venerdì 25 settembre 2009

CAPITOLO DEI SANTI ARCANGELI E SAN MICHELE
Martedì 29 settembre 2009 - ore 21
Chiesa Magistrale di san Giuseppe all'Ospedale (già chiesa Templare di sant'Egidio) Piacenza
e presso la Commanderia Santa Croce di Cremona, La Domus San Michele Arcangelo di Lecce e la Domus SS. Apostoli di Padova, con partecipazioni private a Como, Verbania, Parma e Napoli

sabato 12 settembre 2009

Oremus pro Pontifice nostro Benedicto

Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius
RIFLESSIONI AD UN ANNO DALLA DICHIARAZIONEDELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

INCONCILIABILITÀ TRA FEDE CRISTIANA E MASSONERIA

Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicava una dichiarazione sulle associazioni massoniche (cfr AAS LXXVI [1984] 300).


A poco più di un anno di distanza dalla sua pubblicazione può essere utile illustrare brevemente il significato di questo documento.
Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella Enciclica «Humanum Genus» di Leone XIII (20 aprile 1884), il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano «Custodi» (8 dicembre 1892) egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra».
Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni 1970‑1980 la S. Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa.
Ora lo studio più approfondito ha condotto la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell’inconciliabilità di fondo fra i principi della massoneria e quelli della fede cristiana.
Prescindendo pertanto dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.
A partire da questo punto di vista dottrinale, in continuità del resto con la posizione tradizionale della Chiesa, come testimoniano i documenti sopra citati di Leone XIII, derivano poi le necessarie conseguenze pratiche, che valgono per tutti quei fedeli che fossero eventualmente iscritti alla massoneria.
A proposito dell’affermazione sull’inconciliabilità dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio», nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di là dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti.
La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell’Architetto dell’Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente.
In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L’associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo.
Innanzi tutto si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell’arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell’interazione di segni e di idee. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote.
Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante.
In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica.
Per un cristiano cattolico, tuttavia, non è possibile vivere la sua relazione con Dio in una duplice modalità, scindendola cioè in una forma umanitaria - sovraconfessionale e in una forma interna - cristiana. Egli non può coltivare relazioni di due specie con Dio, né esprimere il suo rapporto con il Creatore attraverso forme simboliche di due specie. Ciò sarebbe qualcosa di completamente diverso da quella collaborazione, che per lui è ovvia, con tutti coloro che sono impegnati nel compimento del bene, anche se a partire da principi diversi. D’altronde un cristiano cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, d’altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un «profano».
Anche quando, come già si è detto, non vi fosse un’obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, «al quale cara è la sua fede» (Leone XIII).
Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell’atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un’istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell’orientarsi dell’uomo all’eterno.
La tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L’opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale.
Proprio considerando tutti questi elementi la Dichiarazione della S. Congregazione afferma che la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».
Con questa ultima espressione, la S. Congregazione indica ai fedeli che tale iscrizione costituisce obiettivamente un peccato grave e, precisando che gli aderenti a una associazione massonica non possono accedere alla Santa Comunione, essa vuole illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica.
La S. Congregazione dichiara infine che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». A questo proposito il testo fa anche riferimento alla Dichiarazione del 17 febbraio 1981, la quale già riservava alla Sede Apostolica ogni pronunciamento sulla natura di queste associazioni che avesse implicato deroghe alla legge canonica allora in vigore (can. 2335).
Allo stesso modo il nuovo documento, emesso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre 1983, esprime identiche intenzioni di riserva relativamente a pronunciamenti che divergessero dal giudizio qui formulato sulla inconciliabilità dei principi della massoneria con la fede cattolica, sulla gravità dell’atto di iscriversi a una loggia e sulla conseguenza che ne deriva per l’accesso alla Santa Comunione. Questa disposizione indica che, malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede Apostolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le autorità ecclesiastiche.
Nel fare questa Dichiarazione, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede non ha inteso disconoscere gli sforzi compiuti da coloro che, con la debita autorizzazione di questo Dicastero, hanno cercato di stabilire un dialogo con rappresentanti della Massoneria. Ma, dal momento che vi era la possibilità che si diffondesse fra i fedeli l’errata opinione secondo cui ormai la adesione a una loggia massonica era lecita, essa ha ritenuto suo dovere far loro conoscere il pensiero autentico della Chiesa in proposito e metterli in guardia nei confronti di un’appartenenza incompatibile con la fede cattolica.
Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli.


http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_ 19850223_declaration-masonic_articolo_it.html

domenica 30 agosto 2009

L'essere Templare non è una filosofia ma uno stile di vita spirituale, morale e sociale. Piu' dello studio e della conoscenza del mitico Ordine, seve l'azione.
Il Templare è un cristiano che assume uno stile di vita che va applicato nel quotidiano, ed in unione, personale e spirituale, con i fratelli e le sorelle.

sabato 22 agosto 2009


MARIA REGINA
A questa dolcissima Madre del Cielo affidiamo il nuovo giorno. Regni lei nei nostri cuori, facendoci sperimentare la vera regalità e la nobiltà dell'animo. Solo i veri devoti della Madonna sono anche uomini e donne capaci di una signorilità interiore ed esteriore di cui tutti abbiamo bisogno oggi. Buona giornata nel nome del Signore e della Vergine Santa

La festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XII nel 1955. Si celebrava, fino alla recente riforma del calendario liturgico, il 31 maggio, a coronamento della singolare devozione mariana nel mese a lei dedicato. Il 22 agosto era riservato alla commemorazione del Cuore Immacolato di Maria, al cui posto subentra la festa di Maria Regina per avvicinare la regalità della Vergine alla sua glorificazione nell'assunzione al cielo. Questo posto di singolarità e di preminenza, accanto a Cristo Re, le deriva dai molteplici titoli, illustrati da Pio XII nella lettera enciclica “Ad Coeli Reginam” (11 ottobre 1954), di Madre del Capo e dei membri del Corpo mistico, di augusta sovrana e regina della Chiesa, che la rende partecipe non solo della dignità regale di Gesù, ma anche del suo influsso vitale e santificante sui membri del Corpo mistico.Il latino "regina", come "rex", deriva da "regere", cioè reggere, governare, dominare. Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l'Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro. E tuttavia proprio in quella circostanza ella costituisce l'anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo. Maria è regina perché è madre di Cristo, il re. Ella è regina perché eccelle su tutte le creature, in santità: "In lei s'aduna quantunque in creatura è di bontade ", dice Dante nella Divina Commedia.Tutti i cristiani vedono e venerano in lei la sovrabbondante generosità dell'amore divino, che l'ha colmata di ogni bene. Ma ella distribuisce regalmente e maternamente quanto ha ricevuto dal Re; protegge con la sua potenza i figli acquisiti in virtù della sua corredenzione e li rallegra con i suoi doni, poichè il Re ha disposto che ogni grazia passi per le sue mani di munifica regina. Per questo la Chiesa invita i fedeli a invocarla non solo col dolce nome di madre, ma anche con quello reverente di regina, come in cielo la salutano con felicità e amore gli angeli, i patriarchi, i profeti, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini. Maria è stata coronata col duplice diadema della verginità e della maternità divina: "Lo Spirito Santo verrà su di te, e la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. Per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio".

Autore: Piero Bargellini - web.santiebeati.it

lunedì 10 agosto 2009


Maria, Assunta in Cielo per restarci sempre accanto

Articolo tratto dalla rivista Madre di Dio di don Gabriele Amorth

Il mariologo-esorcista ci spiega la pagina del "Vangelo di Maria" riguardante la verità più profonda dell’Assunzione della Vergine.

Celebrando, nelle nostre calure ferragostane, la festa di Maria Assunta in Cielo, ci torna caro pensare che la vera partecipazione della Vergine all’evento pasquale di Gesù sia stata proprio la sua assunzione. Ma, più che vedere in questo evento il singolare privilegio di Maria che "come in Cielo, glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (cfr. 2Pt 3, 10)" [Lumen gentium, 68], preferiamo mettere in rilievo il segno del suo servizio al piano della salvezza. In altri termini, Maria ha ricevuto da Gesù una nuova missione, che durerà fino alla fine del mondo: la maternità su tutti gli uomini, in ordine alla salvezza. La sua missione sulla terra non è finita, come è finita per gli altri uomini, che potranno solo contribuire con la preghiera nella Comunione dei Santi. Era dunque necessario che si trovasse nella completezza della sua persona, fatta di anima e corpo, per adempiere a questa nuova missione verso di noi… Ora, il corpo di Maria – come il corpo di Gesù – non è più legato ai vincoli di spazio e di tempo. Per cui la loro presenza, accanto a ciascuno di noi, è incessante. Per offrirne un esempio, ripenso alle varie apparizioni di Gesù risorto: dava l’impressione di arrivare, di partire, anche se le porte erano chiuse… E la realtà è che Gesù ha detto che resterà sempre con noi, fino alla fine dei tempi (cfr. Mt 28, 20), per cui è sempre presente. La stessa cosa avviene per Maria. In più, non solo la sua presenza non ha più limiti di spazio e di tempo, per cui sulla terra viveva solo in un posto e con limiti temporali che abbiamo tutti; per questo anche l’attività poteva essere solo limitata dalle ore che passano e non ritornano. Adesso non è più così. La sua attenzione materna verso di noi non ha limiti e – come si esprime il Vaticano II – è un’opera che "continua fino a che (tutti gli uomini) non siano condotti nella patria beata" [Lumen gentium, 62]. In tal modo ci è facile comprendere i motivi e le conseguenze dell’Assunzione di Maria: assunta in Cielo, è viva, è vera nostra madre che sta sempre accanto a noi con una presenza quanto mai attiva, anche se non la vediamo; ma è una presenza costante e piena, perché non è più legata alle limitazioni della vita terrena. È una presenza materna ed efficace, in ordine alla salvezza, per cui noi la comprendiamo attraverso i titoli con cui ci rivolgiamo a lei: Mediatrice di ogni grazia, Rifugio dei peccatori, Avvocata nostra, Aiuto dei Cristiani… Perciò, invocare la Madonna Assunta in Cielo apre il cuore dei credenti a uno slancio coraggioso e lo riempie di quella gioia che regna nei Cieli e che è destinata fin da ora a tutta l’umanità. Perché dal fatto di credere che Maria ci è sempre accanto e la sentiamo vicina, anche se non la vediamo, nasce il continuo e fiducioso ricorso a lei. Sapremo solo in Cielo quanto le siamo costati e ciò che Ella ha fatto per noi: i pericoli dai quali ci ha salvato, i suggerimenti che ci ha dato, le forze che ci ha infuso, le grazie che ci ha ottenuto; e tutto questo senza che neppure ce ne accorgessimo! Chi riflettesse seriamente a questa verità della costante presenza accanto a noi di Gesù e di Maria vivrebbe certo di grande speranza e di fiducia piena.

