sabato 10 gennaio 2009

BATTESIMO DEL SIGNORE

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,7-11.

e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».


ASSETATI

Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo
(Mc1,8)

Venite all’acqua da grandi assetati,
alla roccia squarciata nel deserto
che disseta i cuori riarsi per la calura,
a Cristo sorgente perenne di acqua viva.

L’opera di rigenerazione è incominciata,
il travaglio troppo lungo dell’uomo
si risolve con lo sbocciare di un essere nuovo
che non muore più alla prima occasione.

Per accogliere Cristo, occorre aver fame
e sete di eternità, essere aperti alla grazia,
entrare nella morte, nella sofferenza con lui
sfidando, con la fede, il padre della morte.

Cercare Dio significa imprimere un nuovo
orientamento all’esistenza: andare
dove porta il cuore anelante che cerca
la vita preso chi la possiede e la dona.

Riconoscere Cristo Signore è l’opera
dello Spirito Santo che abita nel cuore
di chi crede, che attende con pazienza
e geme aspettando l’adozione promessa.

Battezzati, è morire e risorgere con Lui,
è andare con Lui per il mondo assetato
di luce, di amore, di giustizia e di pace
per svelare le verità nascoste da secoli.

È vivere dello Spirito del risorto
che permette di fare dono di se stessi,
diventando a sua volta acqua purificatrice
che disseta e salva il mondo errante.

Hai mai provato a vivere con questa
ebbrezza nuova nell’anima?
Quando hai sperimentato la libertà
del dono e la gioia vera della festa?

Togliti i calzari della superbia,
indossa l’abito nuziale della conversione,
attendi il Signore che passa nel servizio
gioioso ai fratelli che aspettano un segno.

Siedi alla mensa celeste del Pane
della Parola di salvezza che è Cristo,
ascolta, ascolta ancora perché l’anima
ha bisogno di essere nutrita di manna.

Al Battesimo, Gesù riceve il consenso celeste
che fa del Figlio di Maria l’Unto del Padre:
oggi egli ha il potere di allietare la nostra festa
trasformando la nostra acqua in vino nuovo.

Battezzato nel sangue della croce, Gesù
ora vive in noi ed è Spirito vivificatore;
è dentro il cuore del credente che lo ama
e infonde in tutti l’ebbrezza della sua grazia.

padrebenedetto 11, i, 2009

San Sofronio di Gerusalemme (?-639), monaco, vescovoInno dell'ufficio bizantino della Teofania

«Oggi il cielo si è aperto, lo Spirito scende su Gesù e la voce del Padre domina le acque: 'Questi è il Figlio mio prediletto !'»

Oggi il Sole senza tramonto è sorto e il mondo è illuminato dalla luce del Signore... Oggi le nubi fanno piovere sull'umanità una rugiada celeste di giustizia. Oggi colui che non è stato creato si fa volontariamente imporre le mani da colui che da lui è stato creato. Oggi il profeta e precursore viene incontro al suo Maestro, ma sta accanto a lui con tremore, vedendo la condiscendenza di Dio nei nostri confronti.Oggi le onde del Giordano sono cambiate in fonti di salvezza dalla presenza del Signore... Oggi le offese degli uomini sono cancellate nelle acque del Giordano. Oggi il paradiso si apre davanti all'umanità e il sole di giustizia brilla su di noi (Mal 3,20)... Oggi il Maestro si affretta a farsi battezzare per sollevare il genere umano. Oggi colui che non può abbassarsi si china davanti al suo servo per liberarci dalla schiavitù. Oggi abbiamo acquisito il Regno dei cieli, perché non ci saranno confini al Regno del Signore.Oggi la terra e il mare condividono la gioia del mondo e il mondo è pieno di gioia. «Ti videro le acque, Dio, ti videro e ne furono sconvolte» (Sal 77,17). «Il Giordano si volse indietro» (Sal 113,3) quando vide il fuoco della Divinità venire a lui corporalmente e scendere nel suo corso. Il Giordano si volse indietro quando vide lo Spirito discendere dal cielo come una colomba e posarsi su di te. Il Giordano si volse indietro quando vide l'Invisibile reso visibile, il Creatore fatto carne, il Signore prendere la forma dello schiavo... Le nubi fecero sentire la loro voce nell'ammirazione che causava loro la venuta fra di noi della Luce da Luce, del vero Dio da vero Dio.Oggi nel Giordano vediamo la festa del Signore. E vediamo il Signore buttare nel Giordano la morte che la nostra disobbedienza ci aveva meritato, il pungiglione dell'errore, le catene dell'inferno, e dare al mondo il battesimo della salvezza.
Battesimo del Signore (festa)

Il Battesimo di Gesù (1° dei Misteri della Luce, introdotti dal Servo di Dio Pp Giovanni Paolo II) da parte di Giovanni Battista è raccontato da ciascuno dei Vangeli sinottici : Matteo 3,13-17; Marco 1,9-11 e Luca 3,21-22. Il più eloquente dei tre è, però, Matteo :

[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?".
[15] Ma Gesù gli disse: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsentì.
[16] Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.
[17] Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".

