografie : testi di preghiera in varie lingue, calici, ostie, Madonne, cuori, corone di spine.
Fin da ragazza Natuzza capì che la sua missione è di dare una parola di conforto alla gente. Così la sua casa in tutti questi anni ha visto migliaia di persone passare da lei affidandole sofferenze, angustie, invocando conforto e luce. E lei, facendosi carico delle loro sofferenze, da a tutti una parola di conforto, di speranza e di pace, una risposta certa, il sorriso e la gioia.

Il mio testamento spirituale
 
"Non è stata una mia volontà - lo sono la messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944. quando mi è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata sposa a Pasquale Nicolace. Quando l'ho vista, le ho detto "Vergine Santa. come vi ricevo in questa casa brutta?" Lei mi ha risposto: "Non ti preoccupare, ci sarà una nuova e grande chiesa che si chiamerá Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime e una casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno". Allora ogni volta che io vedevo la Madonna, le chiedevo quando ci sarebbe stata questa nuova casa, e la Madonna mi rispondeva: "Ancora non è giunta l'ora per parlare". Quando l'ho vista nel 1986 mi ha detto: "L'ora è giunta". Io, vedendo tutti i problemi delle persone, che non c'e posto dove ricoverarle, ho parlato con alcuni miei amici che conoscevo e con il parroco don Pasquale, e allora loro stessi hanno formato questa Associazione. L'Associazione è per me la sesta figlia, la più amata.
Allora ero decisa a fare un testamento. Lasciai stare pensando che forse ero una pazza. Invece adesso ho riflettuto per volontà della Madonna. Tutti i genitori fanno testamento ai loro figli ed io lo voglio fare ai miei figli spirituali. Non voglio fare preferenza per nessuno, per tutti uguale! A me questo testamento sembra buono e bellissimo . Non so se a voi piace.
In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore, sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che mi ha sempre chiesto per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa.
Ho avuto sempre fiducia nel Signore e nella Madonna.
Da loro ho ricevuto la forza di dare un sorriso e una parola di conforto a chi soffre, a chi e venuto a trovarmi e a posare il proprio fardello che ho presentato sempre alla Madonna, che dispensa grazie a tutti quelli che hanno bisogno.
Ho imparato anche che é necessario pregare , con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti .
Per questo la "Grande e bella casa" dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, sarà inunzitutto casa di preghiera rifugio di tutte le anime, luogo per riconciliarsi con Dio, ricco di misericordia, e per celebrare il mistero dell'Eucarestia.
Ho sempre avuto un'attenzione particolare per i giovani, che sono buoni ma sbandati. Che hanno bisogno di una guida spirituale, e di persone, sacerdoti e laici,. che gli parlano di tutti gli argomenti. meno di quelli del male.
Datevi con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri.
Operate con opere di misericordia. Quando una persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: "Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare il bene" e deve ringraziare anche la persona che le ha permesso di fare il bene. E' un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene.Così penso che dobbiamo essere tutti e in particolar modo coloro che vogliono dedicarsi all'Opera della Madonna, altrimenti non ha valore.
Se il Signore vorrà, ci saranno sacerdoti, ancelle riparatrici e laici che si dedicheranno al servizio dell'Opera e alla diffusione della devozione al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.
Se volete accettate queste mie povere parole perchè sono utili per la salvezza della nostra anima. Se non vi sentite, non abbiate timore perché la Madonna e Gesù vi ameranno lo stesso. Io ho avuto sofferenze e gioie e ne ho ancora: ristoro all'anima mia. Rinnovo il mio amore per tutti. Vi assicuro che non abbandono nessuno. Voglio a tutti bene. E anche quando sarò dall'altra parte, continuerò ad amarvi e a pregare per voi. Vi auguro che siate felici così come sono io con Gesù e la Madonna".
Natuzza Evolo, 11 febbraio 1998.


Natuzza, la fondazione e i cenacoli di preghiera
 
"Non è stata una mia volontà - ricorda Natuzza. Io sono la messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944 quando mi è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata sposa a Pasquale Nicolace. Quando l'ho vista, le ho detto "Vergine Santa, come vi ricevo in questa casa brutta?" Lei mi ha risposto: «Non ti preoccupare, ci sarà una nuova e grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno e una grande chiesa che si chiamerá Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime»".
Così il 13 maggio 1987, su ispirazione di Natuzza e con l'assenso del Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Mons. Domenico Cortese viene costituita l'Associazione denominata "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime", che successivamente diviene Fondazione di religione e di culto, approvata con decreto dal Vescovo, civilmente riconosciuta dal Ministero dell'Interno dello Stato Italiano e annotata al n. 140 del Registro delle Persone Giuridiche presso la Prefettura di Vibo Valentia. In quanto iscritta al al n° 379 del Registro Regionale di Volontariato, la Fondazione è una ONLUS.
Lo spirito che guida nel suo essere e in ogni suo operare la Fondazione, è costituito dalla volontà di Natuzza, manifestata nel suo testamento spirituale.
Con l'acquisizione di terreni e vecchi fabbricati radicalmente ristrutturati, la Fondazione da vita a un primo insediamento operativo e sede della stessa: il Centro Anziani "Mons. Pasquale Colloca" e in seguito al Centro Servizi alla Persona "San Francesco di Paola", in fase di completamento.
Per volontà di Natuzza e sotto sua indicazione viene realizzata la Statua del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. "La Madonna - racconta Natuzza - è bellissima! Mi appare molto giovane, come una ragazza di 1516 anni, vestita di bianco, con la pelle scura, sollevata da terra e tutta piena di luce: «Io sono la Mamma tua e di tutto il mondo. Io sono il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime»". La statua la rappresenta con le braccia aperte, leggermente inclinata in avanti come una mamma che si piega ad accogliere il figlio.
Ed è in nome e per volontà della Madonna, venerata sotto questo titolo, che nascono i Cenacoli di Preghiera, riconosciuti dal Vescovo e diffusi in Italia e nel mondo. Ogni anno migliaia di fedeli si ritrovano a Paravati per festeggiare solennemente il Cuore Immacolato di Maria rifugio delle Anime.
E la Madonna, rinnova il suo accorato invito a moltiplicare i Cenacoli per la conversione delle anime, per la riparazione dei peccati e la pace nel mondo.