venerdì 7 agosto 2009

Padre Livio
Tanto per non cambiare:
L'ennesimo polverone su Medjugorje

Cari amici,
la superficialità, mista a mala fede, cui con i mass media hanno sollevato l'ennesimo polverone su Medjugorje, mi obbliga, come studioso e testimone del fenomeno, oltre che come servitore inutile della Regina della pace, a fare alcune precisazioni per iscritto, dopo averle fatte al microfono
Il documento (riservato) della riduzione alla stato laicale dell'ex francescano ( concessa su sua richiesta) è stata messo sul nostro sito internet già dal marzo 2009. L'ex francescano con la sua comunità era sotto inchiesta da parte della Chiesa dal 1988. Dopo la sospensione a divinis (2008) è arrivata la riduzione alla stato laicale (2009). Se non ottempera ad alcune disposizioni della S. Sede potrebbe un domani arrivare la scomunica. ( I Documenti ufficiali sono tutti pubblicati nel nostro sito internet).
Ciò che la S. Sede contesta all'ex francescano non sono le sue attività pastorali a Medjugorje, dove ha svolto, con altri frati, l'ufficio di coadiutore parrocchiale ( non quindi di parroco ) dall'autunno 1981 al settembre 1985, ma le sue attività in Italia, dal 1988 al 2008, quando lui ha dato vita a una sua personale comunità religiosa.
Nei tre anni e mezzo che è stato a Medjugorje l'ex frate ha svolto un'attività parrocchiale centrata soprattutto su un gruppo di preghiera giovanile, al quale però non hanno mai partecipato i sei veggenti, eccezione fatta per Marija, che partecipava sia al gruppo parrocchiale sia a quello guidato direttamente dalla Madonna mediante il veggente Ivan.
Infatti la Madonna, a partire dal 1982, si è formata lei stessa un gruppo che guidava personalmente mediante due apparizioni straordinarie alla settimana. A tale gruppo di preghiera, guidato dalla Madonna, partecipavano numerosi giovani e tre veggenti: Ivan, Marija e Vicka. Ivanka e Jakov non partecipavano a nessun gruppo. Tale gruppo è tuttora operativo.
E' quindi un'affermazione che non corrisponde alla verità sostenere che l'ex frate sia stato la guida o l'assistente spirituale dei veggenti. Non è corretto neppure metterlo in rapporto col "fenomeno Medjugorje" dal momento che vi manca da 23 anni.
Egli non ha mai ricoperto l'ufficio nè di guida spirituale, nè di assistente spirituale, nè di confessore dei sei veggenti. Più tardi la sola Marija P. si è scelta un direttore spirituale nella persona di Fra Slavko.
Colui che i mass media chiamano disinvoltamente la guida o l'assistente spirituale dei sei veggenti, in realtà, a partire dal 1985 fino all'attuale provvidenziale condanna, ha cercato di sosituirli con altre veggenti che egli si era associato alla guida della sua comunità.
Al riguardo il P. Provinciale dei Francescani di Erzegovina. Dr. fra Ivan Sesar - ha affermato: "Questo provincialato non ha mai raccomandato né nominato alcuno come guida spirituale dei ragazzi. Penso che nemmeno i parroci di Medjugorje abbiano mai avuto questo mandato di essere guida spirituale dei veggenti. Il fatto è che alcuni frati erano loro confessori, avevano con loro e le loro famiglie un rapporto amichevole e questo si può capire. Chi è amico di chi, oppure chi è la guida spirituale, dovete chiederlo voi stessi ai veggenti. In questi giorni si è potuto leggere nei media che alcuni dei veggenti lo hanno negato categoricamente" ( Dal quotidiano croato Vecernji list - 14-09- 2008).
La verità è che l'ex frate si è presentato da se stesso, in una lettera del 1984 a Giovanni Paolo II, come la guida spirituale dei veggenti. Egli si è autonominato tale, nell'illusione di influenzarli, salvo poi a sceglierne altri di suo gradimento.
I veggenti di Medjugorje, come i due bambini di La Salette, come Bernadette, come i veggenti di Fatima, ecc...hanno avuto ed hanno nella Madonna la loro guida. Infatti dopo 28 anni di apparizioni sono dei bravi cristiani che non hanno mai deviato dalla fede.

Vostro Padre Livio

PS Nel nostro sito internet http://www.radiomaria.it/ sotto Medjugorje -Documenti trovate un'ampia documentazione.

Nella home page in fondo a destra potete scaricare la mia trasmissione in radio al riguardo.Per contrastare la disinformazione del circuito mass-mediatico diffondiamo il più possibile questo testo.

mercoledì 5 agosto 2009

VIVA DIO, SANTO AMORE!

I Templari, con la loro regola austera e con la loro disciplina, riflettevano le aspirazioni profonde dei loro contemporanei e forse anche quelle di molti nostri contemporanei.

Essere degni di un mantello bianco simboleggiava infatti essere uomini degni di se stessi, degni di quell’universo interiore voluto da Dio, che ognuno di noi riceve in sé nascendo, e che si purifica mediante il Battesimo. Ancora oggi è questo lo spirito del Tempio, uno spirito sopravvissuto alla distruzione, uno spirito che non solo è ancora vivo, ma che non è neanche prossimo a morire.

fra Gianni Battini - precettore d'Italia

Immagine tratta dall'Evangelario Templare realizzato a Piacenza e conservato nell'archivio capitolare del Duomo di Modena

martedì 4 agosto 2009

AFFIDAMENTO, ABBANDONO, ALLEANZA


Fratelli e sorelle, ci siamo volontariamente arruolati in questa nostra Congregazione per essere dei Milites Christi e per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo. Abbiamo dichiarato di essere innamorati della Verità e che sappiamo che nulla succede a caso, che nulla è impossibile a Dio e che senza di Lui non possiamo fare nulla. Adesso è il momento di dimostrare che sappiamo mantenere la parola data. Per questo dobbiamo:

1 affidarci a Cristo

2 abbandonarci a Cristo

3 allearci a Cristo

Attraverso la Fede e la Speranza otterremo la Vittoria e quindi la gioia piena.

Spesso però, le difficoltà che la vita ci riserva, ci paiono immense. E' come solcare il mare in tempesta e vedere la propria barca agitata dalle onde. Abbiamo paura. Vorremmo fuggire, abbandonare tutto.

Si tratta della stessa esperienza fatta dai discepoli mentre Gesù “se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva” (Cfr. Mc 4,35-41). Egli ascolta il grido dei discepoli e, stupito per la loro incredulità, ordina al vento di cessare e al mare di calmarsi.

Anche noi oggi procediamo sul mare in tempesta e anche noi, come i discepoli, abbiamo poca fede. Ma come possiamo pensare di affondare, sapendo che il Signore è con noi? Se Lo abbiamo posto al centro della nostra vita, nulla può farci paura. Dio non ci abbandona mai! Come i discepoli, anche noi abbiamo il diritto di svegliare il Maestro. Per questo non dobbiamo mai smettere di chiamarlo, di pregarlo con insistenza, ma anche con la certezza di chi sa che Lui c'è e non può non intervenire.
Grazie Gesù, con te nella nostra vita siamo al sicuro. Nessuna tempesta può farci affondare. Insieme a te raggiungeremo sani e salvi il porto!


fra Gianni Battini - precettore


Preghiera allo Spirito Santo


O Spirito Santo,
anima dell'anima mia,
in te solo posso esclamare: Abbà, Padre.

Sei tu, o Spirito di Dio,
che mi rendi capace di chiedere
e mi suggerisci che cosa chiedere.

O Spirito d'amore,
suscita in me il desiderio
di camminare con Dio:
solo tu lo puoi suscitare.

O Spirito di santità,
tu scruti le profondità dell'anima
nella quale abiti,
e non sopporti in lei
neppure le minime imperfezioni:
bruciale in me, tutte,
con il fuoco del tuo amore.

