domenica 24 giugno 2012

Parrocchia di San Luca Evangelista - Maranola (LT)

Domenica 17 giugno

Pellegrinaggio al Redentore
con la Statua di San Michele Arcangelo
 

Il santuario rupestre, dedicato a San Michele Arcangelo, risale all’830 d. C., difatti viene menzionato nel Codex Diplomaticus Cajetanus. Tuttavia, la facciata di pietre, che chiude una cavità naturale, fu ricostruita in stile neogotico alla fine del XIX secolo, nel 1893, quando salì sul Monte Altino, in visita pastorale, l’Arcivescovo Francesco Niola. Questi indicò l’interno dell’antro come sede ideale per la nuova costruzione, in modo tale da evitare i danni riportati dalla precedente chiesa, causati dalle acque di dilavamento, dalla caduta di rocce e porzioni di ghiaccio. Il nuovo progetto fu redatto dall’ingegnere Silvio Forte di Trivio. La roccia fu squadrata per formare l’ambiente della Chiesa e si ottenne uno spazio lungo dodici metri, largo dieci e alto sette. Sulla parete di fondo, opposta a quella d’entrata, una nicchia scavata anch’essa nella roccia, ospita la statua di San Michele.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Contro l'aborto
 Una battaglia di civiltà
 

"Perché una battaglia culturale
contro l'aborto? Perché ci troviamo di fronte alla più grande tragedia del nostro tempo: non solo ogni anno nel mondo vengono sacrificati 50 milioni di bambini nell’indifferenza generale, ma c’è anche un potentissimo movimento che vuole far passare questa strage come un diritto umano delle donne".

 Asciugare le lacrime
Guarire le ferite

E' il tema e l'intento della Preghiera Universale per la Vita a Civitavecchia nei prossimi tre anni 2012/2015.
Carissimi, l'intento di preghiera per la vita ispirato dalle lacrime di Maria era già da tempo nei nostri cuori, ma un fatto e una notizia particolare l'ha rinnovato e così il desiderio a poco a poco si è delineato in questo progetto. Il fatto e la notizia sono che il Beato Giovanni Paolo II ha venerato con un gesto affettuoso e solenne la Madonnina di Civitavecchia ("La vera storia di un doloroso dramma d'amore", Mons. Girolamo Grillo, Editrice Shalom).
Certo il drammatico appello delle lacrime di Maria attende una risposta. E' evidente che recarci a Civitavecchia con un progetto di preghiera per la vita vuole essere un modo per asciugare le lacrime di Maria con un rinnovato amore ma nello stesso tempo vuole capire il messaggio di queste stesse lacrime e raccogliere quindi la grazia di quell'amore materno e accorato che perdona, rinnova, consola, guarisce le ferite che il male ha infetto e aperto nel cuore dell'uomo e dell'umanità.
Un male veramente vasto e profondo: il peccato del rifiuto di Dio e del rifiuto dell'uomo quando gli si nega il diritto alla dignità e alla inviolabilità.
Un male che investe l'uomo e la società anche e particolarmente in questo nostro tempo, a partire dalla gravissima ingiustizia della violazione della vita nascente.
Come pervenire ad una vera civiltà della vita e dell'amore dove ogni bambino sia accolto, amato e viva?
La forza della ragione e la fiducia del cuore si rivolgono innanzitutto con la preghiera e l'impegno della vita a Dio che illumina e sostiene i passi dell'uomo sulle strade del bene e della vita.
(Don Maurizio Gagliardini Promotore della Preghiera Universale per la Vita)


 La Preghiere universale per la Vita a Civitavecchia

 Le lacrime di Maria un appello che attende una risposta

Un invito a tutti coloro che sentono il desiderio di rivolgere a Maria una risposta filiale al suo accorato e sofferto amore ed esprimere con la preghiera anche il rinnovato impegno a promuovere il Vangelo della Vita e la Civiltà dell'Amore nel pensiero, nella testimonianza, nella vita.
 
LA STORIA DELLA MADONNINA DELLE LACRIME
 
I giorni del prodigio, il Santuario.

Il 2 Febbraio 1995, festa della Presentazione di Gesù al Tempio e Purificazione di Maria, una piccola statua della Madonna cominciò a piangere sangue nel giardino di una famiglia nella parrocchia di S. Agostino, a Civitavecchia (Roma).
L'immagine rappresenta la Regina della Pace e proviene, appunto, da Medjugorje. Dal 2 febbraio al 15 marzo ha pianto quattordici volte in presenza di molte persone che hanno rilasciato la loro testimonianza giu­rata davanti alla Commissione Teologica istituita dal Vescovo.
L'ultima lacrimazione di sangue avvenne mentre la teneva tra le mani il Vescovo della diocesi, Mons. Giro-lamo Grillo, il quale superò ogni dubbio, spianando la strada ad un eventuale riconoscimento ufficiale. La statuetta fu esaminata scientificamente con risultati positivi. Non c'erano trucchi o apparecchi nascosti all'interno e le lacrime erano di sangue umano. Finalmente, dopo molte difficoltà estranee al fatto in sé, il Vescovo ha collocato il 17 giugno l'immagine in una teca e l'ha esposta alla venerazione dei fedeli. Da quel giorno è iniziato un considerevole pellegrinaggio da tutte le parti del mondo e sono state rilasciate molte relazioni di grazie, accompagnate da ex voto, che attestano la materna intercessione di Colei che tutti chiamano "Madonnina di Civitavecchia". Con decreto del Vescovo, dal 15 marzo 2005, decennale della lacrimazione avvenuta nelle sue mani, la chiesa di S. Agostino è stata elevata a Santuario con il titolo di "Madonna delle Lacrime".
"Donaci di guardare le vicende umane con occhi puri e penetranti, di conservare l'eredità di santità e civiltà propria del nostro popolo, di convertirci nella mente e nel cuore per rinnovare la nostra società".
(Beato Giovanni Paolo II, Preghiera per l'Italia, 15 Marzo 1994)
 