Natuzza e la Chiesa
 
Eppure, in un passato ormai lontano, l'atteggiamento della Chiesa non era favorevole a Natuzza. Anche lei, purtroppo, come Padre Pio e altre personalità mistiche, nel 1940 ha subito la sfortuna di una "diagnosi a distanza" di padre Agostino Gemelli, che, pur non avendola mai incontrata, l'ha bollata ugualmente come isterica. Gemelli consigliava al vescovo Paolo Albera di tenersi lontano, indifferente, sostenendo che in questo modo i suoi fenomeni sarebbero svaniti.
Svanirà invece la prudente diffidenza delle autorità ecclesiastiche, di fronte all'"ottima impressione" ricevuta dalla vita umile, povera e obbediente di Natuzza. Come ha detto, dopo averla conosciuta, un gran fustigatore dei costumi come il gesuita padre Bartolomeo Sorge, ex direttore de «La Civiltà Cattolica», «l'umiltà, se uno ce l'ha, traspare anche se sta zitto. Se uno non ce l'ha, anche se dice ad alta voce "sono umile", si capisce che è un gran superbo. Natuzza è un'anima umile e questo è il segno della presenza di Dio... Il secondo aspetto che mi ha colpito davvero molto è la sua preghiera, lo spirito di adorazione e di amore che questa donna offre al Signore. Quando questi due elementi vanno insieme, si può stare tranquilli che c'è un'opera di Dio sostanziale».
Il nuovo vescovo di Mileto, monsignor Domenico Tarcisio Cortese, più volte ha espresso pubblicamente il suo giudizio estremamente positivo su Natuzza, sottolineando come sia «una donna di pazienza, di grande fede, che obbedisce alla Chiesa e non si è mai lasciata strumentalizzare dal denaro, non ha mai ceduto a questa tentazione che avrebbe potuto renderla miliardaria, con le folle che vanno da lei... Natuzza non costituisce un problema per la Chiesa, il problema è semmai la gente che va da Natuzza, perché spesso le chiedono di tutto e di più. Io penso che la maggior parte delle persone escano dalla sua casa con una serenità di spirito che non facilmente si ottiene andando dai padri spirituali. E quindi una persona che va molto rispettata».
P.S.:  Per sapere di più sulla vita e i carismi di Natuzza Evolo bisogna leggere i sette volumi del professor Valerio Marinelli, Edizioni Fondazione del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.

La Madonna ha un progetto per noi: La Villa della Gioia

In questi anni Natuzza ha parlato del grande progetto che la Madonna ha preparato per noi. Si chiama "La villa della gioia". La Madonna le ha fatto vedere e visitare come fosse già realizzato. Nella Villa della gioia c'è l'attuale Centro Anziani "Mons. Pasquale Colloca" e il Centro Servizi alla Persona "San Francesco di Paola in fase di completamento. In futuro ci sarà il Centro "Ospiti della speranza" per malati terminali, con annesso "Villaggio del Conforto", che servirà ad ospitare i familiari degli ammalti.
Questo Centro attraverso il "Viale della Misericordia" porterà al grande complesso dedicato alla riabilitazione, dal nome "Recupero della speranza".
Il tutto, attraverso il "Viale della salvezza" porterà alla chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.
La grande e bella chiesa ha la forma di un grande cuore aperto, il cuore della Madonna, rifugio di tutte le anime, e dentro un piccolo cuore, il cuore di Natuzza che nel suo grande amore ci porta a Gesù, a Maria, ai fratelli. Avrà una capienza di 3.000 posti a sedere e un piazzale che potrà contenere fino a 15.000 persone.
E' il grande desiderio della Madonna e di Natuzza.
Il 30 maggio 2006 Natuzza ha dato inizio ai lavori del primo lotto della grande e bella chiesa, con la prima colata di cemento.

MEDITAZIONE:
il valore di un Ave Maria
 

  di don Marcello Stanzione *
 
Notizia del 09/12/2008 stampata dal sito web www.lucisullest.it


Pochi cristiani, benché istruiti, la conoscono. Eppure, la salvezza del mondo cominciò con l’Ave Maria: da essa dipende anche quella di ognuno in particolare. L’Ave Maria è una rugiada celeste che bagna la terra dell’anima, perché porti frutto a suo tempo. E’ indizio probabile di dannazione il recitarla con avversione, tiepidezza e negligenza (Monfort). Seminiamo perciò le Ave Maria, ovunque ed in ogni tempo. Beate le azioni chiuse fra due Ave Maria. Queste le lodi dell’Ave Maria, cantate da San Luigi Maria Grignon de Monfort (Trattato 252):

1. E’ la più bella delle preghiere, dopo il Pater.
2. E’ il complimento più perfetto che si possa fare a Maria Santissima, poiché è quello che Dio stesso Le fece fare dall’Arcangelo Gabriele per guadagnarsene il Cuore. Con esso ce le guadagneremo infallibilmente anche noi, se lo diremo come si deve, cioè con: Attenzione – Devozione – Modestia.
3. E’ il nemico del ...
... diavolo, che pone in fuga.
4. E’ il martello che lo schiaccia.
5. E’ la santificazione delle anime.
6. E’ l’allegrezza degli Angeli.
7. E’ la melodia dei predestinati.
8. E’ il cantico del Nuovo Testamento.
9. E’ il diletto di Maria.
10. E’ la gioia della Santissima Trinità.
11. E’ un bacio casto ed affettuoso a Maria.
12. E’ una rosa vermiglia che Le si presenta.
13. E’ una perla preziosa che Le si offre.
14. E’ una coppa di miele che Le si porge. 



In conclusione: Siamo perciò pregati vivamente, per l’amore che portiamo in Gesù e Maria, DI RECITARLA FREQUENTEMENTE, SPECIALMENTE DICENDO IL Santo Rosario. Nel momento della morte benediremo il giorno e l’ora in cui ci avremo creduto, perché, dopo avere seminato nelle benedizioni di Gesù e di Maria, raccoglieremo benedizioni eterne in Cielo.

ATTI DI FEDE CONTENUTI NELL’AVE MARIA
Ave

Fede nell’esistenza degli Angeli, messaggeri celesti agli uomini. Devozione all’Arcangelo Gabriele, messaggero dell’Incarnazione ed al nostro Angelo Custode.
Maria
Fede nella grandezza e potenza di questo Nome. Devozione verso di Esso, invocandolo con rispetto, amore e fiducia.
Gratia plena
Fede nel mistero della pienezza della grazia in Maria, fin dall’istante della Sua Immacolata Concezione. Devozione nel conservare gelosamente o nel prontamente riacquistare con la Confessione o con l’Atto di Contrizione o di Dolore, la grazia, senza la quale nulla possiamo fare, ma con la quale tutto ci è possibile.
Dominus tecum
Fede nell’unione di Dio con l’anima di Maria e con ogni anima, con la grazia, che è Dio in noi. Devozione di fare sempre la Volontà di Dio, affinché Egli sia sempre con noi.
Benedicta tu in mulieribus
Fede nell’eccellenza di Colei che è Vergine singolare, primogenita e prediletta fra tutte le creature. Benedetta da Dio, procura che lo sia pure da noi e da tutte le generazioni con una vera Devozione e con l’Apostolato Mariano.
Benedictus fructus ventris tui Jesu
Fede nel mistero dell’Incarnazione. Devozione al Nome di Gesù, davanti a cui piegano il ginocchio gli abitanti del Cielo, della Terra e degli Abissi. Non vi è altro Nome per cui possiamo essere salvi e ricevere l’eterna benedizione del Padre celeste.
Sancta Maria
Fede nella santità di Maria. La devozione a Maria è la via più breve, facile e sicura per raggiungere anche noi la santità a cui tutti siamo chiamati.
Mater Dei
Fede nella divina Maternità di Maria e nella Sua perpetua Verginità. Devozione all’Angelus, che ci ricorda ogni giorno che Maria, diventando Madre del Cristo, è diventata pure Madre nostra.
Ora pro nobis
Fede nella Mediazione di Maria. Devozione al Santo Rosario, con cui mettiamo in esercizio la Mediazione di Maria.
Peccatoribus
Fede nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato. Devozione nel pregare per i peccatori Colei che la Chiesa invoca quale Avvocata e Rifugio dei peccatori.
Nunc
Fede nell’assoluto nostro bisogno della grazia e nella continua, amorosa ed efficace protezione di Maria, che Lei esercita elargendoci le grazie attuali. Devozione al pensiero della presenza di Maria ed invocazione alla Virgo Fidelis, per ottenere la corrispondenza alla grazia, con cui possiamo diventare tutti santi.
Et in hora mortis nostrae
Fede nei Novissimi e nella vita futura e nell’aiuto speciale che Maria Santissima, Nostra Signora della Buona Morte, concede ai Suoi devoti in morte. Devozione all’esercizio mensile della buona morte e nel mettersi, ogni sera, nello stato in cui vorremmo trovarci in quel momento.
Amen
Fede e speranza nella gloria che ci attende. Devozione nel ripetere l’Amen della sottomissione alla Volontà di Dio e dell’unione al Suo beneplacito in tutte le circostanze della vita, dolorose o liete.