O Spirito dolce e soave,
orienta sempre più
la mia volontà verso la tua,
perchè la possa conoscere chiaramente,
amare ardentemente
e compiere efficacemente. AMEN


[San Bernardo di Chiaravalle]

4 agosto festa di

SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY
CURATO D'ARS

ore 19 - Santa Messa - Chiesa Magistrale "San Pietro in Tranquiano", Agazzano (PC)

Nacque a Dardilly, presso Lione nel 1786. Fin da piccolo ama la solitudine ed è timorato di Dio, ma a Parigi a causa della rivoluzione non si può pregare, così i suoi genitori lo portano ad ascoltare Messa in un granaio fuori città. La pena per i preti sorpresi a celebrare Messa è la ghigliottina. Ciò nonostante il desiderio di Giovanni Maria è quello di diventare prete. A dicciasette anni riesce per la prima volta ad andare a scuola, dove con l'aiuto di un prete amico che crede nella sua vocazione, prova a seguire gli studi, ma con scarsi risultati. Le difficoltà divengono insormontabili quando si tratta di affrontare, in seminario, gli studi di filosofia e di teologia. A Grenoble, nel 1815, a ventinove anni, viene finalmente ordinato. Fu parroco di Ars nella diocesi di Belley, per circa quarantadue anni e il suo ascendente è ancora vivo nella parrocchia che ha santificato con il suo apostolato. Là fece rifiorire mirabilmente con l’efficace predicazione, con la mortificazione, la preghiera, la carità. Numerose furono le anime che si rivolsero al santo sacerdote, il quale giunse a trascorrere ore e ore in confessionale. Fu ammirabile nella devozione a Maria, al rosario, all’eucaristia. Estenuato dalle fatiche, macerato dai digiuni e dalle penitenze, nel 1859 terminò i suoi giorni nel bacio del Signore. Prima ancora che Pio XI lo iscrivesse nell’albo dei santi e lo proclamò patrono del clero, Ars era diventata meta di pellegrinaggi.

Dal "Catechismo" di san Giovanni Maria Vianney sacerdote

Fate bene attenzione, miei figlioli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra. La preghiera nient'altro è che l'unione con Dio Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! E' una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito. Figlioli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nel l'anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell'uomo che non si avverte più la su lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso percorrere lunghi tratti di strada; allora pregava il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo. Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente `nella preghiera come un pesce ne l'onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. No c'è divisione alcuna nel loro cuore

venerdì 24 luglio 2009

SERATA TEMPIO

Mercoledì 29 luglio
Chiesa Magistrale della "Madonna del Buon Consiglio", Negri di Bramaiano – Bettola (PC)
La serata è aperta a tutti. E' gradita la conferma per l'agape. Costo approssimativo 10 euro max.

PROGRAMMA

ore 19,00 accoglienza;ore
ore 19,30 agape
ore 21,00 Tempio - Sacra Scrittura - tema trattato: "La via cavalleresca templare. Affidamento, Abbandono, Alleanza"
ore 23,00 meditazione e preghiera

MEDITAZIONE

San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa - Introduzione alla vita devota, III, 19

« Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro » (Gv 11,5)

Ama tutti con un grande amore di carità, ma legati con un rapporto di amicizia soltanto con coloro che possono operare con te uno scambio di cose virtuose... Se lo scambio avviene nel campo delle scienze, la tua amicizia sarà, senza dubbio, molto lodevole; più ancora se il campo sarà quello delle virtù, come la prudenza, la discrezione, la fortezza, la giustizia. Ma se questo scambio avverrà nel campo della carità, della devozione, della perfezione cristiana, allora sì, che si tratterà di un'amicizia perfetta. Sarà ottima perché viene da Dio, ottima perché tende a Dio, ottima perché il suo legame è Dio, ottima perché sarà eterna in Dio. È bello poter amare sulla tetra come si ama in cielo, e imparare a volersi bene in questo mondo come faremo eternamente nell'altro. Non parlo qui del semplice amore di carità, perché quello dobbiamo averlo per tutti gli uomini; parlo dell'amicizia spirituale, nell'ambito della quale, due, tre o più persone si scambiano la devozione, gli affetti spirituali e diventano realmente un solo spirito. A ragione quelle anime felici possono cantare: «Com'è bello e piacevole per i fratelli abitare insieme» (Sal 132,1)... Mi sembra che tutte le altre amicizie siano soltanto fantasmi a confronto di questa... Per i cristiani che vivono tra la gente del mondo e abbracciano la vera virtù, è indispensabile stringere un'alleanza reciproca con una santa amicizia; infatti appoggiandosi ad essa, ci si fa coraggio, ci si aiuta, ci si sostiene nel cammino verso il bene... È fuor di dubbio, e nessuno si sogna di negarlo, che Nostro Signore nutrisse un'amicizia più tenera e personale per Giovanni, Lazzaro, Marta, Maddalena; lo dice la Scrittura.

giovedì 9 luglio 2009

E V E N T O I N T E R N A Z I O N A L E


A Calendasco si parla di

Cristiani perseguitati

Nel Dossier di preparazione all'evento di Calendasco, abbiamo inserito anche alcune testimonianze da altri Stati del mondo, per dare l'idea della vastità del fenomeno della persecuzione ai cristiani e non solo!

Leggete il sottostante articolo di padre Piero Gheddo
del Pontificio Istituto Missioni Estere