La Chiesa Cattolica festeggia il Battesimo di Gesù la domenica dopo l’Epifania del Signore. Siccome l'Epifania è il 6 gennaio, la festa del Battesimo cade nella domenica compresa tra il 7 ed il 13 gennaio, concludendo il periodo natalizio dell’anno liturgico come, del resto, si può leggere nel testo che segue:

FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San PietroDomenica, 13 gennaio 2008
Cari fratelli e sorelle!
Con l’odierna festa del Battesimo di Gesù si chiude il tempo liturgico di Natale. Il Bambino, che a Betlemme i Magi vennero ad adorare dall’oriente offrendo i loro doni simbolici, lo ritroviamo ora adulto, nel momento in cui si fa battezzare nel fiume Giordano dal grande profeta Giovanni (cfr Mt 3,13). Nota il Vangelo che quando Gesù, ricevuto il battesimo, uscì dall’acqua, si aprirono i cieli e scese su di lui lo Spirito Santo come una colomba (cfr Mt 3,16). Si udì allora una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3,17). Fu quella la sua prima manifestazione pubblica, dopo trent’anni circa di vita nascosta a Nazaret. Testimoni oculari del singolare avvenimento furono, oltre al Battista, i suoi discepoli, alcuni dei quali divennero da allora seguaci di Cristo (cfr Gv 1,35-40). Si trattò contemporaneamente di cristofania e teofania: anzitutto Gesù si manifestò come il Cristo, termine greco per tradurre l’ebraico Messia, che significa "unto": Egli non fu unto con l’olio alla maniera dei re e dei sommi sacerdoti d’Israele, bensì con lo Spirito Santo. Al tempo stesso, insieme con il Figlio di Dio apparvero i segni dello Spirito Santo e del Padre celeste.
Qual’è il significato di questo atto, che Gesù volle compiere – vincendo la resistenza del Battista – per obbedire alla volontà del Padre (cfr Mt 3,14-15)? Il senso profondo emergerà solo alla fine della vicenda terrena di Cristo, cioè nella sua morte e risurrezione. Facendosi battezzare da Giovanni insieme con i peccatori, Gesù ha iniziato a prendere su di sé il peso della colpa dell’intera umanità, come Agnello di Dio che "toglie" il peccato del mondo (cfr Gv 1,29). Opera che Egli portò a compimento sulla croce, quando ricevette anche il suo "battesimo" (cfr Lc 12,50). Morendo infatti si "immerse" nell’amore del Padre ed effuse lo Spirito Santo, affinché i credenti in Lui potessero rinascere da quella sorgente inesauribile di vita nuova ed eterna. Tutta la missione di Cristo si riassume in questo: battezzarci nello Spirito Santo, per liberarci dalla schiavitù della morte e "aprirci il cielo", l’accesso cioè alla vita vera e piena, che sarà "un sempre nuovo immergersi nella vastità dell’essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia" (Spe salvi, 12).
... E preghiamo per tutti i cristiani, affinché possano comprendere sempre più il dono del Battesimo e si impegnino a viverlo con coerenza, testimoniando l’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

giovedì 8 gennaio 2009

Approfondimenti spirituali per i Cavalieri e le Dame del Tempio

Brani tratti da: San Paolo, 2 lettera a Timoteo

2 Timoteo 2, 1-13
Il soldato fedele di Gesù Cristo 1Co 9:24-27 (2Ti 3:10-12; 4:5-8; Ap 2:10; Mt 10:32-33)

2:1 Tu dunque, figlio mio, fortìficati nella grazia che è in Cristo Gesù, 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. 4 Uno che va alla guerra non s'immischia in faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. 6 Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. 7 Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa.8 Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, 9 per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. 11 Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso.

2 Timoteo 3, 1-9
Corruzione estrema degli ultimi tempi (2P 2:1-22; Gd 3, ecc.; Tt 1:10-16)

3:1 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! 6 Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, 7 le quali cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità. 8 E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede. 9 Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini.