COME ARRIVARE ALLA "MADONNINA"

IN AUTOMOBILE:
Provenendo da Sud: A12, alla "Fine Autostrada" imboccare a sinistra la superstrada "Civitavecchia-Centro-Porto", senza percorrerla, ma uscendo subito per la SS1 Via Aurelia. Più semplice per chi proviene da Nord la superstrada se la troverà davanti, pertanto al bivio mantenere la destra e uscire subito per la SS1 Via Aurelia; raggiungere il Km. 77,00 per imboccare sulla destra Via U. Fontanatetta, dopo qualche minuto di percorrenza scorgere sulla sinistra il campanile con accanto la piccola Chiesa di gusto neo-romanico, dedicata a Sant'Agostino, luogo dove è custodita la venerata immagine della" Ma­donna delle Lacrime".

IN TRENO:
Arrivati alla Stazione di Civitavecchia in taxi oppure con il trasporto urbano. Il capolinea dell'Autobus, linea E, è ubicato davanti alla Cattedrale (circa 300 metri dalla stazione), fa servizio dal lunedì al sabato e passa ogni ora dalle 08:00 alle 20:00 (escluso alle ore 14:00).

Il programma completo di ogni incontro: www.advm.org

UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE 
DEL SOMMO PONTEFICE  

 




IL CROCIFISSO AL CENTRO DELL’ALTARE
Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 218, pone la domanda: «Che cos’è la liturgia?»; e risponde:
«La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. In essa, mediante l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal Capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio».
Da questa definizione, si comprende che al centro dell’azione liturgica della Chiesa c’è Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, ed il suo Mistero pasquale di Passione, Morte e Risurrezione. La celebrazione liturgica deve essere trasparenza celebrativa di questa verità teologica. Da molti secoli, il segno scelto dalla Chiesa per l’orientamento del cuore e del corpo durante la liturgia è la raffigurazione di Gesù crocifisso.
La centralità del crocifisso nella celebrazione del culto divino risaltava maggiormente in passato, quando vigeva la consuetudine che sia il sacerdote che i fedeli si rivolgessero durante la celebrazione eucaristica verso il crocifisso, posto al centro, al di sopra dell’altare, che di norma era addossato alla parete. Per l’attuale consuetudine di celebrare «verso il popolo», spesso il crocifisso viene oggi collocato al lato dell’altare, perdendo così la posizione centrale.
L’allora teologo e cardinale Joseph Ratzinger aveva più volte sottolineato che, anche durante la celebrazione «verso il popolo», il crocifisso dovrebbe mantenere la sua posizione centrale, essendo peraltro impossibile pensare che la raffigurazione del Signore crocifisso – che esprime il suo sacrificio e quindi il significato più importante dell’Eucaristia – possa in qualche maniera essere di disturbo. Divenuto Papa, Benedetto XVI, nella prefazione al primo volume delle sue Gesammelte Schriften, si è detto felice del fatto che si stia facendo sempre più strada la proposta che egli aveva avanzato nel suo celebre saggio Introduzione allo spirito della liturgia. Tale proposta consisteva nel suggerimento di «non procedere a nuove trasformazioni, ma porre semplicemente la croce al centro dell’altare, verso la quale possano guardare insieme sacerdote e fedeli, per lasciarsi guidare in tal modo verso il Signore, che tutti insieme preghiamo».
Il crocifisso al centro dell’altare richiama tanti splendidi significati della sacra liturgia, che si possono riassumere riportando il n. 618 del Catechismo della Chiesa Cattolica, un brano che si conclude con una bella citazione di santa Rosa da Lima:
«La croce è l’unico sacrificio di Cristo, che è il solo “mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Tm 2,5). Ma, poiché nella sua Persona divina incarnata, “si è unito in certo modo ad ogni uomo” (Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22) egli offre “a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero pasquale” (ibid.). Egli chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo (cf. Mt 16,24), poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme (cf. 1 Pt 2,21). Infatti egli vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari (cf. Mc 10,39; Gv 21,18-19; Col 1,24). Ciò si compie in maniera eminente per sua Madre, associata più intimamente di qualsiasi altro al mistero della sua sofferenza redentrice (cf. Lc 2,35). “Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo” (santa Rosa da Lima; cf. P. Hansen, Vita mirabilis, Louvain 1668)»