Il caso del Pakistan è uno dei più gravi,
perché si può dire che le Chiese cristiane sono veramente perseguitate, in modo così sistematico e organico che sembra si vogliano eliminare i cristiani dallo stato pakistano.
E questo non per dei governi totalitari che perseguitano il cristianesimo (come Cina, Vietnam, Iran e Arabia Saudita), ma perché la grande maggioranza del popolo pakistano segue l’onda dell’islam estremistico, che vede nel cristianesimo il nemico numero uno.
Il Pakistan ha 160 milioni di abitanti per circa 800.000 kmq, quasi tre volte l’Italia. Ci sono stato tre volte e l’ho visitato bene. E’ un paese turisticamente molto bello (con le montagne più belle del mondo, fra le quali la seconda cima, il K2) e grandi possibilità di sviluppo per le terre e le risorse naturali di cui dispone. Ma è un paese quasi totalmente islamico e come sapete l’islam non si è ancora integrato nel mondo moderno e ostacola lo sviluppo.
Il Pakistan, che possiede la bomba atomica, ha ancora un 54% dei suoi abitanti che sono analfabeti e le donne più dell’80%.
La persecuzione anti-cristiana ha radici soprattutto politiche, nel senso che partiti e movimenti islamici strumentalizzano la fede popolare per conquistare il potere, educando il popolo a vedere nell’Occidente cristiano il nemico numero uno dell’islam. Nel 1947 il Pakistan è nato come stato laico e la sua Costituzione ancor oggi concede libertà religiosa e di pensiero. Ma in 60 anni, a poco a poco, la forza dei partiti e movimenti islamici ha conquistato i suoi spazi fra un popolo in buona parte povero e poco istruito, fino a dominare la cultura nazionale e quindi anche l’orientamento politico.
Il Pakistan è una contraddizione vivente: da un lato concede libertà di stampa e di religione, i governi proteggono le minoranze religiose e i cristiani, anzi, ci sono leggi apposite che li proteggono, finanzia le scuole cristiane (le migliori del paese); dall’altro, la realtà concreta quotidiana è persecutoria, per mille motivi non facili da spiegare.
Due le leggi su cui si basa la situazione persecutoria dei cristiani: la legge contro la bestemmia (1986) e la legge che nel 1991 ha stabilito il Corano (cioè la Sharia) come legge di stato, in teoria da applicare solo ai musulmani, in pratica spesso usata anche contro i cristiani.
Un rappresentante delle Chiese protestanti, incontrato nella casa episcopale di Rawalpindi nel 1982 dov’era venuto per un incontro ecumenico, mi diceva: “Noi cristiani, in una società così rigidamente e totalmente islamica, siamo un po’ come una escrescenza, una verruca su un corpo sano. Ci lasciano vivere, ma ci sentiamo sempre estranei alla vita nazionale, specie da quando governo e stampa insistono sempre sull’identità fra islam e Pakistan. Il buon pakistano è un fedele dell’islam, si ripete continuamente e si insegna nelle scuole fin dalla più tenera età. E noi chi siamo?”.
L’amico luterano temeva, nel 1982, un peggioramento della situazione e mi faceva vedere un’opera del Mawlana Mawdudi, il grande saggio musulmano e ideologo dello stato pakistano, sulla quale si legge che l’islam è ideologia dello stato, dando a questa parola non il significato negativo che ha in Occidente, ma positivamente vuol dire che “l’islam è l’ideale della nostra patria”, fondamento comune a tutti i cittadini. Secondo Mawdudi, mi diceva sempre l’amico luterano pakistano, queste sono le norme per le minoranze religiose:
1) I cittadini si dividono in musulmani che credono nell’ideologia di stato e altri che non ci credono. Solo i primi sono titolari di pieni diritti civili.2) I non musulmani possono essere chiamati a collaborare nell’amministrazione dello stato, ma non possono avere responsabilità politiche e amministrative rilevanti.3) Essi hanno i diritti che sono concessi loro dalla “Sharia”, la legge coranica o legge islamica.4) Per i non musulmani rimane sempre la porta aperta di aderire ai princìpi dell’islam e di diventare così cittadini come gli altri.
Nel 1982 l’islam era ormai l’elemento unificante della nazione pakistana e le cerimonie religiose in qualsiasi atto pubblico sono ancor oggi obbligatorie sempre e ovunque. Non solo ma i segni del dominio islamico nella società si moltiplicano: donne velate, bambine rifiutate a scuola e ragazze all’università, tribunali islamici che giudicano fatti civili e matrimoniali secondo la legge islamica e con valore civile, cultura popolare e nazionale fortemente anti-occidentale e anti-cristiana.
La situazione è peggiorata anche perché i governi, teoricamente laici, quando ci sono difficoltà di vario genere per il paese (economiche, lotte tribali, presenza delle basi dei telebani afghani ai confini con l’Afghanistan, guerra latente con l’India per il possesso del Kashmir), si appoggiano all’islam, e trovano l’accordo e il consenso di tutto il popolo.
Per cui, ad esempio, la “Legge contro la bestemmia” che prevede il carcere e anche le pena di morte per chi offende Allah, il Corano o Maometto, può essere usata contro i cristiani che danno fastidio, anche per problemi sociali ed economici, per invidie e vendette. Bastano due musulmani che testimonino davanti ad un giudice che un cristiano ha commesso questo crimine e subito scatta il carcere o addirittura la pena di morte!
Il direttore del settimanale cattolico del Pakistan, incontrato a Jakarta pochi anni fa, mi diceva che nei loro articoli e notizie non citano mai né Allah né il Corano né Maometto e anche tra i cristiani queste sono parole proibite. I sacerdoti nella predicazione non citano mai parole che si riferiscono all’islam, possono essere interpretati male e sono guai. (Lo stesso ho sentito in Indonesia e Malesia da parte dei giornali cattolici locali).
Dalla sua introduzione nel 1986 fino ad oggi, la legge sulla blasfemia ha prodotto circa 5.000 denunzie, delle quali 560 terminate con una condanna da un minimo di cinque anni di carcere fino all’impiccagione. Altre trenta cause sono in attesa di giudizio.
Le condanne riguardano fedeli cristiani e fedeli “ahmadis”, appartenenti alla setta islamica eretica “Ahmadiyya”.
A volte i presunti colpevoli sono stati uccisi da estremisti religiosi anche sotto la custodia degli agenti di polizia, prima ancora che il tribunale li giudicasse.
Secondo il salesiano spagnolo padre Ruiz, il motivo principale per l’oppressione dei cristiani risiede nella grande povertà della popolazione, che impedisce a molti genitori di assicurare ai propri figli (generalmente numerosi) una formazione scolastica o che li porta ad affidarli alle madrasse, che in genere non sono soggette ad alcun tipo di controllo. E’ così che adolescenti di 8-13 anni sono educati in queste scuole coraniche, dove, afferma il sacerdote, “le loro passioni, energie e frustrazioni vengono incanalate verso l’odio”.
Padre Piero Gheddo PIME

Nuove conversioni
Si calcola che sono oltre 250 milioni i cristiani che vivono in situazioni di rischio a causa della loro fede. 160mila le vittime ogni anno, semplici fedeli, sacerdoti, suore. Sono oltre 600 i missionari trucidati negli ultimi quindici anni.