2 Timoteo 4, 1-5
l'apostolato At 20:28-31 (2Ti 2:3-7; 1P 5:1-4)


1 Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: 2 predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. 3 Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio.

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domenica 28 dicembre 2008


LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.


Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della CaritàA Simple Path

«Partì con loro e tornò a Nàzaret»

Potete pregare la Santa Famiglia per la vostra famiglia:Padre nostro che sei nei cieli, ci hai dato un modello di vita nella santa Famiglia di Nàzaret. Aiutaci, Padre benevolissimo a fare della nostra famiglia un nuovo Nàzaret dove regnino la gioia e la pace.Sia essa profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante della gioia.Aiutaci a restare insieme attraverso felicità e fatica grazie alla preghiera familiale.Insegnaci a riconoscere Gesù in ciascun membro della nostra famiglia, particolarmente quando soffre e rimane ferito.Il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori miti e umili come il suo (Mt 11,29).Aiutaci a compiere santamente la nostra vocazione familiale. Possiamo amarci gli uni gli altri come Dio ama ognuno di noi, ogni giorno maggiormente, e perdonarci a vicenda le nostre colpe, come tu perdoni i nostri peccati.Aiutaci, Padre benevolissimo ad accogliere quanto ci doni e a dare quanto ci prendi con un grande sorriso.Cuore immacolato di Maria, motivo della nostra gioia, prega per noi.Santi angeli custodi siate sempre con noi, guidateci, custoditeci. Amen.

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ

La festa della Sacra Famiglia nella liturgia cattolica, nel secolo XVII veniva celebrata localmente; papa Leone XIII nel 1895, la fissò alla terza domenica dopo l’Epifania “omnibus potentibus”, ma fu papa Benedetto XV che nel 1921 la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica compresa nell’ottava dell’Epifania; papa Giovanni XXIII la spostò alla prima domenica dopo l’Epifania; attualmente è celebrata nella domenica dopo il Santo Natale.
La celebrazione fu istituita per dare un esempio e un impulso all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano, prendendo a riferimento i tre personaggi che la componevano, figure eccezionali sì ma con tutte le caratteristiche di ogni essere umano e con le problematiche di ogni famiglia.
Numerose Congregazioni religiose sia maschili che femminili, sono intitolate alla Sacra Famiglia, in buona parte fondate nei secoli XIX e XX; come: le “Suore della Sacra Famiglia”, fondate a Bordeaux nel 1820 dall’abate P.B.Noailles, dette anche ‘Suore di Loreto’; le “Suore della Sacra Famiglia di Nazareth” fondate nel 1875 a Roma, dalla polacca Siedliska; le “Piccole Suore della Sacra Famiglia” fondate nel 1892, dal beato Nascimbeni a Castelletto di Brenzone (Verona); i “Preti e fratelli della Sacra Famiglia” fondati nel 1856 a Martinengo, dalla beata Paola Elisabetta Cerioli; i “Figli della Sacra Famiglia” fondati nel 1864 in Spagna da José Mananet e tante altre.


Benedetto XVI : Angelus - Piazza San Pietro - Domenica, 31 dicembre 2006

Cari fratelli e sorelle!

In quest’ultima domenica dell’anno celebriamo la festa della Santa Famiglia di Nazaret. Con gioia rivolgo un saluto a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la pace e l’amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi nel Natale. Nel Vangelo non troviamo discorsi sulla famiglia, ma un avvenimento che vale più di ogni parola: Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana. In questo modo l’ha consacrata come prima e ordinaria via del suo incontro con l’umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia e adolescenza (cfr Lc 2,51-52). In tal modo ha messo in luce il valore primario della famiglia nell’educazione della persona. Da Maria e Giuseppe Gesù è stato introdotto nella comunità religiosa, frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme. Quando ebbe dodici anni, rimase nel Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli si doveva “occupare delle cose del Padre suo”, cioè della missione affidatagli da Dio (cfr Lc 2,41-52).
Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell’amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell’amore (cfr Rm 13,10). Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue. La santa Famiglia di Nazaret è veramente il “prototipo” di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall’Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano.
Invochiamo ora insieme la protezione di Maria Santissima e di san Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea, che mina le basi stesse dell’istituto familiare. Aiutino le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo, immagine viva dell’amore di Dio.


Preghiera alla Santa Famiglia dettata da Papa Giovanni Paolo II:

“O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d’amore di Gesù, Maria e Giuseppe
modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.
Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio,
alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.
Disponi le menti dei genitori, affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole, siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.
Suscita nell’animo dei giovani una coscienza retta ed una volontà libera,
perché crescendo in sapienza, età e grazia,
accolgano generosamente il dono della vocazione divina.
Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che tutti, contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te,
ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza
quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù,
che per noi ha dato sé stesso. Amen”. (Omelia 26.121993).