* Don Marcello Antonio STANZIONE, Parroco di Santa Maria Nova

Ave, Maria, gratia plena. Dominus Tecum. Benedicta Tu in mulieribus et benedictus fructus ventris Tui, Jesu. Sancta Maria, Mater Dei. Ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

martedì 19 ottobre 2010

Editrice Ancora Milano, pag. 21-47
Collana la Bussola
“Le sette religiose”
Il fenomeno del New Age e la nuova problematica religiosa

Gianni Ambrosio, Mario Di Fiorino, Gaetano Favaro, Cecilia Gatto Trocchi, Massimo Introvigne, Lorenzo Minuti
Settembre 1996

Fonte come da titolazione
rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio

Gianni Ambrosio

Da alcuni anni si va diffondendo una corrente di pensiero che sostiene che l'umanità sta per entrare in una nuova epoca, con un nuovo modo di considerare la persona umana, la natura, la vita, la realtà tutta. New Age, nuova era, è il nome di questa corrente di pensiero che si presenta come nuova spiritualità e come nuova visione del mondo in grado di affrontare il nuovo millennio e che esprime l'attesa di una realtà totalmente e radicalmente nuova in tutti i settori, oltre che l'impegno per predisporsi psicologicamente e culturalmente a tale realtà ormai imminente o che si ritiene già in corso.
Alla vigilia del nuovo millennio, il fenomeno denominato - o etichettato - New Age suscita un indubbio interesse in tutti i paesi e in tutti gli ambiti. Esso tuttavia si presenta come un fenomeno complesso, fluido e in gran parte sfuggente, per cui non appare facile rispondere alle domande: cos'è concretamente il New Age, cosa si propone, quale è il suo "credo" o la sua visione del mondo?
In effetti, il New Age è una nebulosa di tendenze accomunate dalla visione ottimistica di un futuro che sta per accadere: si sta instaurando un'epoca felice per tutta l'umanità, un'era non materialista, non positivista e neppure religiosa nel senso tradizionale del termine; un'era pacifica e armoniosa, quella dell'Età dell'Acquario che succede all'Età dei Pesci, ritenuta bellicosa dal punto di vista dei rapporti sociali e angosciata a livello individuale; un'era in cui l'uomo, in quanto manifestazione ed epifenomeno della Mente Universale in evoluzione, passa da homo sapiens a homo noeticus ed entra in contatto profondo con le grandi forze della natura e della vita.
Alcune definizioni
Possiamo introdurci alle caratteristiche del New Age attraverso una prima definizione ricavata dal libro più noto sulla nuova era, quello di Marilyn Ferguson, scrittrice e redattrice di riviste, nata nel Colorado nel 1938 e che è diventata con il suo The Aquarian Conspiracy la portavoce del New Age: «Una rete senza capi ma potente sta lavorando per provocare un cambiamento radicale negli Stati Uniti. I suoi membri hanno rotto con alcuni elementi chiave del pensiero occidentale e possono perfino aver spezzato la continuità della storia. Questa rete è la Cospirazione dell'Acquario. È una cospirazione senza dottrina politica, senza manifesto» . Un altro portavoce del New Age, molto noto negli ambienti della nuova corrente di pensiero, David Spangler, alla domanda su cosa sia il New Age, risponde: «Per me la risposta più semplice è che si tratta della condizione che emerge quando vivo la vita in un modo creativo, potente e compassionevole», è «la metafora per l'espressione di uno spirito trasformativo e creativo; [...] una metafora per essere nel mondo in un modo che ci apre alla presenza di Dio - la presenza dell'amore e della possibilità - nel mezzo della vita ordinaria, [...] una dimensione aggiunta alla nostra vita di tutti i giorni» .
Già queste prime definizioni fanno capire le difficoltà che incontra chi esige una risposta precisa alla domanda su cosa sia il New Age. Si aggiunga poi che «l'etichetta New Age è stata applicata in un modo relativamente indiscriminato sia a coloro che la accettano con orgoglio sia ad altri che la considerano un'offesa. In realtà il "movimento" non è tanto un movimento quanto una pluralità di gruppi e di individui che hanno un certo numero di credenze e di orientamenti e che hanno fra loro quello che il filosofo Ludwig Wittgenstein chiamerebbe una "somiglianza di famiglia": i due membri della famiglia possono non assomigliarsi affatto tra di loro, ma entrambi assomigliano a un terzo membro» . In ogni caso, si tratta di una "nuova visione delle cose", anzi di un "nuovo paradigma", per richiamarsi, come Marilyn Ferguson ha fatto, alla teoria delle rivoluzioni scientifiche di T. Kuhn, secondo cui in epoche particolari non si assiste solo a un mutamento di teorie ma a un vero cambiamento del paradigma globale che regge la scienza, come nel caso della fisica, con il passaggio di paradigma dalla fisica newtoniana a quello della nuova fisica. Si tratta dunque di un nuovo schema di pensiero, di una sorta di struttura epistemologica che permette di comprendere e spiegare alcuni aspetti del reale che nel vecchio paradigma non erano spiegati . Questo nuovo paradigma è appunto la "nuova era" che si sta imponendo in ogni settore della realtà.
Si può cercare di delineare meglio i contorni di questa nuova visione delle cose, attraverso alcune definizioni o descrizioni di chi ha studiato il fenomeno.
Secondo due qualificati studiosi, J.R. Lewis e J. Gordon Melton, «il New Age può essere visto come un movimento di risveglio di una comunità magico-occultistica preesistente» . Si tratterebbe, come precisano gli stessi autori, della tradizione teosofica, in particolare dei «teosofi britannici della generazione successiva alla seconda guerra mondiale».
In verità, almeno a partire dagli anni Ottanta, «il riferimento alla tradizione teosofica non è più unico - e in parte è sommerso -, mentre compaiono numerosi elementi nuovi» .
J. Vernette afferma che il New Age è un «insieme di pratiche apparentemente eteroclite, ma unificate da una visione di umanizzazione totale (olistica): tecniche di ampliamento della coscienza e medicina dell'anima; astrologia e channelling o comunicazione con le entità del mondo invisibile; controllo del corpo mediante le arti marziali e mediante la cassa d'isolamento sensoriale o le terapie innocue; controllo della natura con l'arte floreale, l'ecologia e il vegetarianismo. Si tratta di riportare all'unità ciò che era diverso, comprese tutte le religioni, in un sincretismo accogliente ma riduttivo» .
Ugualmente descrittiva la definizione di Terrin, il quale, sostenendo l'interpretazione che il New Age sia la «religiosità del postmoderno» che si afferma come «controaltare» alla secolarizzazione, individua il denominatore comune delle sue multiformi tendenze del New Age «nell'irrazionale, nel superamento dell'esperienza quotidiana del vivere, nella tensione verso una nuova sintesi religiosa "olistica", nel desiderio di ritornare indietro per un equilibrio ecologico e spirituale maggiore» .