Eppure, ed è la cosa più impressionante, più crescono le persecuzioni, più aumentano le conversioni.
Dai Paesi martiri giungono ogni giorno, accanto alle notizie di torture e violenze, testimonianze incredibili di fedeltà alla Chiesa e aumenta in modo vertiginoso il numero delle vocazioni.
Come in Cina, nell’Hebei, dove è più accanita la violenza anticattolica, dove settanta sacerdoti operano in clandestinità e ci sono 140 studenti di teologia nel seminario della Chiesa sotterranea.
È la profezia che Giovanni Paolo II intuì il 13 maggio del 1981, il giorno in cui fu colpito dalla pallottola sparata da Alì Agca. Il terzo segreto di Fatima, rivelato all’inizio del nuovo millennio: una lunga scia di martiri, guidati dal vescovo vestito di bianco, anch’egli martire, che nutre con il suo sangue la Chiesa di Dio.

TURCHIA
Accuse infondate contro cristiani.
Portato per le lunghe un processo contro due cristiani, ex musulmani, Hakan Tastan e Turan Topal, accusati, da ultranazionalisti di aver "insultato l'onore della Turchia".

Il processo ha luogo a Silivri, città che dista 45 miglia a ovest da Istanbul.

Il nuovo giudice del caso, ha ordinato la deposizione di altri 12 testimoni. Questi dovranno ricomparire il prossimo 13 marzo. Il giudice precedente aveva negato ad alcuni di questi di parlare al processo, perché ritenuti non credibili per le testimonianze contraddittorie che tentavano di portare al processo.

Un anno fa era stata dichiarata l'innocenza dei tre cristiani e proposta la loro liberazione, perché non c'era alcuna evidenza contro di loro. Non avevano maledetto in alcun modo la nazione Turca e tanto meno l’Islam.

Gli accusatori avrebbero trovato nei computer dei cristiani, i nominativi di molte persone che avevano richiesto letteratura cristiana o di essere visitati.

"Un anno è passato, e la corte ha già ascoltato tutte le testimonianze su ambi lati di questo caso", ha detto l'avvocato Haydar Polat, "ma è chiaro, che la corte progetta di continuare questo processo infondato per almeno un anno o più".

Dall’aprile scorso, da quando cioè sono stati massacrati i tre cristiani di Malatya, si è registrato un aumento di attacchi, a livello individuale, contro i cristiani della nazione.I cristiani turchi hanno da poco iniziato una campagna di protesta contro la cultura dell’odio messa in atto dai media, infatti proprio negli ultimi giorni una emittente TV che trasmette un film a episodi molto popolare: “Valle dei Lupi”, ha inserito scene di denigrazione e dicspregio contro i cristiani, dipinti come nemici della società.

NIGERIA
Ancora cristiani uccisi.
Martedì, 11 dicembre 2007, dieci persone sono state uccise e tre chiese sono state incendiate come conseguenza della furia rabbiosa degli studenti musulmani, che dopo aver constatato la rimozione, da parte di ignoti, di due blocchi per la costruzione di una moschea sotto la scuola, hanno agitato gli animi al punto di mettere in atto azioni violente in tutta l'area.

I Musulmani residenti nella zona, sono stati in pieno accordo con le azioni degli studenti e come risultato si sono avute dozzine di case di cristiani danneggiate.

Le tre chiese date in fiamme sono tutte di fede evangelica pentecostale: "Chiesa Elim", "Chiesa dei Riscattati", "Assemblee di Dio".

L'identità di nove delle dieci vittime è stata tenuta segreta dalle autorità di Bauchi, che hanno ordinato agli agenti della sicurezza, il seppellimento dei corpi in una fossa comune.

Il corpo della decima persona è stato identificato da un testimone oculare, solo con il cognome: Bogoro, un agente della sicurezza, un cristiano membro della Chiesa di Cristo nella città di Yelwa.Secondo la testimonianza di un insegnante cristiano, che preferisce restare anonimo per paura di ritorsioni o di sanzioni penali, gli studenti sarebbero confluiti presso il sito della futura moschea gridando: "Allahu Akbar" [Allah è grande], poi hanno cominciato ad attaccare i cristiani nelle loro classi, rompendo sedie e scrivanie, aggredendo i loro colleghi cristiani con coltelli e pugnali.

La realizzazione di una moschea in una scuola di 3.655 studenti, era stata approvata il 2 dicembre scorso, e la costruzione è iniziata proprio nello stesso giorno.

INDIA
Un macabro resoconto annuale.
Con gli oltre 800 attacchi, nel periodo Natalizio, nello stato di Orissa, sale a più di 1.000 il numero complessivo di attacchi nel solo anno 2007. La prima volta dal 1947, anno dell'indipendenza dell'India, che si tocca un tetto simile.Questo è quanto riferisce il rapporto rilasciato l' 8 gennaio scorso, da alcuni leader cristiani, appartenenti al Consiglio Cristiano dell'India e alla Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'India (CBCI) .Almeno 200 gli incidenti denunciati alle autorità: sono state bruciate 730 abitazioni e 95 chiese. Il rapporto parla anche di quattro cristiani uccisi, accertati. Altri sono morti come conseguenza dell'esplosione di violenza avutasi nel distretto di Kandhamal, alla vigilia di Natale. Ci sarebbero anche sei feriti in maniera grave."E' una situazione divenuta molto seria, per il nostro Paese, dal momento che gli attacchi, contro i cristiani, si sono avuti in diverse parti dell'India", ha detto il Dott. Babu Joseph, portavoce del CBCI.
--------------------------------------------------------
Cristiani aggrediti in una riunione.
Mercoledì 16 gennaio, oltre 80 persone sono state aggredite nel corso di una grande riunione cristiana, nello stato di Chattisgarh, distretto di Durg.Un altro attacco ha avuto luogo ieri in un campo missionario nel distretto di Dhamtari, in questo caso una dozzina di cristiani hanno riportato ferite.Gli attacchi degli estremisti indù proseguono, dopo settimane di violenze senza precedenti, nel vicino stato di Orissa. I cristiani affermano che l'attacco avvenuto nel distretto di Durg, è stato di certo programmato, poiché nell'area si stava tenendo una riunione del partito nazionalista indù.Nessuno dei feriti si è fatto male al punto di dover ricorrere al ricovero ospedaliero.