LA CASA DELL’AMORE

Simeone prese il bambino tra le braccia
e benedisse Dio.
(Lc 2,28)

L’amore ha un nome, finalmente,
ha un volto in cui immergere
profondo lo sguardo, per cogliere
in esso la forza dell’amore vivente.

La luce dei suoi occhi riverbera
la dolcezza dello sguardo di Dio
che vigila sul mondo con tenerezza
paterna e scruta tutti i cuori.

Il suo sorriso esprime le nuove speranze
che d’ora in poi animeranno il mondo;
il bambino nato oggi per noi
offre a tutti la gioia della ritrovata fiducia.

Tanti figli nati da promesse strepitose
hanno annunciato la sua presenza:
Isacco, il figlio del sorriso di Dio, Samuele
nato per la preghiera di sua madre;

Giovanni, figlio di donna sterile, che nasce
per annunciare la venuta del Messia:
questi sarà il consacrato al Signore, l’atteso
con ansia dall’umanità, divenuta ormai sterile.

Simeone, giusto e pieno del santo
timore di Dio, riceve sulle sua braccia
il bambino nato per noi, e canta
profeticamente le sue gesta future.

Rovina o salvezza? Certamente segno
di contraddizione, roccia di salvezza
e pietra d’inciampo, corpo e sangue
di agnello immacolato che redime.

Incominciano a realizzarsi le meraviglie
annunciate: il primo frutto
è il vangelo della gioia per tutti quelli
che hanno saputo attendere nella fede.

Il figlio cresce in sapienza, età e grazia
custodito dalle amorevoli cure
di Maria e Giuseppe, che vivono
con naturalezza la vita familiare.

Prima di contemplare il Messia glorioso,
vediamo il figlio dell’uomo sottomesso,
forse non ancora consapevole del prezzo
da pagare all’amore, ma vero e leale.

I suoi gesti quotidiani sono i nostri,
la laboriosità indefessa, unita
all’offerta di sé per la gloria di Dio,
già trasformano il mondo.

La Santa Famiglia di Nazaret
è la casa dell’amore dove si vive
nell’umiltà, nella semplicità e nella lode
perché Gesù è presente in mezzo a noi.

padrebenedetto 28, xii, 2008

venerdì 26 dicembre 2008



LODE A MARIA

26 dicembre - Maria educatrice dei Martiri

A Te i nostri umili ossequi, o Regina beata!
Noi confessiamo quelle colpe che offuscano lo specchio della giustizia, che pesano sulle nostre coscienze. Noi offriamo tutto quanto abbiamo dovuto sopportare di miserie nei singoli, nelle famiglie, nelle classi e nella nazione: le sofferenze siano la nostra espiazione.
Siamo pronti a soffrire, o Madre dolorosa, fin quando tuo Figlio lo vuole, per il nostro bene.
Ma ti preghiamo oggi come nel passato che tu sia dolce Madre nostra!
Amen.
Ave Maria!

Card. Mindszenty

Da Ogni giorno una lode a Maria , Casa Mariana - Santuario Madonna del Buon Consiglio - Frigento (AV) 1987

giovedì 25 dicembre 2008


BAMBINO

E il verbo si è fatto carne
e venne ad abitare in mezzo a noi.

(Gv 1,14)

Bambino sei perché Figlio del Padre
bambino ancora tra tanti bambini
sei entrato nel gioco della vita
e hai saputo conservarti bambino.

Bambino nella povertà della nascita
bambino nel terrore della fuga
bambino sulle braccia tremanti di Simeone
bambino nel candore della disputa giocando coi dottori.

Bambino a Nazaret, sempre sottomesso,
bambino quando la Madre ti chiama a dare
disposizioni ai servi e nell’incanto del miracolo,
gusti il vino nuovo preparato da un bambino.

Bambino all’ombra dello Spirito
che il Padre proclama Figlio Bambino.
Bambino che fa camminare il paralitico
offrendo insperatamente il perdono dei peccati.

Bambino in tutte le opere ed i segni
che non ti esaltano perché fatti dal Padre per te;
bambino, giacché agisci sempre per Lui
senza attribuire nulla a te stesso.

E’ il bambino che gioca
moltiplicando seriamente i pani
facendo pescare grossi pesci miracolosi
risuscitando morti e baciando lebbrosi guariti.