Giustamente Introvigne riconosce che il New Age «più che definito - nel senso più rigoroso del termine - può essere descritto», in particolare da tre punti di vista. Dal punto di vista psicologico, «il New Age può essere descritto come la convinzione [...] di essere entrati [...] in un'epoca nuova, che sarà contrassegnata da cambiamenti radicali e qualitativi non in uno solo, ma in tutti i settori della vita dell'uomo». Dal punto di vista sociologico, «il New Age può essere descritto come un network, o meglio come un meta-network», che ingloba un gran numero di network diversi. Dal punto di vista dottrinale, anche la semplice descrizione risulta particolarmente difficile, «tanto più che i suoi promotori si fanno premura normalmente di spiegare che il New Age non è né ha una "dottrina"». Secondo Introvigne, è comunque il relativismo, particolarmente radicale, che caratterizza il New Age dal punto di vista epistemologico: il New Age «sostiene non soltanto che ognuno di noi ha la sua verità, ma che ognuno di noi può letteralmente creare la sua realtà» .
Si potrebbe allungare la lista delle definizioni del fenomeno, rischiando comunque di restare nel vago. Forse una definizione è prematura, essendo il fenomeno assai variegato e soprattutto ancora in fase effervescente, tuttora in mutamento e in divenire, nonostante esista da circa un trentennio. O forse una definizione è impossibile, se risponde al vero quanto ha scritto un critico americano, H. Bloom: «Chi studia il pensiero New Age dovrà rassegnarsi a fare come nel famoso picnic del proverbio, nel quale gli autori portano le parole (qualcuna, se non proprio tutte) e i lettori portano i significati» .
Il sincretismo del New Age
Se difficile, o forse impossibile, è definire il fenomeno, è tuttavia possibile l'analisi di alcuni elementi che caratterizzano i diversi gruppi del New Age che, pur con differenze talvolta rilevanti, sono in attesa della nuova era.
Già è stato sottolineato il carattere decisamente sincretistico del fenomeno che tendenzialmente fa sue le istanze di gran parte delle esperienze religiose, spirituali, filosofiche sia occidentali che orientali.
Da questo punto di vista, la nuova era non ha nulla di nuovo, in quanto troviamo nel passato anche molto antico gli elementi che caratterizzano le principali idee del New Age, come il panteismo, la gnosi, l'esoterismo, l'occultismo. Tuttavia sembra possibile evidenziarne le coordinate fondamentali attraverso le sue radici più prossime, che hanno contribuito a tradurre l'attesa della nuova età nella sua forma attuale.
Nel nostro secolo, il primo che introdusse il termine di Età dell'Acquario fu l'esoterico francese P. Le Court (1871-1954) nel libro L'Ère du Verseau del 1937 , dove formulava la teoria dell'evoluzione della civiltà legata ai segni dello zodiaco (toro per le civiltà egiziane, caldee e cretesi; ariete per ebrei, galli, greci, romani e popolazioni dell'India; pesci per l'era cristiana) per giustificare l'avvento di questa nuova era. L'espressione New Age è invece dovuta ad Alice Bailey (1880-1949), che si staccò dalla Società Teosofica (fondata da H.S. Olcott e H.P. Blavatsky) per fondare la Scuola Arcana, l'Associazione della Buona Volontà Mondiale (1923) e le "reti" di triangoli (1937) in cui tre persone si riunivano quotidianamente in preghiera aspettando il ritorno dell'istruttore o Avatar. Nei suoi scritti è annunciato l'avvento di una età nuova e viene utilizzata l'espressione New Age .
Ma al di là delle sue indubbie radici europee, il New Age può essere considerato un "prodotto" tipicamente americano. Il terreno propizio su cui esso si è sviluppato è quello della California, "culla del New Age" .
Già negli anni Sessanta la commedia musicale Hair aveva cantato "l'avventura di Aquarius", e poi era sorto il movimento "controcultura" degli anni Settanta, con le ondate successive della droga, della rivoluzione sessuale, della Jesus revolution. In California, e particolarmente a Big Sur con l'istituto Esalen, punto di partenza dei movimenti del potenziale umano e "santuario" del New Age, il millenarismo ottimistico ha trovato il terreno fertile: «Se c'è qualcosa che salda i californiani, è in fin dei conti la ricerca di una nuova religione che li leghi tra loro, qualcosa che appaia come soprannaturale [...]. È normale [...] che la Cospirazione dell'Acquario si sia diffusa in seno a una popolazione portata dalla propria ricchezza relativa a sentirsi frustrata da un sogno materialista vissuto nella sua forma più edonistica e in un ambiente pluralista senza i vincoli della tradizione, che accoglie tutte le filosofie, tutti i mutamenti e tutte le esperienze» . Questa è la terra per eccellenza del «sogno americano che ha sempre avuto due facce: l'una rivolta verso tutto ciò che è tangibile e verso il benessere materiale, l'altra rivolta verso gli ideali, verso la vita spirituale, cioè verso la dimensione fantastica» .
Dall'incontro di tradizioni europee e contesto californiano, di teosofia occidentale e spiritualità orientali derivano i temi a cui i "figli dell'Acquario" si rifanno.
Vediamo di esplicitare alcune di queste tematiche in modo da avere una più completa visione d'insieme del nuovo paradigma.
I temi spirituali
Iniziamo con l'evidenziare alcune caratteristiche dottrinali e spirituali di questo "nuovo paradigma", tenendo presente che nel New Age, più che di religione, si parla di spiritualità, in netta antitesi con le religioni organizzate e soprattutto con ogni dottrina religiosa.
Le principali caratteristiche, variamente presenti nelle diverse tendenze e nei diversi network che costituiscono il New Age, sono le seguenti.
Il primo elemento indubbiamente caratterizzante il New Age è il suo sincretismo.
Alcuni elementi delle religioni orientali (Induismo, Buddhismo, Taoismo) vengono valorizzati e integrati con la tradizione esoterico-occultistica occidentale.
Insieme a questa visione sincretistica che spinge al superamento delle religioni tradizionali, in particolare del Cristianesimo, il New Age si presenta radicalmente relativista. Non solo sostiene che tutte le religioni sono valide e che ogni dottrina dogmatica deve essere eliminata, ma afferma anche che occorre lasciare al singolo la possibilità di "costruirsi" la propria religione. «È vero se tu ci credi», questa è la formula per costruirsi la propria religione, in ossequio al principio secondo cui «ciascuno crea la sua realtà».
Se comunque una preferenza per la religione deve essere indicata, la sensibilità del New Age si orienta verso la religiosità pagana, animista, panteista, la religione della Grande Madre. Anche se non è corretto identificare la corrente neopagana, rivolta al pre-cristianesimo con il New Age, proteso verso la futura Era dell'Acquario, tuttavia le convergenze tra il New Age e il neopaganesimo sono notevoli, soprattutto attraverso la neostregoneria, chiamata "Wicca" - forma antiquata di witchcraft, parola che in inglese significa "stregoneria" -, un movimento che si fonda sulla tesi che la stregoneria europea del Medioevo e dei secoli successivi sarebbe una prosecuzione nascosta del paganesimo pre-cristiano .