Soltanto uno degli aggressori è stato identificato e arrestato dalla polizia che ha invitato le vittime a farsi vedere alla locale stazione di polizia per identificare tutti gli altri aggressori, molti, però, si sono rifiutati per paura, ritenendo che la reclusione di tali elementi durerebbe poco tempo e poi si avrebbe a che fare con le ritorsioni.

"Gli assalitori, erano appartenenti al gruppo estremista Dharam Sena (Esercito per la Religione), sono venuti con quattro autocarri e hanno picchiato i cristiani presenti alla riunione, inoltre hanno distrutto parti della struttura", ha detto il Rev. Arpan Tarun.

I cristiani hanno fatto ricorso alle autorità per richiedere un maggiore sforzo al fine di garantire l'incolumità dei credenti.Degli oltre un miliardo di abitanti dell'India, l'80 % è di religione indù. Solo il 2,4 % sono cristiani.

Si teme un imminente incremento delle violenze, visto che vi saranno elezioni in almeno 10 stati, incluso il Chattisgarh. Gli attacchi alle comunità cristiane, è parte del programma dei partiti nazionalisti indù.Il Rev. Tarun conferma: "Sembra che noi cristiani possediamo una cittadinanza di seconda classe, nel nostro stesso paese".
-----------------------------------------------------------
Attacchi pianificati contro i cristiani.
A seguito di un rapporto che parla di conversioni forzate al cristianesimo, e sull'onda delle violenze di matrice indù perpetrate con una frequenza senza precedenti, nel periodo di Natale scorso, nello stato di Orissa dove sono stati uccisi almeno quattro cristiani, bruciate 730 abitazioni e 95 chiese, fonti federali dell'intelligence hanno avvisato le chiese cristiane su probabili nuovi attacchi.

Il dipartimento ha intercettato una lettera di un estremista nazionalista indù, in cui si incita ad un rinnovato sforzo per creare tensione nel distretto di Kandhamal, nel vicino stato di Chhattisgarh.Questo è quanto riferisce il rev. Babu Joseph, portavoce della conferenza dei vescovi cattolici d'India. Joseph ha detto che la lettera, era stata scritta da un un uomo, Murari Lal, appartenente al Rashtriya Swayamsevak Sangh, (RSS), ai suoi colleghi.

Nella lettera si parla di un progetto denominato "Missione 2008."La nostra speranza è di creare nello stato di Gujarat il clima che abbiamo creato a Orissa", viene citato nella lettera, "anche nei distretti di Jashpur e Sarguja e nello stato di Chhattisgarh, abbiamo creato un buon ambiente anti cristiano ...".

I cristiani, nella lettera vengono denominati "i mangiatori delle vacche", e per questa ragione in più devono essere puniti. Si ricorda che tale animale è considerato sacro dalla religione indù.

BANGLADESH
Una donna bruciata prima del suo battesimo. E' rimasta viva.
Il 7 gennaio scorso a Dhaka, alcuni aggressori, ignoti, hanno cercato di bruciare un anziana donna di 70 anni, dopo aver appreso che il mese prossimo, si sarebbe fatta battezzare, per testimoniare della sua conversione al cristianesimo.
Rahima Beoa, che abita nel distretto a maggioranza islamica di Rangpur, ha sofferto scottature per oltre il 70 % del suo corpo. Khaled Mintu, supervisore del distretto regionale della Chiesa Isha-E-Jamat del Bangladesh, ha detto: "E' stata una cospirazione diabolica per fermare la sua conversone". Beoa è suocera di Ashraful Islam, convertitosi anche lui al cristianesimo insieme alla moglie due anni fa. Anche allora i parenti più prossimi e i vicini di casa sono stati in collera con la coppia per aver abbandonato l'Islam.

Pakistan
Cristiani evangelici malmenati e feriti.Alcune famiglie cristiane sono dovute fuggire nel Punjab, una regione del Pakistan, dopo che una folla di persone armate ha attaccato alcuni fedeli che stavano preparando una riunione evangelistica. Sette cristiani sono stati feriti quando almeno 41 musulmani, tutti uomini con armi da fuoco, asce e bastoni di legno hanno attaccato una Chiesa dell'Esercito della Salvezza.

Le tensioni si sono generate fin dalla preparazione dell'evento, durante l'affissione di manifesti e poster che ne davano annuncio già tre giorni prima. Dopo il rifiuto da parte dei cristiani, di annullare l'iniziativa evangelistica, si è avuto l'attacco in cui i musulmani hanno procurato vari danni fisici ai credenti.Questo è quanto riferisce l'avvocato dei cristiani. La polizia inizialmente si è rifiutata di registrare la denuncia e i dottori che avevano visitati i cristiani feriti hanno ricevuto pressioni da parte dei musulmani affinché modificassero il loro rapporto medico. Infatti in alcuni certificati medici non risultavano le ferite più gravi come le ossa rotte.

Cina
Arresti e minacce per la stampa di Bibbie e letteratura cristiana.
Cai Zhuohua, incarcerato nel 2004 per aver "praticato affari illegali" (distribuzione di letteratura cristiana), è stato rilasciato il 10 Settembre scorso con seri avvertimenti a non praticare la sua fede al di fuori della sua chiesa.

Bob Fu dell'Associazione China Aid ha dichiarato che giovedì 13 Settembre, tre giorni dopo la liberazione, Cai ha dovuto sostenere un interrogatorio da parte di alcuni ufficiali della Sicurezza Pubblica, che lo hanno convocato presso i loro uffici e cercato di intimidirlo con minacce.Adesso Cai sta bene ed è a casa, a Beijing (Pechino), con sua moglie e sua madre.

Privato della sua Bibbia durante la prigionia, Cai è stato impiegato per 10-12 ore al giorno a fabbricare palloni di calcio per le Olimpiadi che nel 2008 si terranno a Beijing. Durante gli interrogatori ha anche subito torture.

Era stato arrestato l'11 Settembre del 2004, perché gli era stata trovata una enorme quantità di letteratura cristiana, circa 237.000 pezzi.

In Cina soltanto la Chiesa delle Tre Autonomie (TSPM) è autorizzata a stampare e distribuire Bibbie o Letteratura Cristiana.