Perché bambino, hai potuto dare te stesso
come acqua viva che zampilla eternamente
come luce che dirada le tenebre più oscure
come pane mangiato per la fame dei nostri cuori.

Bambino sei perché entri nella croce
accettando di non fare la tua volontà,
bambino perché sei generoso da morire per i cattivi
e scegli come compagno di gloria il malfattore.

Proprio perché bambino sei risorto fuori del tempo,
non ti consumi perché fonte inesauribile di vita nuova;
il Bambino è eterno e non muore mai
perché il Padre lo ama e lo fa vivere in noi.

Sei tanto bambino
che puoi far diventare bambini anche noi
per gioire della vita, dell’amore
facendo a gara chi é più bambino dell’altro.

Tu sei il Bambino Santo
che vuole nascere in noi
per farci diventare bambini
per il gioco del Regno dei cieli.

padrebenedetto 23-xii-2004

Con questa composizione evangelica, ho iniziato a scrivere ogni domenica, dalla data indicata sopra.

domenica 21 dicembre 2008

4 DOMENICA DI AVVENTO ANNO B

GABRIELE

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio
In una città della Galilea


Gabriele scende a Nazaret di Galilea,
presso Maria sposa di Giuseppe: persone
e luoghi visitati dal mistero non più taciuto,
dall’inviato angelico annunciatore di salvezza.

Il Dio di Gesù Cristo è il Dio dell’azione,
è presenza nella storia degli uomini,
percepisce i palpiti nascosti dei cuori
e i gemiti degli animi spossati.

Ha creato l’uomo capace di comunione,
perché stesse con lui; ha impresso
sul volto umano la sua felicità eterna
ma l’uomo fugge e si nasconde.

Dio attraversa i secoli della storia
in cerca dell’Adamo ramingo:
Dove sei, figlio mio, dove sei?
Perché ti sottrai al mio sguardo amoroso?

Ho avuto paura – risponde – perché
non ti conosco. La coltre dell’oblio
si è dispiegata nel suo cuore coprendo
il ricordo del cielo, del padre, dell’amore.

Peccato! Eppure Dio non aveva fatto la morte
ma creato tutto per l’immortalità.
In questa accorata ricerca, Dio scende
fra gli uomini, e visita la Vergine Sposa.

Maria non fugge, non si nasconde, prega;
ama e attende con fiducia il compimento
della promessa eterna, la manifestazione
della vita nuova, annunciata da allora.

Un germoglio sboccia dal ceppo reciso,
virgulto antico da una umanità malata.
Quando, Signore? E l’angoscia riprende.
L’angelo risponde: ora, qui, in te, Maria!

L’annuncio celeste risuona
con certezza risoluta: è il Figlio di Dio
Altissimo che si fa carne d’uomo, fecondato
per la fede, nel seno della Vergine Madre.

Egli inaugura una umanità nuova di figli,
generati non da carne e sangue
ma dallo Spirito che dà vita ai morti,
ricomponendo nella valle le ossa aride.

Vieni dal cielo per noi corpo di carne,
volto umano di Dio che non si potrà più
dimenticare. La creazione nuova
è impaziente di vedere in essa l’impronta divina.

Vieni uomo-Dio per far rifiorire in noi
il divino dimenticato. Gabriele scende
per spalancare le porte celesti, non più
sigillate ma aperte e piene di speranza.

padrebenedetto 21, xii, 2008

giovedì 18 dicembre 2008


Si avvicina il Natale

"Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie."

(salmo 95)

domenica 14 dicembre 2008


3 DOMENICA DI AVVENTO ANNO B

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,6-8.19-28.

Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della ChiesaCommento al vangelo di Giovanni, n° 4, n°2, §5-7

« Egli è venuto per rendere testimonianza alla luce »