Alcuni autori evidenziano poi, come caratteristica del New Age, la gnosi, più precisamente la nuova gnosi. Si intende designare, con questo termine, «un tipo di mentalità e un tipo di risposta alle domande di trascendenza dell'uomo, che - in alternativa alla religione propriamente detta - considera il mondo così com'è inesorabilmente degradato e propone una uscita da questo mondo attraverso diverse tecniche che hanno in comune un certo carattere esclusivistico, nel senso che sono originariamente in possesso di un piccolo gruppo di iniziati, decida poi questo o meno di spartirle con altri. Ultimamente la tensione gnostica diventa apocalittica e millenarista, in quanto si crede che la consapevolezza del degrado del mondo da parte di alcuni sia già un indizio della prossimità della fine [...]. L`attesa della fine", come ha notato Filoramo, diventa così l'aspetto forse più caratteristico della gnosi» .
Secondo Filoramo, il New Age è una vera e propria «neognosi popolare», in quanto «rappresenta sulla scena culturale contemporanea il fenomeno che, nel suo complesso, più da vicino si accosta, in sede non soltanto comparata, all'antica gnosi» . In effetti, nonostante la necessaria certa cautela nell'uso di categorie classiche tipiche della storia del cristianesimo, come appunto quelle di "gnosi" e "gnosticismo", per caratterizzare fenomeni moderni assai fluidi e mutevoli, sempre più spesso il New Age viene presentato come neo-gnosi .
Altro elemento caratteristico è la reincarnazione, che i recenti precursori del New Age, come Kardec o la Società teosofica della Blavatsky, hanno accolto sotto l'influsso orientale e divulgato in Occidente .
Il New Age abbraccia la concezione induista che afferma la trasmigrazione delle anime in una ineluttabile sequenza il cui scopo è la liberazione dalla legge del Karma che regola le reincarnazioni.
Il fisico atomico Fritjof Capra tenta di giustificare scientificamente questa concezione affermando che «1'autorinnovarsi - la scomposizione e la costruzione di strutture in cicli continui - è un aspetto essenziale dei sistemi viventi [...]. Dal loro punto di vista 1'autorinnovarsi dei sistemi maggiori è il loro proprio ciclo di nascita e morte. La nascita e la morte ci appaiono ora, perciò, come un aspetto centrale dell'auto-organizzazione, l'essenza stessa della vita [...]. Poiché anche noi siamo nati e siamo destinati a morire, ciò significa forse che siamo parte di sistemi più grandi che si rinnovano di continuo? Di fatto pare che sia proprio così» .
Per quanto concerne la concezione di Dio, il New Age «concepisce Dio in modo del tutto impersonale, come energia costituente il tessuto dell'universo, un universo che scorre indifferentemente seguendo leggi cosmiche (tra le quali quella della reincarnazione).
Tale energia è presente in ogni essere e tutto fa parte di questo organismo vivente. Si tratta quindi non di panteismo, Dio è tutto, ma di pan-en-teismo, Dio in tutto» .
Questa concezione teorizza che «la natura è dotata di pensiero, di coscienza», mentre l'uomo è supposto come un essere composto di spirito immortale, di anima che lo unisce al corpo, e di corpo mortale, involucro esterno che cambia nella reincarnazione.
Conseguenza di questa concezione di Dio è il particolare rapporto con la realtà che è concepita olisticamente e quindi vista come un'unità tra materia, energia e spirito e un'armonia di cui fanno parte Dio, l'uomo, la natura, la terra . Da qui deriva la coscienza ecologica che certamente è uno degli aspetti più significativi per chi si reca ai "santuari" del New Age, come Esalen, sulle colline tra Los Angeles e San Francisco, Findhorn in Scozia, Damanhur in Italia e la comunità "du Jas" in Francia ,
Infine, è da evidenziare il channelling. Per il New Age, le entità superiori - come gli angeli, le fate, i folletti, i deva, i defunti, gli extraterrestri ecc., - si manifestano agli uomini e li istruiscono attraverso particolari canali (channel, da cui "channelling"), fornendo loro "nuovi vangeli" e incamminandoli verso imprecisati e oscuri livelli multipersonali e multidimensionali. Il channelling, forma di nuovo spiritismo, spesso spettacolare, si differenzia dallo spiritualismo classico per due fattori: non contempla il medium che, con varie tecniche tipiche delle sedute spiritiche, interroga lo spirito e non c'è la figura del singolo defunto da interrogare, ma una entità (o insieme di anime).
Le tecniche tradizionali dell'occultismo - dall'astrologia ai tarocchi - sono trasformate: da mezzi per predire il futuro a mezzi di un cambiamento personale, di una fusione della scintilla divina che vive in ogni uomo con l'energia divina di cui ogni essere costituisce un frammento.
Sull'importanza del channelling nel New Age non tutti gli studiosi cono concordi.
Per alcuni, come Terrin, si tratta di una caratteristica secondaria e marginale, resa importante solo dal successo che ha avuto . Per altri, come Vernette e Introvigne, si tratta invece di un aspetto indubbiamente caratterizzante tutto ciò che rientra nel New Age.
Le conseguenze del nuovo paradigma
Secondo Fritjof Capra, «le reti della cospirazione dell'Acquario estendono la loro nuova concezione della realtà e la loro scala di valori a tutti gli ambiti in cui si potrà "cambiare la vita" all'alba della nuova era» .
Questa nuova visione della realtà si fonda sulla consapevolezza dell'essenziale interrelazione e interdipendenza di tutti i fenomeni: fisici, biologici, psicologici, sociali e culturali. A questo proposito può essere utile una breve presentazione dell'applicazione di questo nuovo paradigma ai diversi ambiti della vita, dalla salute alla scienza, dalla psicologia alla società, secondo la possibile evoluzione della società fatta da Capra e dalla Ferguson, tenendo presente che uno dei compiti principali che si prefigge la Cospirazione dell'Acquario consiste nell'agevolare le comunicazioni tra le branche scientifiche apparentemente più eterogenee.
La salute
Nel paradigma acquariano la ricerca della salute significa la ricerca di se stessi. Il paziente viene curato in modo olistico, cioè nella sua totalità, la malattia è considerata il sintomo di un conflitto generato dalla mancanza di armonia, la terapia è volta a ripristinare questa armonia possibilmente senza interventi artificiali quali la chirurgia o farmaci, ma con la "medicina dolce" (psicoterapie, esercizi fisici, regimi alimentari e altri metodi di guarigione non tradizionali come l'agopuntura, la digitopressione, lo yoga, l'omeopatia).
La scienza
La scienza nel nuovo paradigma è anch'essa concepita olisticamente, unificata nelle sue diverse branche. I più convinti sostenitori di questa visione sono Capra e gli scienziati di Princeton .