Com'è noto la maggior parte delle comunità cristiane preferisce non farsi registrare aderendo al TSPM per il concreto rischio di un maggior controllo anche sui sermoni che vengono predicati.

Pakistan
Un cristiano accusato ingiustamente.
I cristiani della città di Sangla Hill sono stati costretti dai loro compaesani islamici ad accettare un difficile compromesso: i musulmani hanno ritirato la loro denuncia contro il cristiano Yousaf Masih a condizione che anche i cristiani ritirassero la denuncia che avevano sporto contro coloro che, verso la fine del 2005, avevano partecipato alla distruzione di alcuni immobili di proprietà di cristiani.
Yousaf Masih era stato accusato di aver appiccato il fuoco ad una stanza nella quale si trovava una copia del Corano. In realtà il fatto era stato ideato probabilmente da un uomo che deve dei soldi a Masih.

Per vendicare l'oltraggio, il 12 Novembre 2005 una folla inferocita ha distrutto quattro chiese e diverse abitazioni di cristiani. In quella occasione sia Masih che 88 musulmani sono stati arrestati. Secondo un portavoce, i cristiani sono stati costretti ad accettare il compromesso proposto dai musulmani "per non essere massacrati".

Non si sa ancora se le trattative fra i due gruppi abbiano validità giuridica; benché entrambe le parti abbiano ritirato le loro denunce, la polizia non ha ancora rilasciato nessuno degli arrestati.

Dopo le violenze di Novembre, i cristiani di Sangla Hill sono stati ripetutamente minacciati, inoltre la riparazione delle chiese non è stata ancora avviata, benché il governo abbia promesso di agevolare la ricostruzione.
Pakistan
Le donne in Pakistan hanno pochi diritti, e per questo sono spesso vittime indifese di violenze sessuali. Le cristiane fra loro costituiscono una preda ancora più facile, e i colpevoli vengono raramente puniti.
Verso l'inizio di Settembre Ribqa Masih (22 anni) è stata rapita da due uomini che l'hanno minacciato di ucciderla se non si fosse convertita all'Islam. Poi è stata stuprata diverse volte. Ribqa ha risposto che preferiva morire anzi che abiurare la sua fede in Cristo.

Il giorno successivo è stata portata via da un terzo uomo che avrebbe dovuto condurla a casa. Invece l'ha segregata altri tre giorni, stuprandola più volte prima di lasciarla libera. Ribqa ha avuto il coraggio di sporgere denuncia.

Per i pakistani, le donne che hanno perso il loro onore non valgono più niente. Perciò molte donne stuprate non osano rivelare ciò che hanno subito.
La famiglia di Ribqa sta ricevendo pressioni affinché ritiri la denuncia. I fratelli e le sorelle minori di Ribqa non vanno più a scuola a causa delle continue vessazioni dei loro compagni.La polizia ha catturato due sospetti. Durante un interrogatorio del 24 ottobre, uno dei due è riuscito a scappare. Da allora minaccia ripetutamente al telefono Ribqa.

Santa Romana Chiesa Cattolica

Ed ecco l’appello rivolto a governi e religioni: «Alle Autorità civili e religiose interessate chiedo di non risparmiare alcuno sforzo affinché la legalità e la convivenza civile siano presto ripristinate e i cittadini onesti e leali sappiano di poter contare su una adeguata protezione da parte delle istituzioni dello Stato». «Auspico poi – ha concluso il Santo Padre – che i Responsabili civili e religiosi di tutti i Paesi, consapevoli del loro ruolo di guida e di riferimento per le popolazioni, compiano dei gesti significativi ed espliciti di amicizia e di considerazione nei confronti delle minoranze, cristiane o di altre religioni, e si facciano un punto d’onore della difesa dei loro legittimi diritti» (cfr. “Corriere della Sera”, 27 ottobre 2008).Anche il portavoce della Santa Sede, Padre Federico Lombardi S.I., ha lanciato un grido di allarme di fronte alla persecuzione anticristiana in atto in Iraq e India. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha parlato, nell’ultimo editoriale di Octava Dies, di «un caso di emergenza gravissima, che richiama l’attenzione e la solidarietà della Chiesa intera».

In Iraq, il caso di Mossul «è diventato paradigmatico» secondo padre Lombardi. I cristiani di Mossul, che prima della caduta di Saddam Hussein erano 25.000, si sono ridotti ad appena 500 dopo l’ondata di persecuzioni che ha colpito una delle più antiche comunità cristiane del mondo.

«La documentazione citata da istituzioni umanitarie ed agenzie di stampa indipendenti dimostra che l’azione di minaccia da parte di gruppi islamici estremisti è condotta strada per strada, casa per casa». Spesso, ha aggiunto padre Lombardi, vengono lanciati messaggi minatori di questo tipo: «devi lasciare la tua casa e partire dalla zona in 24 ore, altrimenti sarai punito e castigato giustamente e sarai ucciso come la nostra religione islamica ha comandato di fare con quelli che come te venerano la croce» (cfr. “Zenit”, 21 ottobre 2008).

Gli ultimi resoconti dal nord dell’Iraq presentati dall’associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), mostrano che i cristiani stanno ancora lasciando Mossul, portando il numero degli sfollati nell’ultimo mese a quasi 10.000.

In India, la comunità cattolica si sta impegnando per aiutare i cattolici dell’Orissa, che hanno perso case, terre, proprietà e mezzi di sostentamento a seguito della violenza dei gruppi radicali induisti. Oltre ad un’importantissima assistenza materiale e psicologica, diverse associazioni cattoliche, come la “All India Catholic Union”, si sono attivate per garantire ai cristiani aggrediti, in maggioranza poveri tribali e dalit, una adeguata assistenza legale: gruppi di avvocati cristiani stanno raccogliendo testimonianze e informazioni per poi presentarle alle autorità civili e giudiziarie, nella speranza che la giustizia faccia il suo corso e che i crimini e gli attacchi non restino impuniti.

La Chiesa ha inoltre chiesto alle autorità governative un risarcimento per le vittime e fondi per poter ricostruire le chiese e le strutture danneggiate o completamente distrutte in Orissa (cfr. “Fides”, 27 ottobre 2008).

articolo dell'Osservatore Romano del marzo 2009