Come è venuto, Cristo? Nella sua visibile umanità. E siccome era talmente uomo da nascondere la sua divinità, fu mandato innanzi a lui un grande uomo, affinché mediante la sua testimonianza si potesse scoprire colui che era più che un uomo... Quale personalità è mai questa, venuta per rendere testimonianza alla luce? E' senz'altro straordinario questo Giovanni, uomo di grande valore, dotato di un carisma speciale, figura davvero sublime. Contemplatelo, sì, contemplatelo come si contempla una montagna. Se non che una montagna, se non viene inondata dal sole, è nelle tenebre. «Non era lui la luce»; e ciò perché non si scambi la montagna con la luce, perdendovi nella montagna, invece di trovarvi rifugio. Ma che cosa si deve ammirare? La montagna in quanto montagna. Ma, subito, elevatevi fino a colui che illumina la montagna, che per questo è stata innalzata, perché accolga per prima i raggi, e ne dia l'annunzio ai nostri occhi... Così, siamo soliti chiamare anche i nostri occhi luce del corpo; tuttavia, se di notte non si accende la lucerna e di giorno non esce il sole, queste nostre luci restano aperte invano. Così anche Giovanni era luce, ma non la luce vera: senza essere illuminato non era che tenebre; mediante l'illuminazione, è diventato luce. Se non fosse stato illuminato, egli sarebbe stato tenebra, come tutti... Ma dov'è questa luce? «C'era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo» (Gv 1, 9). Se illumina ogni uomo che viene nel mondo, allora ha illuminato anche Giovanni. Dunque il Verbo illuminava colui dal quale voleva essere testimoniato... Egli veniva in soccorso degli spiriti deboli, dei cuori feriti, per curare la vista malata dell'anima... Poiché tutti quelli per i quali Cristo veniva non sarebbero stati capaci di vederlo, egli inviò i suoi raggi su Giovanni; e dichiarando questi che non era lui a irradiare e illuminare ma era egli stesso irradiato e illuminato, fu conosciuto colui che illumina, che rischiara, che inonda tutti della sua luce.

VIENE LA LUCE

Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce
(Gv 1,7)

Luce splendente su ogni uomo,
alba nuova all’orizzonte della vita,
in un mondo coperto da un velo
di tristezza e di paura inquietante.

Viene la luce per splendere nella notte,
essa discende dal cielo nei cuori,
per irradiarvi lo splendore del Padre,
riflesso del suo amore eterno.

È una luce che cerca di brillare
nonostante la pesantezza delle tenebre
imperanti. Quanto vorrei che il mio buio
oggi, si rischiarasse luminoso!

Chiamo luce la mia boriosa volontà,
i miei convulsi sogni di potere,
le mie manie di grandezza.
E non trovo che pretese fugaci.

Deve essere luce quello che io dico
e io faccio, ma alla fine constato
che nessuno ne resta illuminato,
perché io so bene che sono tenebra.

Essere testimone della luce vuol dire
essere brace di fuoco d’amore
e bruciare nell’offerta di sé per far salire
verso il cielo il profumo del dono.

Luce è capacità di domarsi con gioia
per consumare se stessi per Dio
e per i fratelli che attendono nella notte;
è continua oblazione di sé, senza riserve.

Giovanni, per essere lampada ardente,
si è fatto voce che grida nel deserto,
per additare il Messia tanto atteso,
luce vera che viene oggi nel mondo.

Appare il Cristo splendente di gloria,
crocifisso nella carne, corpo per l’olocausto,
è luce il Figlio prediletto, il servo
sofferente per i peccati, l’umile e mite Gesù.

Viene il Messia per abitare in me
con la sua luce divinizzante,
per bruciarmi con il fuoco dell’amore,
fino a diventare, con lui, fiaccola ardente.

Egli mi conduce al fratello che piange
nel buio. Anch’io, così,divento luce
perché Cristo oggi nasce per me,
cresce dentro di me, risorge in me!

padrebenedetto 14, xii, 2008

mercoledì 10 dicembre 2008




Beata Vergine Maria di Loreto

Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, secondo la leggenda, la dimora di Maria Vergine sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli. Questo santuario risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi. Anche oggi questa basilica è meta di continui pellegrinaggi, e considerata la “Lourdes italiana. La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a costituire la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici”.