Viene affermata l'esigenza di un passaggio dalla concezione meccanicistica di Descartes e di Newton a una concezione olistica ed ecologista, che vede l'universo come un tutto interconnesso in cui nessuna parte è più fondamentale delle altre, così che le proprietà di una parte qualsiasi sono determinate da quelle di tutte le parti.
La materia è vista come energia a livello corpuscolare od ondulatorio, che si manifesta come forza dinamica e intelligente, in grado di trasmettere messaggi di alto valore spirituale. La scienza quindi «deve adottare dei canoni "mistici" nella sua interpretazione del mondo: in altre parole, la fisica contemporanea deve avvicinarsi alla mistica se vuole comprendere la realtà. Deve far vedere come in una pietra vi "è una danza inimmaginabile di elettroni" attorno al nucleo. La materia non è morta e non è fissa come si potrebbe credere: è tutta una vibrazione e un incrocio di onde elettromagnetiche. Come si vede, siamo di fronte a una grande e nuova "fenomenologia della materia" che è in movimento, energia, informazione e vita, e per questo suo status è in grado di operare una nuova sintesi tra spirito e materia, tra coscienza e corpo, tra oggetto e oggetto» .
La psicologia
Mentre la psicologia behavioristica era meccanicistica e la psicoanalisi era troppo legata a concezioni statiche e deterministiche fino a non riuscire più a guardare alla personalità sana nel suo sviluppo, all'uomo in movimento verso qualcosa di più alto e nobile, la psicologia del New Age, richiamandosi alla psicologia umanistica di Maslow, intende porre nuove basi alla conoscenza della persona umana, aprendosi a valori che realizzano più a fondo e più pienamente la persona. «Maslow - scrive Terrin - sviluppò una gerarchia dei bisogni includente considerazioni fisiologiche come la fame e il sonno; la sicurezza, l'ordine e la stabilità; il bisogno di appartenenza, l'amore e la stima (il rispetto di sé e il riconoscimento dagli altri). Al culmine di questa scala di bisogni/istanze della persona, Maslow pone il bisogno ineludibile di autorealizzazione dell'uomo secondo le proprie capacità e potenzialità.
Ma per questi ultimi progetti lo psicologo americano fa notare che è necessario "ascoltarsi dentro, nel proprio sé, in ogni momento della vita". Ora si può dire che da questo bisogno di ascoltarsi dentro, che incontra la filosofia e la mistica orientale, oltre a rispondere alle esigenze dei presupposti junghiani, nasce il nuovo orizzonte che va oltre la persona e che viene chiamato pertanto transpersonale: la maturazione psicologica si dimostra così basata su una crescita spirituale dove appaiono sempre più dominanti i temi legati ai valori ultimi, alla coscienza unitiva, alla meraviglia, al significato ultimo, alla trasformazione del sé, all'estasi, alla consapevolezza cosmica. [...] Il gruppo degli psicologi di Esalen che si era intanto costituito si appropriò di tali concetti e soprattutto basò la nuova riflessione circa lo sviluppo delle potenzialità umane in un contesto molto prossimo al mondo orientale, pervenendo lentamente a considerare il proprio sé più profondo come parte integrante del divino stesso o come il divino che è in noi e che ha bisogno di essere messo in atto, di venire a coscienza per portare l'uomo alla piena realizzazione di se stesso» .
L'evoluzione della società
Riguardo all'evoluzione che il nuovo paradigma può portare nei campi della politica, dell'educazione e dell'economia, Ferguson descrive sinteticamente i passaggi dovuti al cambiamento di paradigma:
- nella politica si passa da un paradigma fondato su programmazione, burocrazia e imposizione da parte di un'autorità centralizzata in cui il governo viene concepito come un'istituzione monolitica, razionale e aggressiva, a un paradigma che pone sullo stesso piano leader e individuo, che concepisce un governo decentrato, rispettoso dell'autonomia, dinamico, flessibile, pluralista e incoraggiante tutte le forme di creatività;
- nell'educazione si attua il passaggio da un insegnamento rigido, autoritario, poco intuitivo, che concepisce l'apprendimento come un prodotto, a un insegnamento illimitato rispetto all'età, che pone sullo stesso piano insegnanti e studenti, che stimola l'intuizione, la creatività e l'esperienza diretta; 
- l'economia passa da un paradigma basato sulla rigidità, sulla gerarchizzazione burocratica, sulla frammentazione e delimitazione del ruolo lavorativo, a un paradigma che punta a conservare e riciclare le risorse, flessibile e adattabile, che concepisce il lavoro come mezzo per autorealizzarsi e per esprimere la propria creatività .
Naturalmente il New Age cerca di promuovere concretamente questi cambiamenti radicali. In particolare, la "cospirazione" intende trasformare la scuola e l'educazione: nel 1973 venne fondata la Global Education Associates da Patricia Mische, con lo scopo specifico di far circolare le idee del New Age'' .
Il New Age come ideologia funzionalistica dell'indistinto
Se per ideologia intendiamo una visione semplificatrice e riduttrice della realtà, il collante dei vari network del New Age pare essere fortemente ideologico. In particolare, forse in stretta connessione con l'utilitarismo postmoderno, l'ideologia ottimistica del New Age si basa sulla convinzione che «ogni risposta (ai diversi problemi) va bene, purché sia vissuta come una risposta e si creda che funzioni in quanto tale» .
Sembra che il contrastante mosaico di riferimenti culturali e religiosi cui il New Age si richiama, si regga precisamente su questa convinzione e quindi sulla volontà di usare in modo utilitaristico gli spezzoni di verità qua e là racimolati, spesso interpretandoli in modo riduttivo. Così la prospettiva olistica si trova insieme all'istanza millenaristica, la spiritualità si allea con il vitalismo biocentrico.
Di contro alle distinzioni tipiche delle religioni monoteistiche che distinguono fra Creatore e creatura, fra mondo e uomo, fra anima e corpo, il New Age, con la prospettiva panteistica e monistica, vede il mondo come manifestazione progressiva di un'energia spirituale. Naturalmente la salvezza perde ogni carattere extramondano e tende a tradursi nella ricerca di un benessere spirituale immediato. Ne consegue che è nell'oggi, nell'hic et nunc, che si deve trovare il conseguimento di questa salvezza-benessere, sviluppando nell'uomo quell'energia divina che ogni essere ha in sé e riconciliando mondo e natura, scienza e religione.
Il New Age dà vita, dunque, a una nuova forma di millenarismo ottimistico, che consiste nella convinzione dell'imminente avvento di un'età felice che conduce al compimento della storia. Al contrario del millenarismo tradizionale, che attendeva mutamenti repentini e apocalittici, il millenarismo del New Age fa propria l'idea di un cambiamento di tipo evolutivo, in parte legato al passaggio dalla costellazione dei Pesci a quella dell'Acquario, in parte connesso alla trasformazione della coscienza personale. È infatti sufficiente, secondo il New Age, la trasformazione interiore di un certo numero di persone per provocare automaticamente la trasformazione collettiva, secondo il principio della "centesima scimmia".