Iniziamo questa scheda riportando una riflessione di papa Giovanni Paolo II, riferendosi alla Santa Casa di Loreto: “Quello Lauretano è un Santuario mirabile. In esso è inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con Maria e Giuseppe. Attraverso questo mistero umano e divino, nella casa di Nazaret è come inscritta la storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una ‘casa’, dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri e la storia di ogni uomo, è segnata in modo particolare da una casa: la casa della sua infanzia, dei suoi primi passi nella vita. Ed è eloquente ed importante per tutti che quest’Uomo unico e singolare, che è il Figlio unigenito di Dio, abbia pure voluto legare la sua storia ad una casa, quella di Nazaret, che secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazaret lungo l’intero arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua misteriosa maturazione umana… La casa del Figlio dell’uomo è dunque la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa…”. A partire da papa Clemente V che con una bolla del 18 luglio 1310 confermò indirettamente l’autenticità della Santa Casa, i papi nei secoli successivi confermarono nuovamente la loro devozione alla Vergine Lauretana, specie in drammatiche circostanze. Ma le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa dalla Palestina a Loreto, risalgono al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo della Selva e da lui riferita alle Autorità. Ciò ci è narrato da una cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano, che a sua volta l’aveva desunta da una vecchia ‘tabula’ consumata, risalente al 1300. Si riportano alcuni passi più significativi, che poi sono stati tramandati nelle narrazioni, più o meno arricchite nei secoli successivi; “L’alma chiesa di santa Maria di Loreto fu camera della casa della gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo… La quale casa fu in una città della Galilea, chiamata Nazaret. E in detta casa nacque la Vergine Maria, qui fu allevata e poi dall’Angelo Gabriele salutata; e finalmente nella stessa camera nutrì Gesù Cristo suo figliuolo… Quindi gli apostoli e discepoli consacrarono quella camera in chiesa, ivi celebrando i divini misteri… Ma dopo che quel popolo di Galilea e di Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto, allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato Fiume (1291). Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta; da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”. Per il gran numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per cui continua il racconto, gli Angeli la spostarono altre due volte, sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente. “Allora accorse tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”. Questo il racconto del 1465; che si fonda sull’aspetto storico dell’epoca, quando i rapporti culturali e religiosi delle comunità insediate sulle due sponde dell’Adriatico, erano intensi, per l’attraversamento delle navi veneziane e poi di quelle di Ancona e dell’attuale Dubrovnik, che trasportavano i pellegrini ai Luoghi Santi della Palestina. Sullo sfondo vi è la conquista della Terra Santa da parte dei mamelucchi e poi la lenta penetrazione degli ottomani nella penisola balcanica, dopo la caduta di Costantinopoli. Da questi eventi scaturirono le Crociate, per liberare i popoli ed i paesi dall’occupazione araba e secondo la tradizione, gli Angeli intervennero per mettere in salvo la casa della Vergine, già trasformata in chiesa sin dai tempi apostolici. Da allora moltitudini di fedeli si sono recati in pellegrinaggio al grandioso santuario, che racchiude la Santa Casa, iniziato a costruire nel 1468 da papa Paolo II, in breve diventò ed è, secondo una felice definizione di papa Giovanni Paolo II, “cuore mariano della cristianità”. Fin dall’inizio del Trecento fu già meta di pellegrinaggio, anche per quanti prendendo la strada costiera, erano diretti a S. Michele al Gargano oppure in Terrasanta; il flusso nei secoli XV e XVI diventò enorme, fino ad indurre nel 1520 papa Leone X ad equiparare il voto dei pellegrini del Santuario di Loreto a quello di Gerusalemme, che già man mano Loreto aveva sostituito nelle punte dei grandi pellegrinaggi penitenziali, che vedevano Roma, Santiago di Compostella, Gerusalemme. Il prodigio eclatante della traslazione della Santa Casa attirò anche, a partire dal secolo XV, la peregrinazione di re e regine, principi, cardinali e papi, che lasciarono doni o ex voto per grazie ricevute; a loro si aggiunsero nei tempi successivi, condottieri, poeti, scrittori, inventori, fondatori di Ordini religiosi, filosofi, artisti, futuri santi e beati. Grandi architetti furono chiamati a progettare e realizzare le opere edili, che costituiscono il grandioso complesso del santuario, che sorto come chiesa dalle linee goticheggianti, su progetti degli architetti Marino di Marco Cedrino e Giuliano da Maiano; venne poi per necessità di difesa dai pirati, che infierivano sui centri costieri, munita di un cammino di ronda e di stanze per i soldati, ad opera di Baccio Pontelli; ma non fu sufficiente, perché papa Leone X (1475-1521) fece erigere una cinta fortificata intorno al complesso, che divenne in pratica un vero e proprio castello. Nel frattempo intorno al Santuario, sempre più frequentato dai pellegrini, sorse un borgo che fu chiamato Villa Santa Maria e che in seguito nel 1586 papa Sisto V promosse a sede vescovile. L’interno del Santuario ebbe varie trasformazioni a cui lavorarono insigni artisti, come Giuliano da Sangallo che innalzò la solenne cupola, Giorgio Marini, il Bramante, il Sansovino, Antonio da Sangallo il Giovane, Luigi Vanvitelli. Per la facciata nel 1571 lavorò Giovanni Boccalini da Carpi e nel 1587 Giovan Battista Chioldi. Come pittori portarono la loro arte, per citarne alcuni, Melozzo da Forlì, Luca Signorelli, Lorenzo Lotto, Cristofaro Pomarancio, ecc. L’interno attuale del Santuario è a croce latina a tre navate, ospita sotto la grande cupola la Santa Casa, letteralmente coperta da un rivestimento marmoreo, arricchito da statue e bassorilievi raffiguranti sibille e profeti e narranti otto storie della vita di Maria, oltre a rilievi bronzei narranti alcuni episodi della vita di Gesù. Un incendio nel 1921, sviluppatosi all’interno della Santa Casa, la danneggiò gravemente, distruggendo anche la venerata immagine lignea della Madonna, attualmente sostituita da una copia, riccamente vestita e con il volto nero dell’originale, scurito dal fumo delle lampade. La raccolta religiosità dell’interno, ben specifica e fa immaginare la semplice vita di Maria, di Gesù e di Giuseppe, nella Palestina di allora, tutto invita alla preghiera ed al raccoglimento. Trent’anni dopo la costruzione della chiesa, incominciò quella del Palazzo Apostolico, che occupa uno dei lati della piazza della Chiesa e in cui sono conservati capolavori d’arte di ogni genere, compresi gli arazzi, porcellane e tavolette votive, costituenti il tesoro della Santa Casa, donato nei secoli da tanti devoti. Oltre 50 papi si sono recati in pellegrinaggio a Loreto e sempre è stata grande la loro devozione; alla Vergine si rivolsero i papi Pio II e Paolo II per guarire miracolosamente dalle loro gravi malattie; papa Benedetto XV (1914-1922) in considerazione della traslazione della sua Casa, dalla Palestina a Fiume e poi a Loreto, la proclamò patrona degli aviatori. Loreto è considerata la Lourdes italiana e tanti pellegrinaggi di malati vengono organizzati ogni anno, con cerimonie collettive come quelle di Lourdes; aggiungo una mia piccola esperienza personale, in ambedue i luoghi sacri a Maria, ho sentito improvvisamente la necessità di piangere, come se avvertissi la spiritualità nei due ambienti permeati della sua presenza. Innumerevoli sono i luoghi pii, chiese, ospedali o di assistenza, come pure delle Congregazioni religiose, intitolati al nome della Vergine di Loreto, il suo nome cambiato in Loredana è fra i più diffusi fra le donne; infine come non ricordare le “Litanie Lauretane” che dal XII secolo sono divenute una vera e propria orazione alla Vergine, incentrata sui titoli che in ogni tempo le sono stati tributati, anche con riferimenti biblici. Le “Litanie Lauretane” sostituirono nella cristianità, quelle denominate ‘veneziane’ (in uso nella basilica di S. Marco e originarie di Aquileia) e quelle ‘deprecatorie’ (ossia di supplica, originarie della Germania). La celebrazione liturgica nella Chiesa Cattolica è al 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa a Loreto.

Tratto da Santiebeati.it - Autore: Antonio Borrelli

domenica 7 dicembre 2008

IMMACOLATA CONCEZIONE

IMMACOLATA

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo,
per essere santi e immacolati
(Ef 1,4)

Ô uomo, dove sei? Perché fuggi
dalla Presenza che ti rende figlio?
Hai paura perché non sei più te stesso,
sfigurato a causa dell’abbandono.

La disobbedienza iniziale ha falsificato
il meraviglioso disegno d’amore
di essere tutto per Dio e con Dio:
santo e immacolato per natura.

Ora l’uomo è nella confusione,
non si riconosce e non si comprende,
lacerato, nell’intimo del cuore, dal turpe
disegno del male, inganno fatale.

Ripristinare la purezza del cuore,
tutto per Dio, è un’altra creazione,
stimolata dal soffio dello Spirito
che feconda la nuova Eva, Maria.

“Non conosco uomo”, dice, per affermare
nella fede che Dio è santo, che genera
e crea dal nulla ogni cosa. E Maria
accetta d’essere la prima immacolata

del mondo nuovo, per generare l’uomo
nuovo, Cristo, e fare di ogni creatura
un essere destinato al primitivo cielo,
da dove era partito piangendo.

L’Immacolata è il Vangelo della salvezza
in compimento; generando Gesù
ci offre il Cristo che redime il mondo
e la Chiesa, sposa pellegrina e splendente.

L’Immacolata è la vocazione cristiana
di ogni uomo che viene alla fede;
garanzia di vita eterna, data con gioia
perché è madre della santità.

Maria per nascita, noi per la conversione;
Lei, per lo Spirito Santo, noi per i meriti
del suo Figlio. Lei, santa da sempre
e noi, per grazia, santificati.

Lei, Assunta in cielo e noi chiamati
alla gloria, dopo il faticoso e gioioso
cammino di conversione che
il Signore concede a tutti quelli che
la invocano come Madre di Dio.

padrebenedetto 08, xii, 2008