La stessa "ecologia profonda", anche nella sua variante di "ecologia transpersonale" che si apre alla possibilità di una simbiosi tra il sé universale che agisce, o si identifica, con la natura e il sé individuale, fa parte della suddetta ideologia, essendo un tentativo di creare una filosofia di vita olistica e radicale: olistica per il drastico e infantile rifiuto di ogni divisione del sapere; radicale, perché vuole andare alla radice delle cose e restaurare nella sua integrità il senso perduto tra uomo e natura .
In questa prospettiva, l'ecologia profonda, al di là del ricorso a espressioni di tipo scientifico, tende alla realizzazione del sé individuale nel sé universale e rientra nel programma esoterico, diventando "ecosofica", volta alla ricerca di una saggezza intorno alla natura: «una filosofia dell'armonia e dell'equilibrio ecologico. La stessa scienza è ridotta a una prospettiva alquanto visionaria, finalistica e organicistica» .
L'ideologia ecologista, facendo leva sulle esigenze ambientalistiche e sulla sensibilità ecologica, costituisce il veicolo attraverso cui il New Age diffonde la sua visione del mondo. Fanno da corollario alle premesse ecologiste le conseguenze dell"`animalismo", che nega la differenza essenziale e qualitativa fra l'animale e l'uomo, perché li considera in realtà manifestazioni dello stesso fluire panteistico di energia.
Anche la spiritualità del New Age appare ideologizzata. Certo, l'aspirazione a una vita più spirituale è presente nel New Age che vede con lucidità i limiti, l'invadenza e la precarietà del benessere, dell'opulenza, del materialismo diffuso. Ma la proposta di spiritualità appare non solo ambigua e confusa, ma anche riduttiva. È sufficiente considerare il mix di religioni orientali, di tradizioni filosofiche-esoteriche, di psicologia transpersonale. Con ragione, M. Fuss ha osservato che il New Age ha una natura "parassitaria": si nutre di un sottofondo religioso e include in modo indifferenziato tutte le tradizioni religioso-culturali, in vista di una religione perenne, elementare, cosmica .
Tale mix, più che ricercare l'unione dei contrari, la coincidentia oppositorum, esalta l'indistinto, mettendo insieme realtà incompatibili, dando vita a una conciliazione fittizia, a una unità apparente e artificiosa dell'uomo e della natura, della scienza e dell'esoterismo .
Nello stesso sviluppo del potenziale umano si possono ricercare mete differenti e contrastanti. Vi può essere, per esempio, l'ascesa per gradi verso il divino attraverso il passaggio di successive dimensioni che l'uomo, secondo l'esoterismo, contiene dentro di sé. Diverso è, invece, lo sviluppo del "sé" come dilatazione dell'io e delle sue capacità e pretese, utilizzato per esempio da artisti o manager per aumentare le proprie capacità professionali e relazionali. In questo caso, peraltro favorito dal New Age, il riferimento a concezioni spirituali appare decisamente strumentale e serve per accrescere il potere individuale, per raggiungere più alti livelli di carriera professionale. Al di là di ogni coerenza morale, si offrono tecniche di spiritualità che vogliono superare l'individualismo, ma che nello stesso tempo lo favoriscono.
Inoltre la spiritualità del New Age appare fondata sul «postulato dichiaratamente biocentrico» che consente di "sciogliere" le contraddizioni tra la psicologizzazione dell'esperienza e il congiungimento con il flusso energetico che anima il tutto, tra tendenze narcisistiche volte all'autorealizzazione e aperture al sé universale.
Infine, il New Age appare ideologico nella stessa proposta di una "religiosità cosmica", "elementare", fortemente eclettica e caratterizzata da un forte richiamo alla magia: «tende a unire tanti elementi religiosi di varie provenienze senza porsi il problema della verità», ricerca «la trascendenza nell'immanenza», favorisce la «salvezza istantanea» .
Il New Age e il Cristianesimo
È probabile che molte espressioni che si trovano attualmente nel New Age siano assai passeggere, legate alla congiuntura socio-culturale, alle mode connesse alla contro-cultura, al fascino dell'Oriente. Ma il fenomeno New Age, considerato nella sua globalità, merita di essere preso sul serio. Non sembra trattarsi di una moda passeggera: è in circolazione da oltre trent'anni, anche se attualmente pare mostrare qualche segno di stanchezza, essendosi esaurita almeno in parte la novità delle sue proposte ed essendo il contesto socio-culturale, soprattutto a livello giovanile, meno sensibile al fascino delle novità spirituali e religiose. Non si tratta neppure di considerare il fenomeno New Age in base ad alcuni gruppi piuttosto irrilevanti o a piccole comunità ove si gioca con i cristalli o si ricorre al channelling spettacolare. Nel New Age vi sono certamente anche questi aspetti da tenere in considerazione, ma vi è pure una vasta attività che coinvolge qualche milione di persone su scala internazionale e che diffonde una specifica visione del mondo con implicazioni ecologiche, filosofiche, politiche e anche tecnologiche.
Osserva H. Bloom che «a questi culti New Age, benché non contino più di trentamila aderenti, guarda con simpatia una moltitudine sterminata» .
Occorre allora cercare di comprendere perché il New Age ha successo, quale è il suo fascino. Certamente il New Age entra in risonanza con la diffusa critica al "vecchio" sistema socio-culturale e offre una proposta di seducente e spontanea autorealizzazione in una dimensione senza limiti.
Il New Age critica in un modo certamente drastico, ma non privo di una certa pertinenza, molti aspetti della socio-cultura moderna: il diffuso materialismo della vita quotidiana, la presunzione della scienza tecnologizzata, l'individualismo egoistico che non si preoccupa degli altri, del futuro e dell'ambiente. Peraltro da questo punto di vista, la critica del New Age nulla aggiunge alla diffusa critica filosofica e sociale, già attuata da diverse correnti di pensiero, nei confronti dei vari positivismi e razionalismi, che, del resto, appaiono in decadenza culturale nell'epoca detta postmoderna.
Tuttavia, pur criticandolo, il New Age non sfugge all'individualismo, anche se, come ha sottolineato R. Hummel, nel New Age si tratta di un «individualismo sincretistico» . In effetti il New Age «porta con sé lo spirito di un'epoca, quasi lo Zeitgeist di un mondo a venire che non intende contrastare un mondo religioso definito, ma porta con sé il desiderio di vivere un altro sogno, dove si possa ritrovare un'unità frantumata utopica e pressoché impossibile, che unisca corpo e spirito, Dio e mondo, teoria e prassi, mito e ragione, vita e morte, religione e rivelazione, mondo di qua e mondo dell'aldilà. Sviluppa in tal modo un'incredibile "teologia dell'identità" senza la minima preoccupazione teologica, ma soltanto in nome di "nuvole di valenza pragmatiche"» .
Nonostante questo orientamento, non sono pochi i teologi che, tenendo comunque conto dell'intonazione spirituale e religiosa del New Age, tentano un dialogo con esso . Il teologo tedesco G. Schiwy sostiene addirittura la compatibilità tra cristianesimo e New Age. Egli afferma che «nulla si oppone [...] a che i cristiani diventino aderenti alla (sic) New Age e gli aderenti alla New Age diventino cristiani».
Schiwy è convinto che ci si trovi «proprio nel periodo di passaggio dall'era cristiana dei Pesci a quella postcristiana, superconfessionale dell'Acquario, che viene connotata come era della sintesi». Ma, da questa "trasformazione della società", il cristiano non avrebbe nulla da temere. Infatti si tratterebbe di un'epoca - preparata da pensatori cattolici come Pierre Teilhard de Chardin e Karl Rahner - «caratterizzata da una più alta, spirituale comprensione della Bibbia» e «da una perfetta Chiesa dello Spirito». Addirittura, secondo Schiwy, «si impone la conclusione: lo spirito dell'Età Nuova è lo Spirito di Dio» .
Se è vero che un serio confronto con il New Age è difficile, essendo possibile che sotto la stessa etichetta circolino cose diverse, è pure vero che alcuni decisivi elementi della nuova era contrastano con i punti fondamentali della dottrina cristiana: anzi, la sua visione del mondo appare in ogni caso assai distante dalla visione del mondo ispirata dalla fede cristiana .
Il relativismo su cui poggia, come fondamento, la dottrina del New Age comporta la negazione radicale dell'esistenza della verità, posizione radicalmente in contrasto con la natura stessa della rivelazione. Afferma il concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione: «Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare Se stesso e manifestare il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto uomo, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura. [...] La profonda verità, poi, sia di Dio sia della salvezza degli uomini, per mezzo di questa rivelazione risplende a noi in Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la rivelazione» . Per la dottrina cattolica la fede è un atto libero, che implica l'assenso dell'uomo e la sottomissione della sua intelligenza e volontà a Dio che è la Verità stessa .
Per il New Age, invece, tutto gravita attorno all'io, e l'eventuale accesso a "Dio" avviene o attraverso 1'esperienzialità soggettiva o attraverso la conoscenza, tramite varie tecniche e sistemi di meditazione, in genere tratti dalle spiritualità orientali.
La Congregazione per la Dottrina della Fede, nel documento sulla meditazione del 1989, ha notato che sia la via della conoscenza sia la via dell'esperienza, proposte dal New Age, cercano di «superare la distanza che separa la creatura dal Creatore» e di «abbassare ciò che viene accordato come pura grazia al livello della psicologia naturale» .
L'idea che il New Age si fa della religione è in contrasto con l'idea di religione presente tradizionalmente nel mondo delle religioni e in particolare nella religione cattolica: Viene innanzitutto negata la religione rivelata e vien poi rifiutata la religione come sistema dottrinale preciso e definito, proponendo una "spiritualità" vaga e di tipo psicologico e sostenendo che tutte le religioni sono uguali nel loro fondo esoterico. La concezione di Dio nel New Age, in contrasto con la Rivelazione di Dio, si colloca in una visione panteistica. Espressamente viene riesumato, aggiornandolo, il panteismo di Spinoza dai sostenitori dell' "ecologia profonda" e da diversi autori del New Age.
L'idea dell'uomo nel New Age è legata al panteismo che considera ogni uomo una "parte" di Dio, quando non sostiene che «noi siamo Dio», per cui ogni distinzione fra Creatore e creatura rischia di essere dimenticata. Naturalmente ciò comporta il rifiuto della dottrina del peccato originale, rifiuto espresso in modo preciso dall'ex domenicano Matthew Fox nel volume Original Blessing, ove critica la dottrina relativa al peccato originale e alla redenzione e imputa a tale dottrina la responsabilità di contribuire essa stessa al peccato, in quanto crea dualismo tra l'uomo e la natura e genera una visione antropocentrica .
Ne consegue che il New Age è condotto al rifiuto della nozione di libertà e quindi di peccato come atto deliberato da parte dell'uomo. Se la parola "peccato" è talora conservata, viene comunque reinterpretata per indicare realtà diverse dal peccato nel senso biblico e della morale cristiana: è considerato "peccato" il "dualismo" o la mancanza di coscienza ecologica. Il relativismo morale considera i comportamenti negativi come "disfunzioni" o "malattie", da cui è possibile rimettersi tramite le terapie "transpersonali".
La visione esoterica di "Cristo come principio divino" e l'attesa di un Cristo-Maitreya che deve venire non paiono conciliabili con la fede cristiana che riconosce in Gesù di Nazaret il Cristo, il figlio di Dio, il Salvatore. Per il New Age che cerca il dialogo con il cristianesimo, Gesù di Nazaret non "è" il Cristo ma "porta il Cristo", è di natura divina, ma tutti gli uomini lo sono: nella migliore delle ipotesi, più di ogni altro uomo, Gesù ha dimostrato in modo eminente la divinità di cui tutti partecipiamo.
Anche i metodi che il New Age propone per entrare in contatto con "il Cristo" o con la scintilla divina interiore, non sono esenti da pericoli, pure dal punto di vista della salute mentale, se è vero che, almeno in alcune correnti del New Age, sono proposti metodi particolari per indurre gli stati alterati o "sciamanici" di coscienza, se non persino l'uso di certe droghe allucinogene. Tra questi metodi per accedere a presunti mondi "superiori" appare particolarmente discutibile il channelling, che, secondo il New Age, potrebbe essere sperimentato da tutti.
La credenza nella reincarnazione mette in pericolo la vera libertà dell'uomo e porta con sé il rifiuto della risurrezione e dell'intera escatologia cristiana.
Quanto alle forme di astrologia praticate nel New Age, esse sembrano assai deterministiche, anche se moderate dalle prospettive "transpersonali" che si ispirano alla psicologia del profondo junghiana. Quando si fa ricorso all'astrologia detta karmica, o reincarnazionista, l'elemento deterministico è molto marcato. In generale, l'astrologia del New Age rimane all'interno di un quadro in cui gli astri inclinano e alla fin fine determinano l'agire dell'uomo. In questa luce, appaiono vaghe le stesse aspirazioni alla pace e alla buona volontà, e generici gli appelli alla solidarietà universale o alla "compassione", se le scelte dell'uomo sono in gran parte determinate dagli astri.

Gianni Ambrosio